Progetto Ghigi, controllo totale della filiera

Presentato ad Agrifil il progetto che nasce dalla volontà del mondo agricolo di chiudere la filiera grano duro-pasta tramite lo strumento del Consorzio agrario

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Progetto Ghigi per il controllo totale della filiera

Il progetto pastificio e molino Ghigi nasce dalla volontà del mondo agricolo di chiudere la filiera grano duro-pasta.
Grazie a questa peculiarità si inserisce nello scenario italiano della pasta con un'identità ed una caratterizzazione molto forte: il controllo totale della filiera da parte degli agricoltori per tramite del Consorzio agrario di Forlì-Cesena e Rimini. E' la proposta presentata da Ghigi all'ultima edizione di Agrifil, il Salone dedicato interamente alla filiera agroalimentare di RImini.

"Il livello produttivo e qualitativo di frumento duro in Italia condiziona i rapporti fra agricoltura ed industria - spiega Ghigi in una nota - ponendo quest'ultima in un ottica di vantaggio rispetto al mondo agricolo. L'industria molitoria e quella pastaria sono due fasi fortemente integrate verticalmente fra loro, tanto che spesso entrambe le fasi di trasformazione sono gestite da un unico soggetto. E' necessario da parte dei produttori e degli stoccatori nazionali di materia prima un adeguamento strutturale che consenta loro di restare competitivi sul mercato, rispetto alla concorrenza estera. In questa fase risulta quindi di fondamentale importanza la promozione degli aspetti organizzativi e logistici basati su contratti fra la parte agricola e quella industriale che prevedano la reciprocità degli scambi nell'ottica di incrementare la produzione e valorizzare il frumento duro italiano".


In questi ultimi anni la riconversione seminativa effettuata dagli agricoltori del Nord Italia, specialmente in Emilia-Romagna, manifestatasi con un deciso incremento della coltivazione del grano duro, ha creato un mercato completamente nuovo e nello stesso tempo ha aperto nuove strade imprenditoriali a chi controlla questo prodotto.

Il Consorzio agrario - prosegue la nota - può assicurare un'integrazione di filiera senza eguali, grazie alla sua presenza sul mercato sin dalla fornitura dei mezzi tecnici di base. Ed è attivo nella fornitura agli agricoltori di mezzi tecnici (quali antiparassitari, concimi, sementi, macchine e attrezzature agricole,ecc), nella fornitura di assistenza tecnica-agronomica (spesso fornita gratuitamente), nella fornitura di servizi (anche finanziari), oltre che nello stoccaggio dei cereali con una rilevante quota di mercato.

Il progetto mulino e pastificio previsti dal progetto Ghigi punta a massimizzare le sinergie grazie al controllo della filiera dal seme alia confezione di pasta venduta in diversi canali commerciali. La filiera sara caratterizzata per il controllo e la valorizzazione del prodotto nazionale, a partire dal grano duro coltivato nelle aree dell'Emilia-Romagna e delle Marche.

Gli obiettivi

Gli obiettivi del progetto:
· garanzia di un prodotto fatto al 100% con grano italiano.
· garanzia di un prodotto tracciato dal campo.
· garanzia di alta qualita.
· ridotto impatto ambientale.
· ritorno economico sugli agricoltori italiani e valorizzazione delle produzioni local!.
· certificazione presso gli Enti piu accreditati delU'intero flusso operative.

 

Grano utilizzato:
• Grano 100% italiano dalle regioni Emilia Romagna, Marche e Toscana.
• Modalita di approvvigionamento: Contratti di coltivazione con gli agricoltori con I'obiettivo di dare sostegno al reddito agricolo ed, in collaborazione con loro, individuare le varieta maggiormente idonee per la pastificazione.
• Garanzie al consumatore: garanzia di un prodotto certificato e tracciato in ogni suo passaggio dal campo alia tavola; garanzia di ispetto per I'ambiente grazie ai ridotti spostamenti delle materie prime; garanzia di una filiera Ogm free.
 

I  numeri

I soci: Consorzio agrario interprovinciale Fc-Rn; CAI Energy s.r.l.; Agriservizi Soc. coop ar.l.; Consorzio agrario interprovinciale di Bologna-Modena; Consorzio agrario di Reggio Emilia; Consorzio agrario della Maremma Toscana; Consorzio agrario di Ravenna; Consorzio agrario di Bolzano; Antonio Amato & C. S.p.A; AMATO RE srl.

Investimento: per macchinari e impianti calcolati 1,5 milioni di Euro; per immobili (CAI Fc-Rn) calcolati 1,3 milioni di Euro. Previsione occupazionale: circa 60 dipendenti a regime.


 

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