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Campania, c'è fermento per i contratti di filiera

Il comparto più attenzionato è quello zootecnico. Epicentro dell'animazione è la provincia di Salerno, da dove si preparano ben 4 intese sotto gli auspici di Agrocepi e Coldiretti

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Obiettivo: valorizzazione delle filiere. C'è anche quella bufalina
Fonte foto: © canoista83 - Fotolia

La Campania si conferma quale regione apripista nella partecipazione al bando sui contratti di filiera, lanciato dal ministero per le Politiche agricole con la circolare dell'8 agosto 2017 - ben 200 milioni di euro a fondo perduto a disposizione delle imprese agricole e di trasformazione agroalimentare per finanziare investimenti in un’ottica di filiera e 50 milioni di euro in conto interessi al tasso agevolato dell’0,5%.

E forse non è un caso, visto che per le piccole e medie imprese meridionali l’intensità di aiuto pubblico è più elevata: 35% in conto capitale a fondo perduto per investimenti in trasformazione e commercializzazione delle materie prime agricole e 40% per investimenti nelle produzioni agricole ed i progetti di ricerca.

E a mostrarsi particolarmente attivi sono i contratti di filiera nel comparto zootecnico: solo in Campania se ne contano ben 4, tre a regia Agrocepi – per la valorizzazione delle filiere del Suino nero italiano, della mozzarella di bufala campana Dop e del caciocavallo silano Dop, e uno sostenuto dalla Coldiretti per la valorizzazione delle carni bovine linea vacca vitello 100% made in Italy.

Agrocepi nel comparto zootecnico promuove tre contratti di filiera: e tutti e tre partono dalla sede di Battipaglia (Sa).
"E’ il momento della concretezza, delle perizie giurate e dei computi metrici, occorre fare bene e presto per giungere preparati al 27 novembre 2017, data dalla quale sarà possibile presentare i progetti preliminari" dice Francesco Cicalese, amministratore di General contract e responsabile nazionale agroenergie di Agrocepi.

Intanto, Coldiretti Salerno promuove il contratto di filiera per la valorizzazione delle carni bovine linea vacca vitello 100% made in Italy. Centinaia sono gli allevatori della provincia di Salerno interessati ad aderire a un accordo che vede impegnati tutti gli attori della filiera, dalle aziende agricole fino alle industrie di macellazione e distribuzione.

"La zootecnia è un comparto trainante per l’agricoltura salernitana, anche per la tutela ambientale e per il mantenimento delle aree interne – spiega il presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio SangiorgioCon questo contratto di filiera andremo a rilanciare il settore attraverso una maggiore valorizzazione del made in Italy, un’adeguata remunerazione dell’impresa con un prezzo minimo garantito e maggiori tutele sui mercati.

Francesco Cicalese, amministratore della General Contract, coordina i due tavoli tematici, uno sulla filiera latte vaccino e l’altra sulla filiera latte bovino, che daranno vita a breve ai due distinti contratti di filiera sotto gli auspici di Agrocepi, organizzazione della quale è il responsabile nazionale del dipartimento Agroenergie.

"Uno degli accordi è interamente dedicato alla zootecnia meridionale delle aree interne, che vede schierate nella filiera del Caciocavallo Silano Dop circa 60 imprese, una decina di caseifici e più di 50 allevamenti, dalla Calabria al Molise, passando per Basilicata, Campania e Puglia, senza mai lasciare l'Appennino meridionale - afferma Cicalese, che ricorda - decisivo è il ruolo del Sud nel contratto per la filiera della Mozzarella di Bufala Dop, che vede coinvolte Campania, Puglia, Molise e Lazio, con circa 10 caseifici e oltre 50 allevamenti".

L’obiettivo dei contratti di filiera targati Agrocepi è rafforzare le filiere latte lungo una doppia logica: quella della tipicità, con enfasi posta sui prodotti Dop, e dell’ammodernamento delle aziende zootecniche, finalizzata all’accesso a più elevati livelli di benessere animale ed alla produzione di energia con il biogas.

Il settore delle carni bovine – obiettivo del contratto di filiera sostenuto da Coldiretti - presenta diverse criticità che hanno provocato, negli anni, una crescente perdita di allevamenti. In particolare, il settore sconta la frammentarietà della filiera, i costi elevati, la contrazione delle richieste dei consumatori, la forte concorrenza di prodotto estero.

"Di qui – continua Sangiorgio - la necessità di creare una rete di allevatori per la produzione di vitelli, con un prezzo minimo garantito, nuovi sbocchi di mercato, e la possibile contribuzione del Mipaaf".

Coldiretti ha incontrato a Contursi Terme centinaia di allevatori delle province di Salerno e Avellino per illustrare le opportunità del bando Mipaaf. È possibile negli uffici Coldiretti, da subito, sottoscrivere la domanda di ammissione al contratto di filiera. È un'occasione fondamentale per la zootecnia delle aree interne. In Campania sono 78mila i capi bovini da carne. Con questo progetto Coldiretti intende dare valore aggiunto al prodotto italiano e rassicurare il consumatore, che è ormai alla ricerca dei vitelli nati, allevati e macellati in Italia.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: carne latte formaggi bovini bufale zootecnia contratti di filiera

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