Quando si decide di mettere a dimora un albero molti sono gli aspetti da tenere in considerazione, come il volume e i valori di riferimento del suolo, oltre alla scelta delle specie naturalmente. Ma non solo.

 

Nella figura successiva sono schematizzate le specifiche per un sito d'impianto in aree edificate adottate per la messa dimora di alcuni alberi a Stoccolma. La spesa media per l'impianto si aggira, per alberi di calibro medio, intorno ai 10mila euro, poiché al costo di acquisto della singola pianta, devono essere aggiunti tutti i costi necessari alla creazione di un appropriato sito d'impianto e alla messa in opera di strutture volte ad impedire che gli apparati radicali creino danni non solo alle infrastrutture sotterranee, ma anche alle pavimentazioni. È chiaro che è un costo impossibile da sostenere per le municipalità italiane, ma si possono ottenere degli ottimi risultati anche a costi notevolmente inferiori.

 

Grafico sulle tecniche di impianto per alberi in ambiente urbano a Stoccolma, da Stal 2007

(Fonte: Stal 2007 citato nell'articolo "Il verde nei centri urbani: l'albero giusto al posto giusto" del professor Francesco Ferrini dell'Università degli Studi di Firenze, 2010)


Detto questo non devono essere assolutamente sottovalutate le emissioni di CO2 determinate dalle operazioni di scavo, messa dimora e per la successiva continua e puntuale manutenzione che eviti stress agli alberi (fino a determinarne la morte) e ne riduca fortemente le funzioni di carbon sink e di miglioramento ambientale.

 

Questo tipo di emissione non viene quasi mai considerato quanto si mettono a dimora alberi nelle aree urbane dove, per fornire agli alberi le possibilità anche solo minime di poter attecchire e crescere, viene prodotta una quantità rilevante di CO2 la cui compensazione può richiedere numerosi anni. In tali situazioni, sarebbe opportuno valutare scelte alternative che prevedano l'impianto di aree verdi (non solo di alberi) nelle zone limitrofe (ad esempio aree commerciali dismesse, ex edifici industriali rimasti inglobati nel tessuto urbano e da tempo abbandonati, che anche se occupanti aree limitate, possono rappresentare, qualora sottoposti a riqualificazione, un'alternativa "ambientale" rispetto alla costruzione di nuovi edifici) con minimo impegno economico e con potenziali migliori risultati ambientali, grazie all'effetto massa e alle maggiori aspettative di durata del ciclo vitale delle piante.

 

Quando si mettono a dimora alberi in aree, ad esempio in quelle urbane, spesso non sono sufficientemente considerate, fra le altre pratiche di gestione, le problematiche legate alla raccolta delle foglie, tenendo conto che questa operazione non è solo costosa dal punto di vista economico, ma anche ambientale, poiché vengono utilizzati macchinari che producono elevate quantità di CO2 e altre sostanze inquinanti. La tabella sotto indica il peso medio delle foglie prodotte dalle principali specie diffuse nelle aree urbane (da Kopinga 2007).

 

Tabella del peso medio delle foglie, da Kopinga 2007

(Fonte: Kopinga 2007 citato nell'articolo "Il verde nei centri urbani: l'albero giusto al posto giusto" del professor Francesco Ferrini dell'Università degli Studi di Firenze, 2010)

 

A conclusione di questo argomento suddiviso in cinque parti è da porre in evidenza che, poiché piantare alberi è uno dei presupposti di gran parte dei programmi di miglioramento ambientale delle principali istituzioni nazionali e internazionali, è necessario che venga posta la necessaria attenzione nella scelta del materiale vegetale per l'impianto che deve essere compatibile con le caratteristiche del sito, perché errori in questa scelta tecnica possono determinare dei costi di gestione e dei mancati benefici tali da causare il fallimento tecnico ed economico dell'impianto.

 

 A cura di Francesco Ferrini, Dagri, Università di Firenze - Associazione Pubblici Giardini, Delegazione Toscana

 

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