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Autunno: periodo d'innesto

I suggerimenti di Vivai Dalmonte

Tecnica
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Il vivaista deve sempre anticipare le tendenze del mercato, e la tecnica dell'innesto può rappresentare a volte un'utile strategia per rinnovare il proprio frutteto

Per evitare che varietà frutticole valide non vadano perse per sempre, i Vivai Dalmonte mettono a disposizione di ogni vivaista un innestatore professionista (su prenotazione) per propagare anche piccole quantità di materiale frutticolo e viticolo. Tramite la prenotazione presso la sede di Vivai Dalmonte, sarà possibile trovare un esperto che innesterà in tempo reale le proprie marze su portainnesti certificati Dalmonte, in modo da ripartire con piante pronte per il frutteto.

 

Diversi sono i momenti più adatti per eseguire l'innesto, pratica agronomica che permette la moltiplicazione agamica delle piante legnose

L'innesto consiste nel saldare, su una pianta detta portinnesto o soggetto, un  nesto o oggetto (o anche marza). Quest'ultimo è costituito da una porzione di ramo o una gemma (detta occhio o scudetto), proveniente dalla pianta che si vuole moltiplicare. In questo modo si ottiene un'unica pianta formata da due porzioni diverse. La fusione avviene grazie al callo che si forma fra le due superfici tagliate che permette di fondere cellule e tessuti della pianta, tra cui anche i meristemi cambiali.

La buona riuscita dell'innesto dipende oltre che da una tecnica perfetta anche dal giusto periodo in cui si esegue: i periodi più indicati sono solitamente la primavera o la fine dell'estate, quando cioè le piante sono in succhio, momento in cui esiste un’attiva circolazione della linfa all’interno della pianta che porta ad avere tessuti cedevoli e morbidiL'innesto garantisce uniformità di specie, altrimenti non realizzabile mediante la riproduzione naturale o gamica. Altri vantaggi di questo metodo sono l'uniformità di coltura, la resistenza alle malattie, l'adattamento alle condizioni climatiche.

Le funzioni dell'innesto sono molteplici. Oltre a essere un sistema di propagazione agamica di largo impiego, all'innesto si ricorre, soprattutto in frutticoltura per questi motivi: 

• reinnestare un arboreto per sostituire una cultivar superata o per introdurne una nuova, preferibile a quella presente. In questo caso l'innesto si propone come alternativa all'espianto e reimpianto dell'arboreto;

• regolare lo sviluppo, la longevità e la precocità;

• adattare una cultivar a particolari condizioni pedologiche e climatiche;

• resistenza a parassiti, malattie e fitofagi, grazie al ricorso di portinnesti resistenti a particolari avversità;

• rilevare le virosi e risanare il materiale infetto: l'innesto su piante indicatrici è uno dei mezzi adottati per diagnosticare la presenza di una virosi. In micropropagazione si usa inoltre la tecnica del microinnesto per risanare le virosi, in quanto i tessuti meristematici e quelli embrionali non sono ancora infetti dal virus;

• introduzione di impollinatori: negli arboreti in cui si nota un'impollinazione si può ricorrere al reinnesto di un certo numero di piante con cultivar che hanno funzione impollinatrice;

• correggere la struttura scheletrica della pianta: l'innesto può essere sfruttato per correggere difetti di sviluppo delle branche nelle parti deficienti per varie cause;

 

Vari tipi di innesto

Diversi sono le tecniche utilizzate per poter eseguire l'innesto. Ci sono innesti per approssimazione, a gemma, a marza ed altri. Abbiamo chiesto ai Vivai Dalmonte quali sono le principali e più conosciute.

Innesti per approssimazione.
L'innesto per approssimazione sono poco usati, anche se favoriscono l'attecchimento di alcune cultivar, difficili da innestare. Oggi si usa nei frutteti per 'legare' le piante tra loro dando maggiore stabilità alle stesse. Possono essere di due tipi:
• Approssimazione semplice: si asporta una porzione di corteccia di 2-5 cm da un ramo del portainnesto e dal ramo della marza, i bionti si uniscono e poi legati. Ad attecchimento avvenuto, si asporta la chioma del soggetto sopra l'innesto e la base della marza sotto l'innesto.
• Approssimazione ad intarsio: Analogamente al precedente, si asporta la corteccia, più una parte di di legno.

Innesti a gemma. Gli innesti a gemma sono molto praticati in frutticoltura perché hanno un'alta probabilità di attecchimento. Il nesto è costituito da una gemma con della corteccia e uno scudetto di legno retrostante. Gli innesti a gemma possono essere:
• occhio o scudetto: è molto praticato in vivaio. Il nesto è costituito da una gemma prelevata da rami vigorosi e ben lignificati. Il portainnesto, soprattutto se costituito da piante da talea o da seme, deve avere un diametro minimo. La corteccia viene incisa con due tagli, uno verticale, uno orizzontale per formare una T. Si sollevano i due lembi formati e si inserisce lo scudetto, infine si lega con rafia o altro e si copre con mastice.
• a doppio scudo come la precedente, solo che si interpone tra il nesto e il portainnesto, un terzo bionte a forma di scudetto. Questo innesto è fondamentale in frutticoltura, infatti serve per eliminare i problemi di disaffinità tra i due bionti principali inserendo questo scudetto affine ad entrambi costituendo così un "ponte" tra il nesto e il porta innesto. Un caso di utilizzo di questo innesto è tra il pero cv "williams" (?) e il Cotogno, che sono disaffini, ma inserendo una cv affine ad entrambi, si elimina questo problema.
• a pezza o tassello: Innesto usato soprattutto sull'ulivo, noce e kaki, si esegue quando la pianta è in succhio, sia a gemma dormiente sia a gemma vegetante. Differisce dallo scudetto perché la gemma è attorniata da una porzione di corteccia quadrangolare delle medesime misure della corteccia asportata in cui si dovrà inserire la gemma.
• A zufolo: variante del precedente con il nesto formato dall'intero anello di corteccia portante la gemma, praticando il taglio longitudinale dalla parte opposta della gemma.
Ci sono inoltre l'innesto 'alla maiorchina' e il chip budding o scheggia.

Innesti a marza. Sono innesti comuni in frutticoltura. Sono caratterizzati dall'impiego di una o più marze costituite da porzioni di rami di un anno portanti 2-3 gemme. Possono essere di vario tipo:
• a spacco comune: l'innesto è praticato a fine inverno, con il cambio non ancora in attività. Si capitozza il soggetto e vi si apre una fenditura diametrale di pochi centimetri. La marza, lunga una decina di centimetri presenterà la parte inferiore tagliata a cuneo, che andrà inserito nello spacco del portainnesto. Se il diametro del portainnesto è molto superiore a quello della marza, possono essere inserite anche 2 o 3 marze nello stesso spacco, con l'accorgimento però, che le due esterne, dovranno avere un cuneo irregolare, con la parte esposta verso il centro, più corta di quella esterna. Ci sono molteplici tipi di innesto a spacco a seconda delle tradizioni locali: innesto a doppio spacco inglese usato in vivaistica, impiegato principalmente per gli innesti-talea delle viti sottoposte a forzatura. Ma impiegato anche su altri fruttiferi con buoni risultati. In genere si pratica su rami di un anno. Sull'internodo del portinnesto si pratica un taglio netto a 45°. Su questo taglio, a partire dai 2/3 superiore si pratica un secondo taglio a scendere quasi parallelo al precedente fermandosi appena oltre la meta del ramo (Si sarà formata un sorta di linguetta). La marza formata da un rametto circa della stessa dimensione portante una o due gemme viene tagliato alla stessa maniera in modo da fare entrare la linguetta della marza sotto alla linguetta del portinnesto. L'incastro che si forma è molto stabile. Se saranno rispettate tutte le condizioni fisiologiche l'attecchimento è molto alto. Altri innesti sono: innesto a spacco pieno e spacco vuoto, innesto a penna, innesto a cavallo, innesto a sella.
• a corona o sottocorteccia: preferibile di quelli a spacco per le Drupacee, sugli agrumi e per il reinnesto delle piante adulte. È eseguito in primavera con la pianta in vegetazione e in succhio in modo che la corteccia si stacchi facilmente dal cambio. La marza deve avere le gemme ferme, per fare ciò la marza va prelevata in autunno e conservata in frigorifero fino all'utilizzo. È lunga una decina di centimetri e porta 2-3 gemme robuste e la sua parte basale è tagliata a V. Nel portainnesto, capitozzato, si solleva la corteccia per inserirvi la marza. È fondamentale il buon contatto tra i bionti. Una variante è l'innesto a becco di clarino o becco di luccio.
• a triangolo o a incastro: praticato molto a febbraio in vivaio e su piante adulte per reinnestarle. La marza di una decina di centimetri portante 2-3 gemme ha l'estremità inferiore tagliata a formare una punta con due facce a spigolo. Sul portainnesto capitozzato si pratica un piccolo incastro di sezione triangolare delle stesse identiche dimensioni della marza. È possibile fissare la marza con un chiodo quindi si lega e si copre con il mastice.

Altri innesti. Ci sono inoltri moltissimi altri innesti, usati per molteplici funzioni, vediamone alcuni:
• A cella: le marze di piccole dimensioni vengono poste in una celletta scavata nel tronco.
• A spacco: si prepara il soggetto 'dormiente' capitozzandolo e effettuando la spaccatura con opportuni attrezzi, si inseriscono poi due marze alle estremità dello spacco per far combaciare le zone rigeneratrici.
• A linguetta (o spacco inglese): precondizione è avere soggetto e oggetto dello stesso diametro, si utilizza una guida da tavolo, dove si introducono marza e soggetto, e praticando simultaneamente un taglio inclinato del 28-32 % , successivamente si esegue l'incisione a linguetta sulle due parti incastrandole perfettamente tra loro.
• A ponte: utilizzato per risanare tronchi o rami, di esemplari rari o di grande pregio, che hanno perduto in una zona la quasi totalità della corteccia per traumi o fitopatie, si effettua con un rametto o un pollone che funge da ponte tra le parti sane.

Innesti particolari. Sono innesti particolari gli innesti a macchina (a spacchi multipli o omega). È un innesto eseguito al tavolo, largamente praticato per la vite ed ottenere innesti talea. Ha molteplici vantaggi tra cui il guadagno di un anno di permanenza in vivaio, si producono astoni già provvisti di gemme anche se meno vigorosi, aumento notevole delle probabilità di attecchimento.

 

Mese Specie Tipo d'innesto
Febbraio Cotogno,Melo, Pero Doppio spacco inglese, a ceppo, a stella, spacco, spacco pieno, spacco vuoto, triangolo, zeta
Febbraio – Marzo Albicocco, Cachi, Camelia, Castagno, Ciliegio, Melo, Nashi, Nocciolo, Pero, Pesco, Vite, Ginepro, Biancospino, Susino A ceppo, doppio spacco inglese, stella, spacco, spacco pieno, spacco vuoto, triangolo , zeta

Marzo – Aprile

Ciliegio, Cotogno, Fico, Cachi, Melo, Melograno, Noce, Olivo, Pero, Pesco, Susino, Biancospino, Camelia, Pino A ceppo, doppio spacco inglese, stella, spacco, spacco pieno, spacco vuoto, triangolo , zeta, becco di luccio, spacco apicale, ponte, corona, chip budding, scudo, zuffolo 

Aprile

Melo, Pesco A stella, doppio spacco inglese, spacco, triangolo , zeta, becco di luccio, spacco apicale, ponte, corona, chip budding, scudo, zuffolo
Aprile – Maggio Fico, Mandorlo, Noce, Olivo, Agrumi A stella, spacco, triangolo , zeta, becco di luccio, spacco apicale, ponte, corona, chip budding, scudo, zuffolo, spacco apicale
Maggio – Giugno Albicocco, Cachi, Castagno, Noce, Pesco becco di luccio, spacco apicale, ponte, corona, chip budding, scudo, zuffolo, spacco apicale
Giugno Albicocco, Pesco, Mandorlo becco di luccio, spacco apicale, ponte, corona, chip budding, scudo, zuffolo, spacco apicale
Luglio – Agosto Albicocco, Castagno, Noce, Susino, Vite Ponte, spacco inglese semplice, chip budding, scudo, zufolo, doppio scudo, maiorchina, pezza, innesti per approssimazione
Agosto – Settembre Agrumi, Albicocco, Biancospino, Carpino, Ciliegio, Cotogno, Cachi, Mandorlo, Melo, Melograno, Noce, Pero, Pesco, Vite, Susino Ponte, spacco inglese semplice, chip budding, scudo, zufolo, doppio scudo, maiorchina, pezza, innesti per approssimazione

 

 

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