Difesa ecocompatibile del vigneto, New Holland e Caffini insieme

Marco Vai (New Holland) e Andrea Segrè (Preside di Agraria a Bologna) analizzano lo stato della meccanizzazione nel vigneto (parte 2)

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Il sistema Caffini Drift Stopper Shuttle, montato su una vendemmiatrice New Holland - Vinitaly, Verona, aprile 2008

(Leggi la prima parte dell'articolo)

La tecnologia è uno strumento prioritario per crescere. E la conferma arriva anche da Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria all'Università di Bologna e ordinario di Politica economica agricola. 'Le case produttrici di macchine agricole - commenta infatti Segrè - devono offrire degli strumenti adeguati alle dimensioni aziendali italiane e in grado di aumentare la capacità delle imprese di fare profitto ed ottenere quindi un vantaggio economico dall'attività di mercato: solo in questo modo, la meccanizzazione potrà contribuire all'incremento della competitività delle nostre aziende e a ridurre il gap con quelle d'oltralpe. Inoltre, tali mezzi devono contribuire in maniera sostanziale al miglioramento dei processi produttivi, nel pieno rispetto della qualità del prodotto e dell'ambiente'.

Al Vinitaly di Verona, la più prestigiosa vetrina del vino italiano, New Holland ha presentato anche una applicazione per vendemmiatrice 'ecocompatibile'. Si tratta di un sistema innovativo per la difesa delle malattie della vite, prodotto dalla ditta veronese Caffini. 'Il nuovo sistema presenta caratteristiche assolutamente innovative - spiega Vai - nel rispetto dell'ambiente. Il sistema di distribuzione, infatti, consente, tramite un sistema di pannelli, di raccogliere e riciclare tutte le sostanze utilizzate per i trattamenti che si fermano sulle foglie o sui tralci con un doppio vantaggio: ecologico, dal momento che nulla viene più disperso nell'ambiente, ma viene raccolto e immesso nella botte del trattore, ed economico, in quanto con questo sistema è possibile recuperare dal 40 al 60 per cento dei fitofarmaci impiegati'.

Ancora lontani dai livelli di meccanizzazione della vicina Francia, che sfrutta la tecnologia nella raccolta delle uve nel 70 per cento delle proprie aziende ('con esclusione di champagne e beujolais, per i quali il disciplinare non lo consente'), il mercato di casa nostra sembra comunque muoversi. 'A partire dal prossimo anno - dichiara Vai - ci attendiamo un'accelerazione delle vendite, dopo l'assestamento della riforma comunitaria dell'Ocm vino, che in parte ha frenato gli investimenti in viticoltura. Nel 2009 dovremmo arrivare a collocare sul mercato italiano circa 40-45 macchine di nostra produzione, confermando la percentuale del 50 per cento dei volumi totali nazionali in tema di meccanizzazione'.

Ocm vino e globalizzazione, secondo il professor Segrè, dovranno essere lette dalle imprese vitivinicole non come variabili penalizzanti, quanto piuttosto come uno stimolo sulla strada della competitività e della modernizzazione. 'La riforma dell'Ocm vino - specifica infatti Segrè - rappresenta un passaggio determinante per il futuro delle aziende, le quali, per adeguarsi al cambiamento degli strumenti della politica agricola comune, dovranno operare delle scelte tese ad incrementare la loro competitività. Quest'ultima è coniugata anche e soprattutto come efficienza: la meccanizzazione è una delle vie che portano al miglioramento dell'efficienza delle unità produttive e quindi all'aumento della loro competitività'.

E ancora Segrè: 'La globalizzazione e la direzione impartita alle regole del commercio internazionale, nonché le nuove esigenze di bilancio, spingono le aziende vitivinicole a prepararsi ad un futuro, prossimo, caratterizzato da un ridotto sostegno comunitario ed una maggiore apertura dei mercati. La riforma dell'Ocm vino, tiene conto di questi aspetti e prevede una serie di misure per ristrutturare il comparto e renderlo più forte sul mercato: oltre alla graduale eliminazione dell'intervento, che favoriva la presenza di realtà meno competitive, ci sarà anche un regime di estirpazione che ridurrà le eccedenze. In più, la soppressione degli aiuti alla distillazione, sostituiti dal pagamento unico aziendale, permetterà di incrementare le dotazioni nazionali. Queste ultime, serviranno a modernizzare e innovare il comparto. È proprio in quest'ottica che la meccanizzazione deve inserirsi e, nel contempo, essere accettata da un comparto che storicamente ha guardato con scarso interesse all'evoluzione tecnica e tecnologica dei mezzi meccanici'.

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