Vini, la qualità cresce nel Mezzogiorno d'Italia

E' il caso della Falanghina del Sannio Doc, in Campania, nonostante le annate sfavorevoli. Mentre Assoenologi Sicilia rilancia sul vino dell'Etna Doc, basato sugli autoctoni locali e su una variabilità climatica legata al territorio

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Tante le notizie sul vino arrivate nei giorni scorsi dal Sud Italia
Fonte foto: © robynmac - Fotolia

Il mondo del vino nel Mezzogiorno d'Italia muove le sue pedine. E lo fa in vista di una riscossa da giocare sul fascino di un prodotto che è in grande crescita e sull'immancabile appeal dei paesaggi meridionali: culla di vitigni autoctoni alla base ampelografica della rinascita della vitivinicoltura di questi territori.
Nelle notizie sul vino del Sud si possono vedere i segni di tutto questo.


Campania, il rating della Falanghina del Sannio Dop è in ascesa

Il Rating della Falanghina del Sannio Dop 2017, tenutosi il 12 luglio 2018 presso la cooperativa vitivinicola 'la Guardiense' a Guardia Sanframondi (Bn), ha dato un punteggio medio generale di 88/100 per il vino monovitigno di questa difficile vendemmia, classificatosi al vertice delle scorse quattro annate e con un valore al di sopra dell'ottimo.
L'iniziativa è stata promossa da Consorzio tutela vini Sannio, Assoenologi Campania e da Ais Benevento.

La Falanghina in Dop Sannio è al quinto rating, che consente di osservare il progressivo innalzamento qualitativo dei produttori del celebre bianco sannita nel tempo. La prima valutazione sulla Falanghina del Sannio si tenne nel maggio 2014 in occasione dell'evento "Anteprima Sannio", proposto dal Consorzio tutela vini Sannio. La seconda fu invece ospitata nell'edizione 2015 di Vinalia.
In entrambi gli incontri, prima con la Falanghina del Sannio Dop annata 2013 e dopo con l'annata 2014, il risultato fu di 82/100; mentre il rating sulla Falanghina 2015 attribuì un punteggio di 84/100. Quello sulla Falanghina 2016, tenutosi invece lo scorso anno, si attestò su 85/100.

Sul valore di 88/100 della vendemmia 2017 della Falanghina del Sannio Dop - al di sopra del giudizio di ottimo - c'è molto da dire.
"Le valutazioni dei campioni degustati, hanno fatto emergere - si legge nella relazione finale redatta da Assoenologi Campania - tratti distintivi nei vini di questo millesimo, riconoscibili nella maggiore morbidezza, concentrazione, corpo e struttura. Notevole anche la persistenza aromatica e gustativa. I profili olfattivi sono ricchi di sensazioni floreali e fruttate con complesse sfumature minerali. I valori medi attestati tra l'ottimo e l'eccellente, rimarcano tali prerogative, in perfetta coerenza con le caratteristiche dell'annata 2017 nell'espressione varietale della Falanghina del Sannio".

Passi in avanti notevoli, prontamente messi all'incasso da Libero Rillo, presidente del Consorzio tutela vini Sannio.
Si tratta di un giudizio particolarmente soddisfacente, che migliora - dichiara Rillo - il punteggio assegnato alla vendemmia precedente della stessa denominazione, che si attestò sul giudizio di 86/100. Un sensibile miglioramento qualitativo, segnale della sempre maggiore attenzione messa in campo dai produttori sanniti, anche in considerazione del fatto che la vendemmia 2017 era stata frutto di una delle estati più siccitose degli ultimi 15 anni. Il risultato ottenuto denota, quindi, una sempre più attenta gestione delle vigne".
 
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Un momento del Rating Falanghina del Sannio Doc vendemmia 2017
(fonte: © Mimmo Pelagalli - AgroNotizie)
 

Sicilia, Doc Etna al centro della riflessione di Assoenologi Sicilia

L'analisi della zona produttiva dell'Etna e il fascino del territorio vulcanico sono stati al centro del 24° Enosimposio di Assoenologi Sicilia.
Per l'edizione 2018, che si è svolta nei pressi di Taormina dal 12 al 15 luglio scorso, Assoenologi Sicilia ha scelto di concentrare l'attenzione su una delle zone viticole più antiche della Sicilia ma anche una di quelle che, nell'ultimo decennio, ha avuto un maggiore sviluppo sia in termini di qualità che di quantità.
Il successo dei vini dell'Etna, legato molto alla spinta di piccoli imprenditori, è l'esempio perfetto del circolo virtuoso che si crea per un territorio quando viticoltura, turismo e gastronomia operano in sinergia.

"La Sicilia è un continente vitivinicolo - ha spiegato il presidente di Assoenologi Sicilia, Giacomo Salvatore Manzo - Ogni zona ha peculiarità, profumi e sapori unici. Il legame fra il vino e il suo territorio è intenso e imprescindibile. E' attorno alla valorizzazione del nostro territorio e delle sue specificità che si gioca il futuro del nostro sistema economico".

Il meeting ha preso il via la mattina del 13 luglio con i saluti del presidente di Assoenologi Sicilia Manzo, di Rosario Di Lorenzo, coordinatore del corso di laurea in viticoltura ed enologia dell'Università di Palermo, e di Domenico Pocorobba, dirigente dell'Isiss Abele Damiani di Marsala, entrambi partner istituzionali dell'Enosimposio.

Successivamente è intervenuto l'assessore regionale per l'Agricoltura Edy Bandiera che ha sottolineato la necessità di partire dal confronto e dall'ascolto per scrivere le regole del settore affermando anche: "Quello che importa è la qualità della spesa". 

Si è poi entrati nel vivo della discussione tecnica con Marco Nicolosi, membro del direttivo del Consorzio tutela Etna Doc, che ha presentato il territorio etneo e la sua storia sottolineando come "la ricchezza minerale del terreno, le forti pendenze e la variabilità del clima siano elementi condizionanti per la maturazione delle uve e la quantità produttiva".

L'agronomo Valeria Carastro ha parlato dei tre versanti in cui si produce l'Etna Doc, ciascuno caratterizzato da aspetti pedoclimatici differenti. Carastro ha invece analizzato i profili sensoriali dei vini basati sui vitigni Carricante e Nerello Mascalese.

L'enologo Francesco Abbate ha poi spiegato il lavoro svolto insieme ad altri ricercatori su "Evoluzione dei polifenoli in diversi ambienti dell'Etna" mentre l'enologo Pietro Di Giovanni ha illustrato i vitigni del territorio: una fascia a forma di semiluna in cui operano più di 130 aziende e in cui dominano il Nerello Mascalese e il Carricante.

Successivamente ci si è soffermati, con l'enologo Carlo Casavecchia, sulle differenze fra i vitigni etnei utilizzati per la produzione di spumanti con metodo classico e quelli usati da sempre nella spumantistica mondiale.

Per approfondire il tema del rapporto fra cibo e vino per l'estaltazione dei sapori del territori è intervenuto lo chef Piero D'Agostino; infine l'enologo Salvatore D'Agostino ha presentato il suo volume "I vini dell'Etna e della provincia di Catania".

"E' stato un importante momento di riflessione su dei vitigni e dei prodotti che ben rappresentano il proprio territorio d'appartenenza. Il vino è il volano di un territorio e i risultati ottenuti sull'Etna lo dimostrano" ha concluso Manzo.
 
Enosimposio Sicilia
Un momento dell'Enosimposio 2018
(fonte: © Assoenologi Sicilia)

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: vino viticoltura vitivinicoltura cibo e alimentazione

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