Viticoltura, parola d'ordine: sostenibilità

Un'alternativa ai mezzi chimici per la gestione delle malerbe nel sottofila dei vigneti è l'inerbimento controllato: leggi il punto di vista dell'esperto Maurizio Boselli

Matteo Bernardelli di Matteo Bernardelli

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Sempre più si presta attenzione alla produzione sostenibile e maggiore è la sensibilità ambientale
Fonte foto: © alexandro900 - Fotolia

"Sul tema della sostenibilità la consapevolezza dei viticoltori è alta, perché conoscono i rischi di ritrovare nel vino residui di chemicals, siano essi antiparassitari e/o erbicidi. L'attenzione del consumatore, in particolare in alcuni mercati esteri, è elevata e per una viticoltura sostenibile è fondamentale anche il passaggio della gestione del sottofila. Una questione solo apparentemente tecnica, che influisce però sul prodotto finito e che non deve essere trascurata".

Lo spiega Maurizio Boselli, ordinario di Viticoltura all'Università di Verona, uno dei relatori al workshop tecnico "Gestione del sottofila low input: missione possibile", nella prima giornata di Enovitis in campo, ai Vigneti Villabella di Cavaion Veronese (Vr).

La prima mossa è in campo. "La qualità si fa in vigneto ed è lì che si dovrebbe investire di più in conoscenza", sottolinea Boselli, che lo scorso anno ha curato il libro Progressi in viticoltura, edito da Edises di Napoli (32 euro), che illustra le tecniche più moderne per la gestione del vigneto.

L'attenzione alla produzione sostenibile e una nuova sensibilità ambientale sta portando a esplorare nuove soluzioni per la gestione delle malerbe nel sottofila dei vigneti. E anche se ancora la maggior parte dei viticoltori si affida ai mezzi chimici, si stanno diffondendo valide alternative, come ad esempio l'inerbimento controllato. "In Francia, Svizzera, ma anche in Valpolicella si sta sperimentando l'impiego dell'erba Pilosella (Hieracium pilosella) - precisa Boselli -: è una pianta strisciante che assicura una copertura del suolo totale, per la quale non è necessario fare sfalci".

E' un passo avanti rispetto all'adozione dell'inerbimento controllato per l'interfila, che oltre i risvolti ambientali ha il vantaggio di agevolare i lavori in vigneto, migliorare il transito dei mezzi e ridurre il ruscellamento superficiale dell'acqua soprattutto in collina, conservando la biodiversità. "Ora bisogna diffondere la cultura della sostenibilità e favorire il progresso", invita Boselli.

La difficoltà dell'inerbimento controllato del sottofila inerisce al fatto che le piante vanno trapiantate manualmente, mentre il ricorso all'inerbimento totale, usando le stesse essenze impiegate per l'interfila, può influire negativamente sulla vigoria delle piante.
"Personalmente, consiglio l'inerbimento con essenze che ricreano una comunità vegetale composta da graminacee, leguminose e crucifere opportunamente scelte e in proporzioni adeguate allo stato di vigoria del vigneto, in quanto aumenta la biodiversità del vigneto e la presenza di erbe nel vigneto appaga anche sul piano naturalistico e paesaggistico".

Vi sono comunque delle alternative per la gestione del sottofila, come il diserbo con macchine che impiegano acqua ad alta pressione (erogano acqua a una potenza di mille atmosfere) oppure attraverso sistemi di diserbo termico, quest'ultimo abbastanza diffuso in Francia.
La viticoltura del futuro applicherà sistemi già ampiamente utilizzati nel biologico, per preservare la sostanza organica nel suolo. "Cominciano a comparire i bioerbidici a base di estratti vegetali - afferma - e si utilizzano estratti di erbe e microrganismi per il controllo di funghi come peronospora, oidio e botrite".

A fare da capofila è il Trentino Alto Adige, ma anche in Veneto vi sono buone prospettive sia in Valpolicella che in tutta l'area del Prosecco. "Si è capito - conclude Boselli - che il consumatore cerca prodotti trasparenti, tracciati e vuole conoscere il percorso produttivo dal vigneto allo scaffale".

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