La Pac 2023-2027 è entrata ufficialmente in vigore il primo gennaio dello scorso anno, ma a causa delle numerose deroghe una parte degli obblighi ha iniziato a produrre i propri effetti a partire da quest'anno.

Leggi anche Nuova Pac e deroghe, ecco tutti gli obblighi in vigore nel 2024

È interessante notare come alcuni dei vincoli della nuova Politica Agricola Comune abbiano valenza biennale, impegnano cioè l'agricoltore non solamente per l'anno di presentazione della domanda unica, ma anche per quello successivo e, in alcuni casi, anche oltre.

 

Come ha ricordato in più di un'occasione Angelo Frascarelli, docente dell'Università degli Studi di Perugia e profondo conoscitore della Pac, questa novità deve mettere in allarme quegli agricoltori che hanno preso o dato in affitto terreni collegati a impegni che hanno valenza biennale, come i Titoli Pac, l'Ecoschema 4 o l'Ecoschema 3, questo perché le decisioni prese da un agricoltore un anno si possono poi ripercuote sull'operatività di chi gestirà il medesimo terreno l'anno successivo.

 

Pac, Bcaa 7 e affitto dei terreni agricoli

Facciamo un esempio. Un agricoltore decide di prendere in affitto un terreno con il relativo Titolo Pac e di seminare mais. L'anno successivo decide di non rinnovare l'affitto e restituisce il terreno al legittimo proprietario. Questi, nella scelta della successione colturale, sarà vincolato dalle scelte fatte dall'affittuario e non potrà, ad esempio, seminare nuovamente mais, a meno di non seminare una coltura intercalare durante l'inverno.

 

La Bcaa 7, infatti, ha introdotto l'obbligo della rotazione colturale, almeno biennale per i seminativi, obbligo che si riferisce alla parcella di campo come riconosciuta dal Sistema di Identificazione delle Parcelle Agricole (Sipa), indipendentemente che essa sia coltivata dal legittimo proprietario o da un affittuario. Quando si prende o si dà in affitto un terreno, dunque, è sempre bene accertarsi che cosa sia stato inserito all'interno della domanda unica dell'anno precedente per evitare sanzioni.

 

Anche le aziende che operano in regime di aridocoltura o in territori montani, seppure godano di importanti deroghe devono comunque rispettare un certo avvicendamento colturale, che ad esempio nel caso di zone montane si snoda su tre anni. Il Psp, Piano Strategico Pac, infatti stabilisce che ogni anno l'agricoltore deve garantire un cambio di coltura su almeno il 35% dei suoi seminativi. Le colture secondarie o intermedie possono essere utilizzate per soddisfare la quota minima di rotazione annuale. Dopo tre anni, tutte le parcelle di seminativi devono essere state sottoposte a rotazione della coltura principale.

 

Anche in questo caso, ad esempio, un agricoltore che subentra al secondo o al terzo anno deve accertarsi di quanto fatto nel periodo precedente per evitare problemi.

 

Affitto ed Ecoschemi nella nuova Pac

Facciamo un altro esempio. Un agricoltore che prende in affitto un terreno decide di aderire all'Ecoschema 4, che prevede un avvicendamento colturale biennale tra colture migliorative e depauperanti. Anche in questo caso, per evitare sanzioni, chiunque gestisca il campo il secondo anno deve prestare attenzione ad eventuali vincoli contenuti della domanda unica.

 

 

Se ad esempio il primo anno viene seminato grano, il secondo l'agricoltore che gestisce quella parcella dovrà seminare colture foraggere, leguminose o da rinnovo, come ad esempio favino, erba medica, mais o soia.

 

Un altro esempio ancora è l'Ecoschema 3, pensato per la salvaguardia di oliveti di valore paesaggistico. Tale Ecoschema prevede una potatura biennale delle chiome, inoltre l'agricoltore che presenta la domanda unica si impegna a mantenere l'oliveto oggetto di impegno nel suo status quo. Non sarà possibile, ad esempio, procedere ad infittimenti con la piantumazione di nuovi alberi. L'impegno deve essere mantenuto per almeno un anno successivamente all'adesione all'Ecoschema.

 

È bene infatti ricordare che in caso di inadempienza di un obbligo biennale a pagare non sarà l'agricoltore che ha firmato la domanda unica il primo anno, quanto quello che non ha adempiuto eventualmente agli obblighi il secondo anno. E le sanzioni non sono da poco: il non rispetto di una Bcaa, ad esempio, il primo anno costa il 15% di tutti i contributi Pac percepiti dall'agricoltore.