L'agroalimentare europeo punta sull'alta qualità

Lotta alla contraffazione, normativa, tutela di produttori e consumatori e un nuovo logo: 'Made in Europe' sempre più forte

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Sostenere e tutelare l’agroalimentare europeo di qualità

Sostegno finanziario, logo Made in Europe, indicazione in etichetta dell'origine dei prodotti e mantenimento delle norme commerciali settoriali. E' questa la ricetta del Parlamento per promuovere l'agricoltura Ue di qualità. Auspica anche un rafforzamento della protezione delle Dop e Igp dalla contraffazione, dentro e fuori l'Ue, nonché nuove norme sul loro utilizzo come ingredienti e sul potere dei consorzi di regolarne le quantità in vendita e di fissarne i requisiti per il confezionamento.

Occorre poi introdurre norme Ue sull'agricoltura integrata e sviluppare la produzione biologica, rafforzare le campagne d'informazione sui prodotti europei di qualità e promuovere i mercati gestiti dagli agricoltori.

Nel rilevare che le norme dell'Ue in materia di qualità alimentare "sono le più rigorose del mondo", il Parlamento sollecita, nel quadro della riforma della Pac del 2013, il sostegno finanziario dei fondi regionali per "ottenere una produzione agroalimentare di alta qualità". Ritiene poi necessario riconoscere gli sforzi dei produttori europei per soddisfare i requisiti di produzione Ue in materia ambientale e sanitaria, di sicurezza alimentare e di benessere degli animali. E chiede quindi di valutare l'opportunità di introdurre un logo di qualità europeo che certifichi il rispetto di tali requisiti attraverso un'etichetta del tipo: "coltivato (prodotto o fabbricato) in Europa". Rileva poi l'esigenza di garantire che i prodotti alimentari importati rispettino le stesse norme cui sono soggetti quelli Ue.

Facendo proprio - con 437 voti favorevoli, 153 contrari e 10 astensioni - un emendamento presentato da deputati italiani dei diversi gruppi, il Parlamento ritiene opportuno indicare il Paese d'origine per i prodotti agricoli freschi e, nel caso di prodotti trasformati "monoingrediente" il luogo di provenienza della materia prima agricola utilizzata nel prodotto finito, "con l'obiettivo di garantire una maggiore trasparenza e una tracciabilità" per assicurare “acquisti consapevoli da parte dei consumatori". Chiede inoltre di studiare la fattibilità dell'introduzione dell'etichettatura obbligatoria relativa al luogo di produzione per i prodotti trasformati che contengono "ingredienti significativi" (più del 50% in peso di un alimento) o "ingredienti caratteristici" (cioè associati abitualmente dal consumatore alla denominazione di un alimento).

I deputati chiedono poi di mantenere le norme di commercializzazione settoriali poiché "rendono trasparenti i mutamenti sul mercato, consentono agli acquirenti di raffrontare prezzi, dimensioni e qualità dei prodotti e assicurano una parità di condizioni di concorrenza a livello europeo".

Quello del sostegno e della tutela dell'agroalimentare è un tema particolarmente caro all'Italia, che proprio dell'agroalimentare di qualità fa il suo biglietto da visita sui mercati europei e mondiali.

Da una recentissima analisi della Coldiretti risulta che ammontano ora a 201 le specialità alimentari italiane tutelate dal riconoscimento Dop o Igp, assegnando così all'Italia il primato europeo dei prodotti registrati. Più precisamente, si tratta di 126 Dop e 75 Igp, tra le quali figurano 74 prodotti ortofrutticoli, 39 oli extravergini di oliva, 37 formaggi, 32 prodotti a base di carne, 6 prodotti da panetteria, 4 spezie o essenze, 3 aceti, 3 prodotti di carne e frattaglie fresche, 2 pesci, molluschi o crostacei freschi e prodotti derivati e 1 miele.

Complessivamente - precisa la Coldiretti - il fatturato dei prodotti a denominazione di origine Made in Italy ha sfiorato nel 2009 i dieci miliardi di euro, realizzati per quasi il 20% sui mercati esteri. I prodotti più consumati sono i formaggi (con il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano in testa) ed i salumi (tra i quali guidano la classifica il Prosciutto di Parma e quello di San Daniele), ma sono cresciute anche le altre categorie di prodotto come gli ortofrutticoli (mele della Val di Non o dell'Alto Adige, arance rosse di Sicilia e pesche e nettarine della Romagna) e gli oli extravergini.

 

Per leggere il comunicato completo del Parlamento europeo clicca qui.

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