Più liquidità alle imprese, più reciprocità, meno oneri amministrativi, salvaguardia dei prodotti europei e revisione di alcune proposte della Commissione Europea. In breve, sono queste le richieste che Confagricoltura ha presentato recentemente a Bruxelles alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura: "Attenzione all'aumento di importazioni agricole dall'Ucraina".

 

Dare una mano a volte non conviene

Questo è il quadro che emerge dalle cifre esposte dal presidente di Confagricoltura che ha dato un'infarinatura su come l'aumento di importazioni dall'Ucraina, dovuto alla guerra, abbia danneggiato la produzione europea. "I prezzi dei cereali e dei semi oleosi sono in drammatico calo" e "la pressione sul settore del pollame è drammatica, in Italia come nel resto d'Europa" ha affermato. Allarmante anche la situazione dello zucchero, le cui importazioni sono aumentate del 650%, mettendo in difficoltà il settore delle barbabietole.

 

Pac sotto la lente di ingrandimento

Politica Agricola Comune (Pac) inadeguata ai tempi, eccessiva attenzione agli Ecoschemi, spinti dall'ex vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Frans Timmermans e per i quali è destinato il 25% dei fondi Pac, e principi sbagliati sin dall'inizio.

 

Secondo il presidente di Confagricoltura della Regione Friuli Venezia Giulia Philip Thurn Valsassina, la Pac "non risponde né alle esigenze dell'agricoltore, ma nemmeno del cittadino", con una produzione che non riesce a garantire prezzi adeguati e filiere. Inoltre, le soluzioni a breve e medio termine fornite dalle istituzioni europee (4% dei terreni a riposo, agrofarmaci) "sembrano dei rattoppi".

 

Pac, agricoltura e innovazione

I soldi della Pac fanno gola, ma vanno sfruttati al meglio, e per farlo non è necessario "tornare a prima", ma "essere innovativi". Questo il parere dell'eurodeputato del Südtiroler Volkspartei Herbert Dorfmann.

 

E per un settore agricolo innovativo serve l'aiuto della politica, del sindacato e della forza dei giovani. Lo scarso ricambio generazionale, dovuto alla demonizzazione degli agricoltori ("inquinano troppo!") e alla poca attrattività del settore ("si lavora tanto e si guadagna poco"), non contribuiscono ad avvicinare i "bravi giovani" di cui "l'agricoltura ha bisogno". "Bisogna cambiare l'immagine di questa attività - afferma Dorfmann - perché se no gli agricoltori non avranno più bisogno della Pac". Ma perché non ci saranno agricoltori.

 

Focus sulle proposte...

Aumento del bilancio della Pac, gestione comune dei rischi, semplificazione amministrativa per gli Ecoschemi, reciprocità sulle importazioni. Basta alla rotazione obbligatoria dei terreni e riformulazione della proposta sugli imballaggi. Moratoria sui crediti per le imprese agricole, innovazioni per la competitività delle imprese e regolamentazione dell'importazione di cereali e semi oleosi dall'Ucraina, quest'ultimo punto dolente di cui soffre l'Italia e per il quale anche gli agricoltori polacchi hanno protestato al confine ucraino.

 

Questi, in sintesi, i punti nel documento programmatico che il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, insieme alla presidente del Copa, Christiane Lambert, e a quello del Cogeca, Lennart Nilsson, hanno presentato alla presidente della Commissione Europea e al ministro belga dell'Agricoltura, David Clarinval (il Belgio ricopre attualmente la presidenza di turno dell'Unione Europea).

 

...e sulle promesse

Consiglio Ue e Commissione sono stati concordi nel proporre misure a breve e medio termine per alleviare gli agricoltori dagli oneri amministrativi, tra cui la contestata norma Bcaa 8 sui terreni lasciati a riposo e la modifica della Bcaa 1, che imponeva agli allevatori di riconvertire i terreni da semina in prati permanenti.

 

Inoltre, è stata ritirata la proposta di regolamento sull'uso sostenibile degli agrofarmaci, e alleggerimenti amministrativi per l'adempimento della Bcaa 6 sulla fertilità del suolo, che nelle intenzioni delle istituzioni europee vorrebbe tener conto delle caratteristiche regionali, e per facilitare il ricorso alle cause di "forza maggiore o circostanze eccezionali".

 

Ovviamente, con le europee alle porte e il cambio di guardia alla Commissione ciò che si può fare è estremamente limitato. Riforme della Pac e cambi strutturali sono rimandati al post elezioni.