Magis e Il Vignale: stessa filosofia all'insegna della qualità

L'azienda di San Paolo di Civitale ha aderito al progetto per utilizzare al meglio i prodotti, ridurre il numero dei trattamenti e perseguire un minore impatto ambientale

Michela Lugli di Michela Lugli

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Il Vignale, l'azienda foggiana nel progetto Magis

Di proprietà dei soci fondatori delle Cantine Teanum, l'azienda agricola Il Vignale è tra le sorelle più giovani del progetto Magis.

Entrata a farne parte nel 2011 con 2,34 ettari coltivati a Syrah, quest'azienda foggiana di San Paolo di Civitate si compone di 45 ettari a vigneto allevati a spalliera e a tendone nei quali è possibile imbattersi in diverse varietà di uva: cabernet, merlot, nero di troia, aglianico, negroamaro, sangiovese e montepulciano.

Fidandoci di Bayer” spiega Matteo Bufano, agronomo aziendale operativo in vigna, “abbiamo aderito al progetto Magis trovando da subito molti punti in comune con la nostra filosofia aziendale. Interessante, l'opportunità offerta dalla struttura e dagli strumenti propri del progetto, di utilizzare al meglio i prodotti così da ridurre il numero dei trattamenti e perseguire, nello stesso tempo, un minore impatto ambientale.
Tutelare l'ambiente e, nello stesso tempo, ottenere un prodotto di elevata qualità caratterizzato da un valore aggiunto, sono gli obiettivi della nostra azienda che in Magis ha trovato un alleato”.

Qualità, professionalità, idee e valorizzazione degli aspetti storico culturali del territorio, sono i pilastri su cui si fonda l'azienda vitivinicola che, spiega Bufano, non punta alla quantità delle produzioni ma, al contrario alla qualità “che vogliamo sia elevata. I nostri vigneti”, spiega, “raggiungono produzioni che oscillano tra i 120 e, al massimo, 140 quintali a ettaro in spalliera”.

Come racconta l'agronomo, la totalità delle uve viene conferita alla cantina Teanum che procede alla vinificazione.

Ciò che Magis ha il potere di realizzare è un valore aggiunto per il prodotto finale e per tutta l'azienda. Dal punto di vista produttivo”, spiega, “sembra di osservare un leggero aumento nella produzione e già ad oggi, pur essendo presto per parlare di veri e propri risultati, abbiamo recuperato nel vigneto Magis uno o due trattamenti a fronte di un'uva caratterizzata da un aspetto migliore”.

Presto è anche per la valutazione dei vantaggi economici e commerciali che, come spiega l'esperto, potranno essere osservati non prima della fine dell'annata agraria.
“Le aspettative sono alte
”, afferma Bufano “e grande importanza assumono tutte le analisi e le valutazioni che fanno parte del progetto”.

In questa fase produttiva, si stanno allestendo i campioni da inviare al laboratorio di analisi di riferimento di Magis (Ispa-Cnr) per la valutazione delle ocratossine (Ota) nel vino.

I campioni, spiega l'agronomo, riguardano sia l'appezzamento Magis che quello di confronto aziendale; in questo modo sarà possibile evidenziare eventuali differenze oltre ad avere l'assoluta garanzia di un prodotto salubre e indenne da Ota.

 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: vino viticoltura magis

Rubrica: Magis, viticoltura sostenibile