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Puglia, "La richiesta di Dop per Gioia del Colle è regolare"

E' quanto afferma da Bari l'assessore all'agricoltura Di Gioia in merito all'opposizione della Campania contro la registrazione della denominazione di origine per la mozzarella pugliese

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Di Gioia alla Campania: l'opposizione è una perdita di tempo
Fonte foto: © MovingMoment - Fotolia

L’opposizione presentata dalla Regione Campania, contro la domanda di registrazione della Dop 'mozzarella di Gioia del Colle', ha scatenato la reazione della Regione Puglia.

L’assessore all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, nella serata di venerdì 29 settembre, con riferimento alla domanda ha ribadito che la procedura prevista dalle norme europee è stata rispettata. Ma non solo: ha confermato, ad esempio, che il termine mozzarella in se è generico e può essere usato per individuare altre produzioni, anche tipiche. E manda a dire ai campani: ci fate solo perdere tempo.

"Sulla domanda per la registrazione è stata rispettata la norma comunitaria infatti, come disposto dal regolamento comunitario n. 1151/2012 - ha ricordato Di Gioia - la denominazione di origine è un nome che identifica un prodotto originario di un luogo, regione o, in casi eccezionali, di un paese determinati la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai suoi intrinseci fattori naturali e umani e le cui fasi di produzione si svolgono nella zona geografica delimitata".

"Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 28 agosto 2017, ha espresso parere favorevole sulla proposta di riconoscimento della denominazione 'mozzarella di Gioia del Colle' e sul relativo Disciplinare di produzione" ha precisato l’assessore.

Secondo la Regione Puglia non sussiste alcun impedimento giuridico all’utilizzo della denominazione “mozzarella” per il prodotto da latte vaccino anche per altri 2 motivi:
  1. Il Decreto del presidente della Repubblica 28 settembre 1979 sul riconoscimento della denominazione tipica del formaggio 'mozzarella di bufala' stabilisce che tale riconoscimento non pregiudica la possibilità di utilizzare l'indicazione merceologica mozzarella per indicare il formaggio fresco a pasta filata, ottenuto da latte vaccino o misto.
  2. La mozzarella è stata iscritta nel registro delle Stg (specialità tradizionale garantita) con Regolamento (CE) 25 novembre 1998, n. 2527, approvato con Decreto Mipaaf 28 giugno 2001, e quindi ogni produttore nella Ue può usufruire della denominazione 'mozzarella' STG, con qualsiasi tipo di latte e il termine può essere liberamente utilizzato come nome composto.

"L’opposizione presentata dalla Regione Campania – conclude Di Gioia - ritarda, di fatto, l’ottenimento di un importante strumento di tutela del territorio e valorizzazione dei prodotti tipici di eccellenza che vanno preservati dagli innumerevoli tentativi di imitazione. Inoltre rischia di spostare nel tempo gli effetti delle politiche regionali di tutela e valorizzazione dei prodotti di qualità".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: latte formaggi bovini denominazioni di origine bufale zootecnia DOP

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