"Il Vinitaly più grande di sempre"

4.600 aziende, 100mila metri quadrati espositivi netti e 125mila presenze da 145 nazioni. Il presidente di Veronafiere Maurizio Danese traccia un bilancio finale dell'edizione e dà appuntamento al 2020

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Avanti tutta anche sul percorso di internazionalizzazione
Fonte foto: ©Veronafiere_Foto Ennevi

Il Vinitaly dei record guarda all'Asia e chiude la 53esima edizione di Verona con 125mila presenze da 145 nazioni, in linea con l'annata precedente, ma con un passo in avanti in chiave di qualità e numero dei buyer esteri accreditati: +3% e un totale di 33mila presenze.

"È stato il Vinitaly più grande di sempre con 4.600 aziende, 130 in più dell'anno scorso, e 100mila metri quadrati espositivi netti, ma da domani saremo già al lavoro per migliorare ancora - commenta Maurizio Danese, presidente di Veronafiere -. Continua la focalizzazione sulla selezione di visitatori verso una presenza sempre più professionale e internazionale. A riprova, sono aumentate di 20mila, per un totale di 80mila, le presenze di wine lover al fuori salone di Vinitaly and the city. Registriamo molta soddisfazione da parte degli espositori e questo significa che la svolta intrapresa nel 2016 è la direzione da seguire".

Avanti tutta anche sul percorso di internazionalizzazione, con Vinitaly al centro del dibattito istituzionale. "Dopo quella in Brasile, abbiamo lanciato la nuova piattaforma di promozione Wine To Asia attiva dal 2020 in Cina, a Shenzhen", prosegue Danese.

Soddisfazione per l'ennesimo passo avanti sul versante estero anche per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.
"Una delle cifre anche di questa edizione di Vinitaly è stata di sicuro l'internazionalità, con l'ulteriore incremento del 3% dei top buyer presenti tra i padiglioni - spiega  Mantovani -. Merito delle ulteriori risorse investite sull'attività di incoming, con la selezione e gli inviti da cinquanta paesi target e la collaborazione con agenzia Ice".

"Nella top five delle provenienze degli operatori - continua - primeggiano gli Stati Uniti (+2% sul 2018), seguiti da Germania (+4%), Regno Unito (+9%), Cina (+3%) e Canada (+18%). Su questo fronte molte bene il Giappone (+11%): un risultato che, sommato agli altri registrati dal Far East, supporta la nostra scelta di creare un nuovo strumento di promozione permanente dedicato all'Asia.
Ma questo è stato anche un Vinitaly sempre più digital e connesso che ha certificato la centralità nella nostra community globale della Directory online in nove lingue che conta più di 4.500 aziende e 18mila vini (aumentati del 20%) e ha registrato oltre 1 milione di visite nelle ultime due settimane, senza dimenticare il debutto della geolocalizzazione nei padiglioni, per facilitare l'incontro tra domanda e offerta"
.

Ma Vinitaly si conferma una vetrina irrinunciabile anche per la politica. Il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, conferma l'attenzione istituzionale, "con la visita del presidente del Consiglio, dei due vicepremier, del presidente del Senato, del ministro delle Politiche agricole e del turismo, e a livello europeo con il commissario per l'Agricoltura".

Proprio il premier Giuseppe Conte consacra (anche se non ce n'era bisogno) la grande rassegna internazionale dedicata al vino italiano. "Vinitaly dal 1967 è un appuntamento fisso per gli operatori del settore e negli anni ha battuto molti record - dichiara il presidente del Consiglio -. Oggi è un momento celebrativo perché qui promuoviamo un'ottima produzione 2018 che ha superato i 20 milioni di ettolitri tra Doc, rossi, bianchi e spumanti: andiamo fortissimi e le prospettive di incremento dell'export vitivinicolo italiano sono notevoli".

Ma è anche il primo Vinitaly in cui si può commentare (e non annunciare) il decreto sull'enoturismo. Fra gli operatori si respira maggiore ottimismo, anche perché il comparto è in crescita, come rivela la ricerca 'Gli italiani e il vino', realizzata da Vinitaly con l'Osservatorio Vinitaly-Nomisma wine monitor e  presentata all'inaugurazione del salone internazionale di Vinitaly. 
Sono il 23% gli italiani che nel corso dell'ultimo anno hanno fatto una vacanza o un'escursione alla scoperta del vino e delle migliori cantine della penisola, e solo il 18% esclude di farlo. E sono sei le regioni che guidano la classifica dell'enoturismo: Toscana (27%), Piemonte (12%), Veneto (9%), Sicilia (7%), Friuli Venezia Giulia (5%), e Puglia (5%).

Le zone in testa nelle preferenze degli enoturisti sono il Chianti e Siena, le Langhe e Asti, e l'area di Valdobbiadene. Se il 23% degli italiani ha già fatto una vacanza nelle terre del vino, il 5% lo ha invece in programma, entro un anno, mentre per il 26% è un'idea, non ancora programmata. Roma e Napoli, secondo la ricerca, sono le città che contano più enoturisti tra i millennials, Milano tra la cosiddetta generazione X.

Ad integrare e ampliare l'offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull'agroalimentare di qualità ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola, a cui quest'anno si è affiancata Vinitaly design che ha proposto prodotti e accessori che completano l'offerta legata alla promozione del vino e all'esperienza sensoriale: dall'oggettistica per la degustazione e il servizio, agli arredi per cantine, enoteche e ristoranti, sino al packaging personalizzato.

Appuntamento al 2020 per la 54esima edizione di Vinitaly, in programma dal 19 al 22 aprile.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Redazione Agronotizie

Tag: vino viticoltura import/export mercati vinitaly vitivinicoltura

Temi caldi: Vinitaly 2019

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