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La carne bovina brasiliana prenota un viaggio per gli Usa

Dopo il blocco dello scorso giugno il Brasile potrebbe riottenere il via libera degli Stati Uniti alle esportazioni, con positive conseguenze sul settore. Leggi anche l'analisi del dipartimento Agricoltura a stelle e strisce sul settore zootecnico brasiliano

Matteo Bernardelli di Matteo Bernardelli

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Blairo Maggi, ministro dell'Agricoltura del Brasile: 'Abbiamo ricevuto informazioni che la carne bovina lavorata ha ottenuto il via libera. Speriamo di ottenere l'accreditamento anche per la carne fresca'
Fonte foto: © Isantilli - Fotolia

In attesa di capire come evolverà il negoziato fra Unione europea e i paesi sudamericani del Mercosur, ottobre potrebbe essere il mese chiave per la revoca del blocco alle esportazioni di carni bovine brasiliane attuato dagli Stati Uniti. Il bando risale allo scorso giugno. Ora potrebbe avvicinarsi il via libera.
Lo ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura del Brasile, Blairo Maggi: "Abbiamo ricevuto informazioni che la carne bovina lavorata ha ottenuto il via libera. Speriamo di ottenere l'accreditamento anche per la carne fresca".
Tutto dipenderà dall'esito dei documenti inviati dal Brasile agli Usa, richiesti da Washington a Brasilia dopo un sopralluogo di natura veterinaria dei responsabili del dipartimento statunitense.

La ripartenza avrebbe conseguenze positive per il settore. Il Brasile, secondo i dati del gruppo industriale Abiec, ha esportato negli Stati Uniti - nell'anno terminale agosto 2017 - 15.769 tonnellate di carne bovina trasformata, per un valore di 150,7 milioni di dollari. Gli Stati Uniti, in particolare, rappresentano il 5,3% del totale delle esportazioni di carni bovine fresche e trasformate del Brasile.
Le previsioni dell'Usda sono di toccare nel 2018 le 85mila tonnellate esportate dal Brasile agli Usa.

Il superamento del blocco potrebbe anche influire sull'intesa negoziale fra Mercosur e Unione europea, che nelle intenzioni della diplomazia di Bruxelles dovrebbe giungere alla firma entro la fine di quest'anno. 
Non sono certamente più i tempi della crescita sfrenata dell'economia brasiliana, come quando era stato coniato l'acronimo Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), anche perché la crisi che si è abbattuta sul paese sudamericano è stata un mix di decrescita economica e corruzione.
 

L'analisi Usda sul settore zootecnia e carne del Brasile

Tuttavia, gli analisti del dipartimento Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) prevedono un aumento delle vendite della produzione di carni bovine e suine brasiliane nel 2018, che dovrebbero rispettivamente raggiungere 9,7 milioni di tonnellate e 3,9 milioni di tonnellate.
L'incremento della produzione è determinato da maggiori esportazioni, soprattutto nei mercati asiatici e in una piccola reazione nella domanda interna di proteine animali, sostenute dal recupero dell'economia brasiliana, scrive l'Usda.

Le prospettive per l'economia brasiliana nel 2018 sono per un cauto ottimismo, dopo una recessione di tre anni, con un miglioramento delle principali cifre macroeconomiche, tra cui una crescita prevista di oltre il 2% del Pil; un tasso di inflazione più basso; un timido recupero del tasso di disoccupazione; un debito più basso delle famiglie.
Inoltre, i costi di alimentazione del bestiame dovrebbero ridursi, grazie a un raccolto di grano e soia da record. L'incognita deriva invece dall'apprezzamento del Real brasiliano rispetto al dollaro.

Il numero di bovini da carne dovrebbe crescere, spinto da migliori condizioni di pascolo nella stagione 2017-2018, grazie alle piogge della prima parte del 2017. Un credito agevolato concesso agli agricoltori e minori costi di produzione dovrebbero sorridere al comparto. Le previsioni indicano segnali positivi anche per le esportazioni di bovini, che nel 2018 dovrebbero aumentare di oltre il 2,4%, grazie essenzialmente ai nuovi mercati, come Turchia ed Egitto.
Per non parlare di nuove rotte, frutto di accordi commerciali con Myanmar, Giordania, Iraq e Bolivia. Sembrano essere vicini gli accordi con Vietnam, Cina, Malesia e Mauritius. Deboli, al contrario, le vendite verso il Venezuela, il più grande mercato brasiliano fino al 2015, per il default dei pagamenti.

Accanto ai trend positivi sugli animali vivi, regna l'ottimismo anche sul versante dell'export di carne di manzo e vitello. Le esportazioni di manzo dovrebbero crescere nel 2018 di quasi il 6% a 1,9 milioni di tonnellate, sostenute dalla domanda asiatica e, in particolare, cinese. La Russia manterrà un canale commerciale aperto, nonostante la svalutazione del rublo e dei prodotti petroliferi.
Il numero di suini dovrebbe crescere dello 0,5% nel 2018, spinto dalle esigenze di export - rileva il report Usda - e da una domanda interna più elevata. Uno scenario positivo per gli allevatori, grazie a buoni raccolti di cereali e soia e minori costi di produzione.

Anche la carne suina nel 2018 dovrebbe segnare un andamento positivo, nell'ordine del 2,5%, per un volume complessivo di 3,9 milioni di tonnellate. Si prevede un aumento del consumo interno di carne suina, per un rafforzamento dell'economia (+1% del Pil nel 2018) e una competitività dei prezzi alla vendita.
Le esportazioni di maiale brasiliane sono destinate ad aumentare del 5% nel 2018, sostenute in particolare da Russia e Cina. L'anno prossimo dovrebbero rafforzarsi i canali commerciali verso Angola, Giappone, Messico e Singapore, grazie ai prezzi del prodotto brasiliano.

E dopo un negoziato durato dieci anni, è stata raggiunta un'intesa fra il Brasile e la Corea del Sud, che ha un potenziale di incoming dall'America Latina di 35mila tonnellate all'anno. Anche il Sudafrica ha avviato l'import dal Brasile per la carne suina.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: carne import/export mercati suini bovini

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