Marche, promuovere il vino senza campanili

L'Istituto regionale di tutela vini e il Consorzio vini piceni hanno deciso di lavorare insieme per la promozione dei loro vini a livello nazionale e internazionale, rispettando le proprie identità ma facendo squadra e superando campanilismi per essere più efficaci

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Marche, due consorzi insieme per una migliore promozione dei loro vini
Fonte foto: © francescomou - Fotolia

L'Istituto marchigiano di tutela vini e il Consorzio vini piceni, hanno deciso di lasciare da parte rivalità e campanilismi e di fare squadra in occasione dei principali appuntamenti nazionali e internazionali.

In occasione del cinquantenario delle due Doc più rappresentative del territorio, il Rosso Piceno e il Verdicchio dei Castelli di Jesi, i due consorzi faranno infatti promozione insieme a partire dalle grandi fiere di settore, come Prowein e Vinitaly, fino all'organizzazione di convegni e alle azioni di ufficio stampa.

Una strategia inedita, che si concretizza anche nell'adesione comune a Food Brand Marche, il marchio dell'associazione multifiliera regionale che coinvolge circa il 55% dell'agroalimentare marchigiano.

Complessivamente le due organizzazioni rappresentano oltre l'85% della superficie vitata delle Marche, che può contare per il triennio 2016-2018 su una disponibilità di 5 milioni di euro del Psr e 2 milioni di euro annui per la promozione sui paesi terzi dell'Ocm vino.

Come ha spiegato il presidente del Consorzio vini piceni Giorgio Savini, il suo consorzio pur continuando ad operare in piena autonomia per la promozione delle proprie denominazioni tutelate, comprese l'Offida Docg, il Falerio e il Terre di Offida Dop, ha ritenuto questo un anno speciale per la coincidenza dei cinquantenari delle due denominazioni più estese, il Rosso Piceno e il Verdicchio dei Castelli di Jesi appunto.

Per Antonio Centocanti, presidente dell'Istituto marchigiano di tutela vini, l'affermazione all'estero dei vini marchigiani richiede uno sforzo maggiore in termini di promozione, ed è giusto che lo si faccia a livello regionale, facendo squadra nel rispetto delle diversità.

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