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Vite e vino, tecnici ed enologi a confronto

Calo di produzione ma ottima annata per i vini bianchi Chardonnay e Pinot grigio: il report nel corso della giornata tecnica promossa dalla Fondazione Edmund Mach

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Report sull'annata viticolo-enologica a San Michele all'Adige
Fonte foto: © stefanocarocci - Fotolia

Sono stati circa 150 i viticoltori, gli enologi ed i tecnici del settore che hanno preso parte all'incontro del 5 dicembre 2017 a San Michele all'Adige, promosso dalla Fondazione Edmund Mach, dove si è fatto il punto su qualità dei vini, andamento climatico alla vendemmia, andamento fitosanitario, ma anche sui primi risultati derivanti dalla coltivazione delle varietà tolleranti in Trentino, volte a minimizzare l'input chimico in campagna.
Spazio anche alla certificazione Sqpni del settore vite in Trentino e un aggiornamento sulla resistenza ai prodotti antiperonosporici.
 

Clima e meteo

Giambattista Toller del Centro trasferimento tecnologico della Fondazione ha parlato dell'andamento meteorologico descrivendo gli eventi di siccità invernale, gelo tardivo, groppi di vento e grandinate che lo hanno caratterizzato. La gelata di fine aprile 2017 ha inflitto ingenti danni particolarmente alle colture di melo ma per effetto dell'anticipo della stagione vegetativa della vite, legata al riscaldamento globale della terra, in talune aree ha colpito duramente anche la viticoltura.
Infine alcune grandinate molto intense hanno danneggiato le viti prossime alla vendemmia.
 

Vendemmia 2017: ottima per le varietà bianche, Chardonnay e Pinot grigio

Luciano Groff e Mario Malacarne del Centro trasferimento tecnologico hanno spiegato che dopo un iniziale largo anticipo della previsione di inizio vendemmia, si è entrati nel periodo vendemmiale con un quadro climatico completamente mutato verso un clima continentale con temperature al di sotto della media stagionale. Aspetto che ha rallentato il calo dell'acidità e permesso alla vite di recuperare sull'accumulo degli zuccheri, trasformando il 2017 da annata calda e anticipata in un'ottima vendemmia delle varietà a frutto bianco, in particolare Chardonnay e Pinot grigio.

Le condizioni perturbate di metà settembre hanno condizionato la raccolta delle varietà nere.
La qualità dei vini rossi 2017 è comunque al di sopra delle aspettative.
 

La resistenza ai prodotti antiperonosporici

Marina Collina dell'Università di Bologna ha portato gli ultimi aggiornamenti. La possibile riduzione di attività, a seguito di sviluppo di resistenza da parte dei patogeni, rappresenta un rischio per la maggior parte dei moderni fungicidi. L'area di Fitoiatria del dipartimento di Scienze agrarie dell'Università di Bologna da più di un decennio studia la sensibilità di numerosi patogeni ai fungicidi attraverso campionamenti effettuati in numerose aree dell'Italia centro-settentrionale.

I prodotti antiperonosporici utilizzati su vite non sono esenti dal fenomeno della resistenza, nei confronti del quale si rende necessario un costante monitoraggio della sensibilità di Plasmopara viticola con il principale obiettivo di prevenire cali di efficacia pratica in campo.
 

ll sistema di certificazione Sqpni del settore vite in Trentino

Graziano Molon, direttore generale del Consorzio tutela vini del Trentino, ha illustrato il sistema di certificazione Sqpni del settore vite in Trentino, delineandone l'origine, le procedure ed i risultati della vendemmia 2017.
 

Primi risultati sulla coltivazione delle varietà tolleranti in Trentino

La Fondazione Mach ha messo a dimora nel 2013 due vigneti di cultivar resistenti alle principali malattie fitosanitarie provenienti principalmente da Friburgo con lo scopo di testarne le potenzialità viticole ed enologiche. 

Maurizio Bottura del Centro trasferimento tecnologico ha spiegato che in Trentino è possibile coltivarne solo sei di queste cultivar e tutte a bacca bianca (solaris, bronner, helios, muscaris, johanniter e sauvignon gris). Altre cultivar presenti in coltivazione sperimentali a bacca bianca e rossa non hanno ancora l'autorizzazione ad essere coltivate, comprese quelle ottenute dalla sperimentazione interna in Fondazione Mach. 

"In generale  - ha evidenziato - possono rappresentare un'opportunità in zone limitrofe ad aree sensibili quali case, scuole, giardini pubblici, ciclabili dove la conflittualità tra trattamenti fitosanitari e popolazione è maggiore. Infatti queste cultivar riducono l'impatto a pochi (due-tre) interventi fitosanitari. Al momento siamo ancora lontani dall'affermare che possono sostituire le classiche cultivar presenti sul mercato nazionale ed internazionale".
 

Focus enologico sulle varietà tolleranti

Infine Giorgio Nicolini del Centro trasferimento tecnologico ha illustrato alcuni aspetti di rilievo tecnico-enologico delle varietà ibride "resistenti" ottenute principalmente a Friburgo, coltivate in Trentino e inserite in un progetto a finanziamento europeo che vede la collaborazione anche del vivaismo provinciale.

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