Invoca l'unità, si appella alla democrazia, sollecita un nuovo ruolo dell'agricoltura all'interno della società, invocando una maggiore partecipazione delle donne imprenditrici agricole, per la loro capacità di visione. Il discorso di fine anno di Joachim Rukwied, il presidente della DBV, l'Associazione tedesca degli agricoltori, va ben oltre il disappunto - per usare un eufemismo - mostrato per le politiche del Governo di Martin Scholz, mirate a eliminare le agevolazioni fiscali al gasolio agricolo.

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È l'anno delle elezioni europee, Rukwied lo sa bene, e vuole evitare colpi di testa, fughe in avanti, prese di posizione che, alla lunga, potrebbero minacciare l'agricoltura come pilastro portante su cui costruire il futuro della Germania e dell'Europa.

Servono "misure concrete e solo così gli agricoltori, ma in definitiva anche tutti i cittadini, possono riconquistare la fiducia nella politica".

 

Il primo passaggio della lettera aperta agli associati si rivolge alla coalizione a semaforo che guida da due anni la Germania, dopo la lunga era della Cancelliera Merkel. "Invece dei progressi promessi, il Governo federale sta semplicemente inciampando da una crisi all'altra" sostiene il presidente della DBV. "Alla fine del 2023, questo insieme di crisi ha raggiunto il suo picco temporaneo nella crisi di bilancio. La proposta di eliminare il rimborso del diesel agricolo e l'esenzione fiscale per i veicoli agricoli e forestali è del tutto inaccettabile. Soprattutto in tempi già estremamente difficili, questo rappresenterebbe un onere irragionevole per noi famiglie contadine".

 

Dopo la manifestazione dello scorso dicembre, che ha avuto ampio sostegno da parte "degli agricoltori, degli alleati dell'industria agricola e dei settori amici… ora è necessario intraprendere un'azione politica urgente e che questi piani siano ritirati dal tavolo. Soprattutto in tempi incerti, la nostra industria è una pietra miliare essenziale di prosperità e stabilità e non deve essere scossa nel profondo".

 

Nessuna contrarietà alla nuova attenzione raccomandata verso la zootecnia, ma ad una condizione, per il presidente Rukwied: la riconversione dell'allevamento degli animali è un compito della società nel suo insieme. "La conversione dell'allevamento verso un benessere animale ancora maggiore è politicamente e socialmente auspicata e anche le aziende zootecniche sono sostanzialmente disposte a riconvertire le loro stalle" afferma Joachim Rukwied. "Ma né i consumatori né il Governo federale vogliono ricompensarlo finanziariamente e manca ancora un progetto complessivo globale e coerente". Le richieste della DBV abbracciano diversi aspetti. "Dopo gli adeguamenti del diritto dell'edilizia, è necessario che venga promulgata rapidamente una legge sulla lotta contro l'inquinamento, affinché sia possibile costruire stalle per il benessere degli animali". Inoltre, è necessario arrivare a definire un'etichettatura di origine in modo che i consumatori abbiano trasparenza al momento dell'acquisto, "un aspetto che deve ancora essere migliorato".

 

Attenzione anche al climate change. "Il cambiamento climatico, con eventi meteorologici estremi e condizioni meteorologiche difficili in aumento da anni, sta gravando pesantemente sul nostro settore. È necessaria un'azione urgente. L'agricoltura è pronta a contribuire ancora di più alla protezione del clima attraverso le energie rinnovabili e il sequestro del carbonio, ma anche questi servizi di protezione del clima devono essere remunerati di conseguenza".

 

Per il contrasto ai cambiamenti climatici l'azione politica è determinante. "L'apertura ai moderni metodi di allevamento e alle innovazioni digitali, nonché la ricerca agricola mirata, sono elementi importanti in questo percorso, ma si presta troppa poca attenzione al pericolo che la nostra produzione nazionale, rispettosa del clima, venga trasferita in Paesi terzi: ciò non aiuterebbe né la tutela del clima né quella dell'ambiente".

 

Massima priorità alla sicurezza alimentare. Nel 2023, ricorda il numero uno della DBV, "siamo stati in grado di indebolire la cosiddetta Legge sul Ripristino della Natura a livello europeo. Noi agricoltori continuiamo a fare affidamento sulla cooperazione tra conservazione della natura e agricoltura e continueremo a perseguire l'obiettivo di ridurre ulteriormente l'uso di agrofarmaci. Ciò che è fondamentale è che la sicurezza alimentare sia la massima priorità e che queste misure siano affrontate in modo cooperativo e integrate nella produzione".

 

C'è preoccupazione per l'attuale scenario economico. Se lo scorso anno le aziende sono state mediamente stabili dal punto di vista economico, con risultati positivi, "i prezzi stanno già di nuovo scendendo e l'estrema volatilità dei mercati rimane una sfida alla quale bisogna adattarsi". La conseguenza, sottolinea Rukwied, "è che le aziende non investono quasi più: un altro chiaro segnale che mancano sempre più sicurezza nella pianificazione e fiducia nella politica".

 

Riflettori accesi anche sui giovani agricoltori. "Quando si parla di prospettive future per l'agricoltura non possono mancare i giovani" afferma Joachim Rukwied. "Non solo abbiamo bisogno di successori agricoli motivati nel nostro settore, ma abbiamo anche urgentemente bisogno di più giovani imprenditori nella famiglia della nostra associazione".

 

Per il presidente della DBV, inoltre, un posizionamento politico innovativo necessita anche della prospettiva delle donne. "Abbiamo bisogno anche di più donne nelle associazioni degli agricoltori coinvolte nella politica agricola" raccomanda. "La competenza e la prospettiva delle donne agricoltrici sono essenziali non solo nelle aziende agricole, ma anche nella nostra associazione. Per questo motivo all'inizio di dicembre 2021 abbiamo avviato un importante cambiamento strutturale nella DBV, che è stato ulteriormente ampliato nell'ultimo anno. Con il titolo di 'Compass' il nostro ufficio ha istituito un programma di tutoraggio per le donne in agricoltura, che facilita l'avvio del lavoro associativo e mira a ispirare le donne ad assumere posizioni di leadership nell'agricoltura e nell'associazione".

L'obiettivo deve essere quello di "includere il punto di vista delle donne in tutte le nostre posizioni politiche innovative. Ne hanno bisogno sia le associazioni degli agricoltori che l'agricoltura in generale!".

 

Lo sviluppo che accompagna l'agricoltura, per la DBV, "non riguarda in alcun modo l'agricoltura come singolo settore, bensì la società nel suo insieme". Per questo "un maggior numero di servizi sociali deve riflettersi anche nel valore aggiunto delle nostre aziende. Ad esempio sotto forma di nuovi settori di attività nella produzione di energia o nella protezione delle specie. È compito di tutti noi comunicarlo ancora meglio al mondo esterno e mostrare con fiducia ciò che noi famiglie contadine realizziamo ogni giorno. Da anni, giustamente, l'agricoltura desidera maggiore comprensione e apprezzamento per il proprio lavoro e per creare tutto questo dobbiamo entrare in dialogo e impegnarci a tutti i livelli della società".

 

"Di una cosa sono fermamente convinto - conclude Rukwied - : l'agricoltura è l'industria del futuro. Lavoriamo insieme per plasmare il futuro secondo i nostri interessi e allo stesso tempo trovare soluzioni alle grandi sfide del nostro tempo. Perché senza noi agricoltori non funzionerebbe".