Con 39,3 milioni di ettolitri, quella del 2012 verrà ricordata come la vendemmia più scarsa dal 1950. Questi i dati definitivi, a raccolta ultimata, elaborati dal Centro studi di Assoenologi, organizzazione nazionale di categoria che rappresenta i tecnici vitivinicoli. 

 

Già dalle prime previsioni, diffuse il 24 agosto, si ipotizzava un drastico calo di produzione, dovuto soprattutto alla siccità estiva.

 

Il meteo si è in parte riscattato con un mese di settembre che ha portato precipitazione definite "adeguate" da Assoenologi in quasi tutte le zone vitivinicole e ampie escursioni termiche tra giorno e notte.
Nonostante ciò, i dati definitivi sulla produzione vitivinicola 2012 fanno registrare un ulteriore ribasso, attestandosi appunto a 39,3 milioni di ettolitri. Il calo è dell'8% rispetto alla precedente campagna, "che già fu tra le meno produttive degli ultimi decenni", come ricorda Assoenologi. 

Quantità: Italia divisa in due

 

Nel Centro Nord i decrementi oscillano da -5% come nell'Emilia-Romagna, a -20% come in Lombardia e Toscana. Dalle Marche in giù si registrano valori pari a quelli dello scorso anno, come in Abruzzo, Campania e Sardegna, o inferiori tra il 10% ed il 15% come in Puglia e Lazio o superiori anche del 15% come in Sicilia. Per quest'ultima l'incremento produttivo è da imputare maggiormente alla rimessa in produzione dei vigneti "bloccati" lo scorso anno con la cosiddetta "vendemmia verde".


 

Qualità: eterogenea in tutt'Italia

 

Assoenologi nota che "nella stessa zona il buono si scontra con l'ottimo e il mediocre con l'eccellente .Complessivamente la qualità del vino 2012 sarà buona, con qualche punta di ottimo ma pochissime di eccellente. E dire che sarebbe bastata qualche pioggia estiva e meno caldo per siglare un'annata assai degna di considerazione".
Il gran caldo e la scarsità di precipitazioni hanno bloccato l'insorgere delle tradizionali ampelopatie della vite.

 

 

E i nostri competitor?

 

Le cose non sono andate meglio nei altri Paesi europei. Secondo l'Union internationale des œnologues, ad esempio, in Francia e in Spagna si prevede una produzione inferiore di almeno il 15% rispetto al 2011 con punte di -40% per le uve a bacca bianca.


 

Prezzi all'ingrosso in forte aumento

 

Inutile dire che la scarsa produzione sta facendo fibrillare il mercato all'ingrosso di mosti e vini, calmo fino a Ferragosto, oggi alquanto sostenuto, soprattutto per alcuni prodotti fortemente richiesti.

 

Ad esempio, in Piemonte alcune tipologie fanno registrare incrementi tra il 10% ed il 20% rispetto al 2011, che in Lombardia raggiungono anche il 30%. In Veneto decisi aumenti si registrano per Pinot grigio e Prosecco. In Romagna alcune partite di vini bianchi sono state pagate anche il 50% in più rispetto allo scorso anno, mentre in Emilia le quotazioni all'ingrosso dei Lambruschi sono lievitate anche di oltre il 30%. Se in Toscana l'aumento delle prezzi sfiora il 30%, in Abruzzo per i vini bianchi si è raggiunto anche il 50%.

 


Il mondo beve italiano

 

"Un'annata con qualche punto in più ci avrebbe fatto comodo, visto che le nostre esportazioni, nonostante la forte congiuntura, sono sempre in crescita" nota Assoenologi. Gli ultimi dati disponibili delle vendite di vino italiano all'estero, elaborati da Assoenologi su rilevazioni Istat e relativi al primo semestre dell'anno, confermano il trend degli ultimi mesi con una crescita in valore, rispetto allo stesso periodo del 2011, del 7% a fronte di una flessione dei volumi del 10,6%: "Mandiamo all'estero meno prodotto - spiega Assoenologi - ma, dato che la diminuzione quantitativa riguarda principalmente lo sfuso e i vini di più bassa fascia, guadagniamo di più".

 

Decisamente interessante anche l'incremento del prezzo al litro delle nostre vendite all'ingrosso di vino all'estero che è aumentato del 19,8% passando da 1,75 a 2,09 euro.


Per maggiori informazioni leggi il dossier completo sul sito di Assoenologi



Dal Copa-Cogeca uno sguardo all'Europa

Le nuove stime per l'UE-27, pubblicate a Bruxelles dal Copa-Cogeca, rivelano un calo netto del 10% rispetto all'anno scorso. Anche oltreconfine le cause sono da ricercarsi nelle condizioni climatiche sfavorevoli, come siccità, gelate e piogge eccessive.
"Ciò dimostra l'esigenza di un Osservatorio europeo sul vino che fornisca informazioni di mercato aggiornate - nota il Copa-Cogeca - nonché di un quadro normativo europeo ex ante sui diritti di impianto per tutti i tipi di vino, al fine di attenuare l'estrema volatilità del settore vitivinicolo".

In un intervento alla conferenza stampa del Copa-Cogeca a Bruxelles, Thierry Coste, presidente del gruppo di lavoro "Vino"del Copa-Cogeca ha dichiarato: "Quest'anno, la vendemmia è stimata intorno ai 144 milioni di ettolitri, vale a dire un 10% in meno rispetto ai livelli dell'anno scorso, con forti diminuzioni in tutti i principali Paesi produttori. Anche la produzione mondiale di vino è prevista in diminuzione".

La situazione in Europa: leggi l'approfondimeno sul sito del Copa-Cogeca