Primitivo di Manduria, l'export tira ma gli agropirati sono in agguato

La produzione della Doc pugliese è cresciuta del 15% nel 2018, e il fatturato - 120 milioni - è sviluppato per il 70% dai mercati esteri. Consorzio di tutela all'opera per contrastare la contraffazione

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Fanno parte del Consorzio di tutela del Primitivo Doc 52 aziende che vinificano e imbottigliano e 900 viticoltori
Fonte foto: © Consorzio Tutela Primitivo di Manduria Doc

Il vino Primitivo di Manduria Doc nel 2018 ha incrementato la produzione del 15%, portandosi a 20 milioni di bottiglie e un fatturato di 120 milioni di euro, che è rappresentato per il 70% dalle vendite all’estero. Un export grande, una fortuna per questo vino della Puglia meridionale: ma anche un’assunzione di rischio, quello della contraffazione internazionale. Una forma di pirateria che era stata però messa in conto dal Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria che per porre al riparo da operazioni corsare la Doc pugliese all’estero si è mosso per tempo: e ora incassa risultati importanti. Come lo stop a marchi ingannevoli in Italia, Cile e Portogallo. Attualmente è in fase di trattazione l’opposizione di etichette in Sud Africa, Germania e Francia.

“Proprio perché è così amato all’estero il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si possono concentrare fenomeni di imitazione – afferma Mauro di Maggio, presidente del Consorzio - Una situazione alla quale abbiamo risposto ampliando la vigilanza e tutela anche in vista della sua crescita di produzione. Da una parte stiamo operando al livello internazionale per bloccare i marchi ingannevoli di Primitivo di Manduria e, dall’altra, stiamo prelevando i campioni dalla grande distribuzione per analizzarli in laboratorio e verificare se ci siano incongruenze con il nostro disciplinare. Tra i vari parametri, inoltre, teniamo sotto controllo anche il prezzo allo scaffale, che è un indicatore assai diretto di eventuali anomalie e irregolarità su cui intervenire”.

Il Consorzio ha riconfermato la convenzione con gli agenti vigilatori per il triennio 2019-2021 aumentando del 30% le azioni ispettive che riguarderanno anche gli spacci, la vendita al dettaglio e anche il controllo in internet.
Le attività degli agenti vigilatori riguarderanno anche le visite extranazionali in Germania e nei paesi scandinavi, costi a carico del Consorzio spesi grazie ai contributi riscossi con la funzione Erga Omnes.

In 3 anni il Consorzio si è battuto contro le imitazioni e le contraffazioni nei confronti della Doc vincendo 6 cause in Italia, ed una per ciascuno di questi paesi: Spagna, CileCina e Portogallo ed eliminando dal mercato internazionale 4 marchi con dicitura Unione Europea.

Oggi il Consorzio di tutela è composto da 52 aziende che vinificano ed imbottigliano e da oltre 900 viticoltori. Sono circa 3.140 ettari i vigneti che costituiscono la denominazione del Primitivo di Manduria e 18 i comuni tra Taranto e Brindisi che producono Primitivo di Manduria. Il Consorzio opera in regime di Erga Omnes per il Primitivo di Manduria Doc e per il Primitivo di Manduria Dolce Naturale Docg. Attraverso questo strumento, tre agenti vigilatori in collaborazione con l’Istituto centrale per la qualità e la repressione frodi, effettuano controlli anche sui vini già posti a scaffale, per tutelare il consumatore e i produttori da irregolarità o anomalie relative al prodotto che non rispetta i dettami del Disciplinare di produzione.

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