I distretti del cibo diventano realtà, con la Campania che vede tre progetti di distretto approvati con quasi 43 milioni di euro di investimenti aziendali pronti a decollare grazie a cofinanziamenti in conto capitale concessi dal Masaf, Ministero dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare, per 16,2 milioni. Il tutto con il sostegno territoriale di Coldiretti. Un distretto  è dedicato a castagne e marroni e investe l'intero territorio regionale, in particolare Salerno, Avellino e Caserta, l'altro è puntato sui vini dell'Irpinia, infine un terzo sull'agroalimentare della Piana del Sele, nel Salernitano, caratterizzato dalla quarta gamma.

 

Castagne, un distretto regionale

ll Distretto Castagne e Marroni della Campania con oltre 350 aziende, è il più grande d'Italia, coinvolgendo le principali aree produttive. Dal Ministero è arrivata l'approvazione definitiva, con il via libera ai primi 17 progetti, per un valore complessivo degli investimenti pari a 21,6 milioni di euro, di cui quasi 8 milioni di contributo in conto capitale. Buona parte degli interventi agricoli - informa Coldiretti Campania - sono destinati al ripristino degli impianti produttivi abbandonati dopo la crisi del cinipide del castagno e alla regimazione delle acque superficiali, un'azione necessaria alla prevenzione del dissesto idrogeologico. Quindi, una grande opera non solo per la produttività, ma per tutelare ambiente e territorio.
 
"La Campania - spiega Roberto Mazzei, responsabile Area Economica di Coldiretti Campania e direttore del Distretto - rappresenta l'areale castanicolo più importante della Penisola. La nostra regione, infatti, occupa una quota di circa il 45% della produzione complessiva italiana. Il primo obiettivo del Distretto è sostenere la caratterizzazione dei diversi territori regionali, facendo partire le Igp già presenti, come è stato il caso di quella di Montella, e incoraggiando altre realtà a svolgere il medesimo percorso. Così è per il Marrone di Roccadaspide Igp (Salerno) con il suo Consorzio, che ha la superficie territoriale più ampia. Il Distretto sta sostenendo la nascita del consorzio del Marrone di Serino (Avellino) e ha lavorato per il riconoscimento dell'Igp alla Castagna di Roccamonfina (Caserta)".

 

Il lavoro degli ultimi mesi è stato incessante, Mazzei infatti ricorda: "Siamo intervenuti anche nella richiesta dell'Igp per la castagna del Partenio, che contiamo di inviare al Ministero entro fine gennaio. Alla conclusione di tutti questi percorsi, potremo vedere restituita un'identità alla stragrande maggioranza di tutti i territori castanicoli della nostra regione, in ottica di una promozione e valorizzazione a livello nazionale e internazionale".

 

Avellino, i vini Docg collante del Distretto

Per il Distretto Agroalimentare dei Vini d'Irpinia, che aggrega oltre 170 aziende vitivinicole è arrivata l'approvazione definitiva, con il via libera ai primi 14 progetti, per un valore complessivo degli investimenti pari a 11,3 milioni di euro, di cui oltre 4,2 milioni di contributo in conto capitale. Buona parte delle risorse serviranno a finanziare interventi innovativi per la sostenibilità ambientale.
 
"Il Distretto dei Vini d'Irpinia - come ricorda Maria Tortoriello, direttrice di Coldiretti Avellino - si candida ad essere protagonista della programmazione territoriale, assumendo la capacità di costruire rete nel principale comparto produttivo della provincia. Come Coldiretti eravamo e siamo convinti che l'Irpinia abbia bisogno di uno scatto di reni nel costruire una visione del brand vino, che lo traduca non solo in un ambasciatore, ma anche in un asset strategico per tutto il sistema territoriale. Ormai i tempi sono maturi per quel salto di qualità che porti l'Irpinia ad essere un terroir di successo come le Langhe o la Val d'Orcia. Un sistema territoriale che cresce in maniera uniforme e non a macchia di leopardo".


Salerno, un distretto per la quarta gamma

Il Distretto della Piana del Sele, che coinvolge 250 aziende, in prevalenza della quarta gamma, ha visto l'approvazione dei primi 22 progetti, per un totale di quasi 10 milioni di euro di investimenti, cofinanziati dal Ministero per quasi 4 milioni. Queste risorse si concentreranno in larga parte sui processi innovativi dell'agricoltura 4.0, rafforzando le dotazioni tecnologiche e sostenibili degli impianti serricoli, già avviati verso soluzioni elettriche e smart.
 
La cabina di regia del Distretto salernitano ha visto insieme la Federazione provinciale di Coldiretti, con il supporto tecnico e progettuale della Società di consulenza Psr Innovazione. Coordinatore del distretto è Emilio Ferrara, che vanta una forte esperienza nella cooperazione agricola. Un risultato che segue un filone di successi che ha investito la Piana del Sele, dove si produce la metà del Pil agricolo della Campania, innescato proprio dal riconoscimento dell'Igp alla rucola.

 

Anzi, come ricorda Vito Busillo, presidente di Coldiretti Salerno e animatore dell'Igp e del Distretto "il riconoscimento del marchio europeo è stato determinante nell'approvazione da parte del Ministero. Tra poche settimane il modello della Piana del Sele sarà presentato nella più importante fiera europea del settore, Fruit Logistica, che si terrà a Berlino dall'8 al 10 febbraio".