Sarà che entro qualche settimana si dovrà decidere del destino di glifosate, quindi i decisori europei è per qualcuno bene influenzarli con dati negativi roboanti sulla chimica agraria. Sarà che le cannonate mediatiche fanno acchiappare un sacco di click, ma da qualche giorno si trova per ogni dove la notizia dei 385 milioni di intossicazioni da agrofarmaci su scala globale.

 

Basta fare una ricerca su Google per "385 milioni di intossicazioni da pesticidi" per rendersi conto di quanto questo numero sia stato ripreso e pompato mediaticamente da una molteplicità di magazine, associazioni e siti internet. 


Perfino Focus, rivista che ha fatto della scienza il proprio emblema, ha rilanciato l'abnorme numero dandolo per buono e assodato. Peccato non sia affatto così. Soprattutto quando si ipotizza che l'umanità stia estinguendo se stessa "[...] a cominciare dall'avvelenamento causato dai pesticidi".

 

Al contrario, senza chimica agraria sì che si conterebbero i milioni di morti per carestia. Soprattutto in quelle parti del mondo ove la difesa delle colture è lacunosa per mezzi tecnici e idonei strumenti applicativi. Esperienza inclusa. O, banalmente, i morti per le malattie trasmesse dalle zanzare, come la malaria, solo per citarne una. Ma proseguiamo.

 

Intossicata tutta l'America del Nord

Le popolazioni di Stati Uniti e Canada, messe insieme, arrivano circa a 370 milioni di persone. Stando al numero all'oggetto è come dire che a intossicarsi in modo acuto con gli agrofarmaci sarebbe una popolazione pari all'intera demografia del Nordamerica. Già qui un minimo dubbio sull'attendibilità di quel dato dovrebbe sorgere. Ma andiamo avanti.

 

La fonte del numero

I 385 famigerati milioni di intossicati annui da agrofarmaci sarebbero stati estratti da una pubblicazione del dicembre 2020 apparsa sulla rivista BMC Public Health. Tale documento, dal titolo "The global distribution of acute unintentional pesticide poisoning: estimations based on a systematic review", ha come autori quattro esponenti del Pan, che non è l'acronimo di Piano d'Azione Nazionale, bensì di Pesticide Action Network, una delle associazioni ambientaliste mediaticamente più aggressive che da sempre briga e forca in ogni modo per ottenere l'abolizione degli agrofarmaci. Altro punto che dovrebbe indurre una più seria meditazione sulla supposta "strage degli innocenti" citata. 

 

Temi già trattati: basta rileggere quanto già pubblicato

Circa le informazioni circolanti sulle intossicazioni da agrofarmaci si era già scritto su AgroNotizie proprio tre anni or sono, con l'articolo "Agrofarmaci e intossicazioni: un problema da risolvere", quando i numeri da commentare erano molto più contenuti di quelli odierni. Si parlava allora di 25 milioni di intossicati e 220 mila morti.

 

Poi si scoprì che quelle cifre erano frutto di estrapolazioni funamboliche di dati locali dello Sri Lanka, estesi per moltiplicazione al resto del Mondo. Peraltro, senza verificare la composizione dei dati: molti dei casi riportati nello studio di partenza (del 1979!) erano infatti dovuti a suicidi o a omicidi volontari


Un anno prima circa, nel febbraio 2019 e sempre su AgroNotizie, era stato pubblicato un altro articolo dedicato all'Italia, dal titolo "I pericoli intorno a noi". In esso si trattavano i casi di intossicazioni dovuti a molteplici cause, evidenziando come fosse solo uno l'agricoltore morto per essersi esposto a un trattamento fitosanitario a base di solfato di rame. In più, la sola candeggina provocava più chiamate ai centri antiveleni di tutti gli agrofarmaci messi insieme.

 

Metodi deboli, estrapolazioni inaccettabili

Nonostante il tema delle intossicazioni da "pesticidi" sia stato già debitamente affrontato, questo ritorna in auge addirittura moltiplicato di 15 volte, passando dai 25 milioni di casi del passato ai 385 odierni.

 

Peccato che le considerazioni fatte in precedenza siano le stesse applicabili anche in questo caso: le metodiche utilizzate per le stime sono infatti pesantemente viziate da estrapolazioni di comodo, prendendo dati rilevati dall'Oms su alcune aree geografiche e su alcune popolazioni ed estendendoli poi al resto del Mondo. In tal modo, un campione statistico molto piccolo è stato considerato valido per realizzare proporzioni con qualche miliardo di Esseri umani distribuiti su tutto il pianeta.


Oltre all'estrapolazione compiuta passando dalla piccola alla grande scala, vi è da aggiungere che gli autori non hanno per nulla trattato le molteplici diversità che caratterizzano le diverse aree del Globo in cui vengono applicati gli agrofarmaci. Né sono state comparate le caratteristiche degli agrofarmaci stessi, perché un conto è usare un insetticida utilizzato in Europa, un altro è usare un insetticida fra quelli comunemente impiegati nel Sudest asiatico, magari revocato da vent'anni da Bruxelles.

 

Non v'è nulla da stupirsi se qualche agricoltore si intossica, o addirittura muore, guardando certi filmati in cui li si vede irrorare i campi con pompe a spalla o lance a mano, avanzando a piedi in mezzo alla nube tossica e protetti praticamente zero. Ma in tal caso, più che chiedere l'abolizione dei pesticidi qui, in Europa, andrebbe chiesta col massimo del fervore una vera e propria rivoluzione culturale nei Paesi in cui gli usi si confermano al limite del barbaro. 

 

Non solo la Ue, anche gli Usa

Gli Stati Uniti sono fra i Paesi con l'agricoltura più intensiva che si possa immaginare. Eppure, anche Oltreoceano i dati sono decisamente diversi da quelli che si potrebbe supporre leggendo la pubblicazione del PAN. 


I casi totali segnalati al locale Poison Control Center, per esempio nel report del 2010, si fermano a 109mila. E si intende tutti, non solo quelli attribuiti agli agrofarmaci. Il PAN ignora però gli oltre 24mila casi relativi ai soli disinfettanti per usi industriali e domestici, uno su tutti la solita candeggina.

 

Né viene fatta menzione dei quasi 13mila casi di avvelenamento da topicidi anticoagulanti. Ignorata anche una possibile fonte di pericolo che sta nelle case di tutti e, purtroppo, nelle mani di genitori troppo apprensivi. Si parla del DEET, la sostanza attiva contenuta nei repellenti per zecche e zanzare


Dando infatti un'occhiata alla ripartizione anagrafica del campione statistico americano, si evince come le case possano rivelarsi molto più pericolose dei campi coltivati, visto che dei numeri sopra citati una gran parte sono a danno di bambini al di sotto dei cinque anni. O perché spalmati all'inverosimile coi repellenti per zanzare, o perché hanno ingerito accidentalmente le esche topicide lasciate imprudentemente alla loro portata. 


Segnalazione non implica intossicazione

Una nota è bene riportarla: segnalare una esposizione, vera o soltanto presunta, a un agente nocivo o tossico non implica vi sia stato un danno per la persona che segnala il fatto. Talvolta sono solo chiamate ai centri antiveleni dovute a preoccupazioni non sempre motivate. 


In altri casi certi dati vengono rilevati tramite questionari la cui affidabilità non è certo adamantina. Ecco perché quel numero di 385 milioni di intossicati l'anno è praticamente privo di senso concreto. 


Basta rispettare le regole e il buon senso

L'utilizzo degli agrofarmaci nella difesa delle colture richiede alcune attenzioni specifiche, sia per la protezione dell'ambiente, sia di se stessi in qualità di operatori. Ciò poiché i formulati impiegati contengono sostanze alle quali è bene esporsi il meno possibile, soprattutto quando tali prodotti si manipolano e si utilizzano per mestiere. Una regola aurea che vale per qualsiasi lavoro, dall'addetto agli impianti di verniciatura di una casa automobilistica a un operatore sanitario che lavori nel reparto di radiologia. 

 

Talvolta, però, tali regole auree vengono disattese da alcuni agricoltori, i quali non sempre distribuiscono i prodotti per la difesa delle piante avendo cura di se stessi: trattori senza cabina, oppure con cabine obsolete, ma anche assenza di tute adeguate, guanti, occhiali ed eventuali maschere. Tutti dispositivi di protezione individuale che ogni agricoltore dovrebbe sempre utilizzare a salvaguardia della propria salute.

 

Quando tali doveri vengono disattesi può infatti capitare di esporsi agli agrofarmaci distribuiti tanto da sviluppare effetti avversi, talvolta importanti. Ma, ancora, non vanno messi in discussione i prodotti impiegati, bensì i criteri esecrabili con cui certi agricoltori operano. Certo, si sa, in tal modo il PAN avrebbe più ben poco a cui appigliarsi nella sua fervente lotta alla chimica agraria

 

E addio anche al clickbait anche per tutti coloro che ne hanno condiviso la notizia.