Gli ecoschemi sono la vera grande novità della nuova Pac che è entrata nel vivo dall'anno scorso e prevedono contributi per adottare specifiche tecniche o pratiche agronomiche su alcune colture.

 

Una novità che ha fatto molto discutere, ma con cui è bene iniziare a prendere confidenza, dal momento che questi nuovi strumenti valgono il 25% di tutta la dotazione economica della Pac.

 

In altre parole, un quarto di tutti i finanziamenti della Pac sono destinati agli ecoschemi.

 

E in olivicoltura se ne possono sfruttare tre, anche se non tutti contemporaneamente.

 

Infatti, se l'unico ecoschema mirato esclusivamente per l'olivicoltura è l'ecoschema 3 "Salvaguardia olivi di particolare valore paesaggistico", possono essere utilizzati sugli oliveti anche l'ecoschema 2 "Inerbimento delle colture arboree" e l'ecoschema 5 "Misure specifiche per gli impollinatori".

 

Vediamo come.

 

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L'ecoschema 3  denominato "Salvaguardia olivi di particolare valore paesaggistico", come si è detto, è l'unico ecoschema specifico per l'olivicoltura, ma è anche l'unico che non può essere usato in tutti gli oliveti, perché può essere applicato solo agli oliveti considerati di valore paesaggistico dalle varie regioni.

 

Prevede 220 euro ad ettaro (aumentabili a 264 euro ad ettaro in caso di zone vulnerabili ai nitrati e in zone Natura 2000) per non modificare la densità dell'impianto rispetto a quella tradizionale, potare una volta ogni due anni e non bruciare nell'oliveto i residui di potatura.

 

L'ecoschema 2 "Inerbimento delle colture arboree", può essere utilizzato su qualsiasi oliveto e prevede 120 euro ad ettaro (o 140 euro ad ettaro in caso di zone vulnerabili ai nitrati e siti Natura 2000) per mantenere inerbito il terreno, gestendo l'inerbimento solo con mezzi meccanici e senza usare diserbanti o lavorazioni del terreno tra le file o fuori dalla proiezione delle chiome, negli impianti in cui gli alberi non sono in file.

 

L'ecoschema 5 "Misure specifiche per gli impollinatori", prevede fino a 250 euro ad ettaro (o 300 euro ad ettaro in caso di zone vulnerabili ai nitrati e siti Natura 2000) per la semina di piante erbacee utili agli impollinatori per l'inerbimento di colture arboree, con il divieto di sfalciare e di usare erbicidi e fitofarmaci fino alla fine della fioritura delle piante seminate.

 

L'aspetto interessante è che questi ecoschemi possono essere usati insieme sullo stesso oliveto, l'importante è che non prevedano contributi per aspetti simili.

 

L'ecoschema 5 ad esempio non può essere chiesto insieme all'ecoschema 2, perché di fatto prevedono tutti e due contributi per l'inerbimento.

 

Per gli oliveti quindi le possibili combinazioni sono tra l'ecoschema 3 per gli oliveti di pregio paesaggistico e gli altri due ecoschemi, in questo modo:

  • ecoschema 3 e ecoschema 2, per un contributo di 220+120 euro ad ettaro (264+140 euro ad ettaro in zone vulnerabili ai nitrati e siti Natura 2000);
  • ecoschema 3 e ecoschema 5, per un contributo di 220+250 euro ad ettaro (264+300 euro ad ettaro in zone vulnerabili ai nitrati e siti Natura 2000).

La scelta dell'una o dell'altra combinazione deve essere fatta in base alle esigenze colturali dell'oliveto. 

 

Ad esempio se è sicuramente necessario intervenire con trattamenti insetticidi contro la mosca, la combinazione con l'ecoschema 5 non può essere fatta, anche se molto vantaggiosa dal punto di vista economico.

 

La combinazione con l'ecoschema 2 invece è praticamente sempre possibile.

 

Oltre a questo in alcuni casi si possono cumulare anche altri contributi, come quelli per l'agricoltura biologica o per l'agricoltura integrata, oltre ad eventuali altri pagamenti previsti da bandi specifici dello Sviluppo Rurale o di altri fondi europei o nazionali.

 

In questi casi l'importante è valutare di volta in volta la possibilità di cumulare i contributi che si vogliono richiedere, leggendo attentamente i singoli bandi.