Portogallo, il vino giovane dell'Alentejo

Grazie agli investimenti (anche europei) e ad una regia comune, il settore vitivinicolo della regione portoghese dell'Alentejo si è modernizzato e svecchiato. E ora vuole essere conosciuto in tutto il mondo

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Il volto della viticoltura dell'Alentejo è cambiato negli ultimi anni
Fonte foto: © Eléonore H - Fotolia

Quattro bottiglie di vino su dieci vendute in Portogallo sono prodotte nell'Alentejo, la regione centro-meridionale del paese. Il settore si è modernizzato ed è ringiovanito negli ultimi decenni e ora mira ad essere riconosciuto in tutto il mondo, ha detto a Lusa un rappresentante regionale.

Tuttavia, nonostante questa tendenza positiva, il settore deve affermarsi maggiormente in termini di esportazioni e prezzi, ha dichiarato Francisco Mateus, presidente della Commissione vinicola regionale dell'Alentejo (Cvra). Il Cvra è l'organismo che certifica, controlla e protegge i vini Alentejo e Alentejo denominação de origem controlada (Doc).

"Nel comparto agroalimentare regionale la viticoltura è importante ed è in crescita", ha aggiunto il presidente di Cvra. "Il modo in cui i consumatori hanno accolto i vini dell'Alentejo nei primi anni '90 ha avuto a che fare anche con qualche rivoluzione tecnologica" avvenuta nella regione e "l'Alentejo, in trenta anni, è quasi ringiovanito".

"Sono entrati nel settore vitivinicolo professionisti preparati e giovani con una formazione ed una esperienza maturata all'estero", ha affermato.

"Ci sono molte persone che lavorano oggi in Alentejo che hanno studiato fuori dal Portogallo o hanno avuto esperienze professionali all'estero e quindi arrivano con uno sguardo internazionale. E questa è una buona cosa, perché siamo più aperti all'innovazione", ha spiegato.
 

Ristrutturazione sostenibile

L'Alentejo wine sustainability program (Psva), un'iniziativa pionieristica in Portogallo promossa dal Cvra (anche se esiste in altre parti del mondo), è uno degli esempi di come l'innovazione abbia segnato la regione.

Lanciato nel 2015, il programma è iniziato con 94 membri e ora ne ha 386. João Barroso, che guida il Psva, ha detto a Lusa che il programma era rivolto ai produttori di uva e vino della regione, ma coinvolge anche istituti di ricerca, enti di formazione superiore, regionali, organismi nazionali, e altri ancora.

Il Psva, su base volontaria, incoraggia buone pratiche ambientali e sostenibili nei vigneti e nelle cantine. Inoltre, è stato recentemente uno dei quindici vincitori del concorso europeo per l'innovazione rurale del progetto Liaison 2019, che fa parte dell'European innovation partnership for agricultural productivity and sustainability (Eip-Agri) della Commissione europea.

I produttori dell'Alentejo guardano con attenzione alle opportunità offerte dall'Unione europea e stanno approfittando del sostegno dell'Ue per migliorare le loro strutture e il loro prodotto.

"C'è stato un investimento importante nella modernizzazione delle cantine e i fondi europei sono stati fondamentali", ha dichiarato Francisco Mateus, spiegando che gli aiuti sono stati utilizzati "per il marketing" e la "promozione all'estero", aiutando le cantine a "penetrare nei mercati e partecipare alle fiere".

Il programma di ristrutturazione dei vigneti è stato "una pietra miliare molto importante". Tra il 2000 e il 2017 è stato approvato un aiuto comunitario complessivo di 137 milioni di euro per l'Alentejo, corrispondente a "circa 200 milioni di euro investiti nella terra", ha sottolineato Mateus, aggiungendo che le superfici vitate approvate per la ristrutturazione ammontavano a "circa 17mila ettari, nel periodo dal 2000 alla campagna 2017-2018".

Nel 2018 l'Alentejo ha prodotto "107 milioni di litri di vino", registrando "un anno migliore rispetto al precedente", dal momento che "il 2017 è stato il culmine di tre anni di declino della produzione" a causa della siccità.
 

Dal Portogallo al mondo

Quest'anno la produzione non dovrebbe "avvicinarsi a quella cifra", a causa della mancanza di pioggia. Ma Mateus ha sottolineato che "i produttori riferiscono che il 2019 sarà un anno eccellente" vista l'ottima qualità del vino.

Secondo i dati dell'Istituto di vigna e vino (Ivv) nel 2018 quasi 21.962 ettari dei 24.544 ettari di vigneti in Alentejo sono registrati con il Cvra, che è molto meno di appena trenta anni fa. "Con il passare del tempo, è diventato un vantaggio poter usare il nome Alentejo", ha aggiunto Mateus. La regione "è stata leader di mercato per molti anni" in Portogallo, la principale destinazione per i propri vini.

"Abbiamo quasi il 40% della quota di mercato dei vini certificati, il che è molto buono" e nel 2018 il prezzo medio era "sopra la media nazionale", ha dichiarato il presidente del Cvra.

Le esportazioni dell'Alentejo "sono state relativamente stabili" e, in media, tra il 2015 e il 2018, hanno venduto quasi 20 milioni di litri di vino all'estero. Il fatturato medio per le esportazioni di vino dell'Alentejo ha raggiunto 62,3 milioni di euro.

La principale destinazione delle esportazioni della regione rimane l'Europa, se la si considera nel suo insieme. Ma quando si tratta di singoli paesi Angola, Brasile, Stati Uniti e Svizzera si collocano tra le maggiori destinazioni dell'esportazione, ha aggiunto Mateus.

Ciò che manca ancora all'Alentejo è "generare più valore monetario" con il suo vino e "fare il salto per esportare più prodotto, diversificando la gamma di paesi in cui vende le bottiglie", ha affermato.

Il presidente del Cvra ha dichiarato che l'ambizione dell'ente è "rendere l'Alentejo una regione vinicola riconosciuta in Europa e nel mondo". Un lavoro che non finisce mai.
 
(Lusa)

Azione cofinanziata dall'Unione europea

Questo progetto è stato finanziato con il sostegno della Commissione europea. La presente pubblicazione [comunicazione] rispecchia unicamente le opinioni dell'autore. La Commissione non può essere ritenuta responsabile dell'uso che verrà fatto delle informazioni in essa contenute.
 
Questo articolo, tradotto in italiano, fa parte di un progetto cofinanziato dall'Unione europea con l'obiettivo di raccontare e far conoscere all'opinione pubblica le differenti agricolture all'interno dell'Ue. Il progetto coinvolge i media di settore di sette Stati differenti che hanno raccontato ognuno l'agricoltura del proprio paese. A coordinare il progetto è il network editoriale Euractiv.com. AgroNotizie è stata scelta in rappresentanza dell'Italia

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