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Un 17 che non porta male

Syngenta chiude il 2016 con 17 dollari di utile per azione, tenendo le posizioni raggiunte nel 2015 nonostante le difficoltà dei mercati e dei cambi monetari

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Syngenta stabile nel 2016
Fonte foto: © Tomasz Zajda - Fotolia

C'è chi il numero 17 proprio non lo può vedere. E oggi, giorno di stesura dell'articolo, è per giunta venerdì (10 febbraio 2017 ndr). A quanto pare, però, la superstizione resta stabilmente al di fuori del business agrochimico che conta.

Syngenta ha infatti condiviso i risultati dell'anno appena trascorso e i numeri sono come al solito consistenti. Ovviamente, la situazione globale degli ultimi anni non è più quella che aveva abituato a crescite robuste, talvolta a due cifre percentuali in certe aree del pianeta.

Ciò non di meno, è apparso consistente soprattutto il flusso di cassa durante l'anno, pari a 1,4 miliardi di dollari contro gli 0,8 miliardi del 2015, con vendite in crescita nel quarto trimestre che fanno sperare in una continuità di trend anche per il 2017. Per lo meno, lo fanno sperare a Syngenta. Alla concorrenza un po' meno.

Le vendite 2016 si sono attestate sui 12,8 miliardi di dollari, con un calo del 2% a tassi di cambio costanti. Sarebbero state in crescita dell'1% escludendo il cambiamento delle condizioni commerciali in Brasile e le royalty sui tratti genetici dei mais commercializzati dalla casa di Basilea. Come si suol dire, non tutte le domeniche è festa e in alcune aree del mondo e del business qualche difficoltà c'è stata.

Da parte sua l'Ebitda si è fissato in 2,7 miliardi di dollari, con una margine del 20,8% contro il 20,7% del 2015. Ciò ha portato a utili per azione pari a 17,03 dollari, di poco inferiori ai 17,78 dollari dell'anno precedente.

Intanto, la conclusione della transazione con ChemChina è stimata per il secondo trimestre del 2017. Nel frattempo, una panoramica dei trend economici di Syngenta l'ha fornita Erik Fyrwald, chief executive officer della Casa elvetica, il quale ha dichiarato: "Nel 2016, Syngenta ha mostrato una buona performance a fronte di un altro anno difficile per il settore agricolo, segnato da prezzi delle colture bassi e da profitti per gli agricoltori messi a dura prova in diverse aree. L'annuncio della trattativa con ChemChina promette una continuità per il futuro e ha permesso ai nostri collaboratori di rimanere focalizzati sulla realizzazione degli obiettivi di business".

"Abbiamo registrato un andamento delle vendite incoraggiante nel quarto trimestre
- ha proseguito Fyrward - con dati regionali in crescita del 7% escludendo le royalty sui tratti del mais nel 2015. L'Europa ha registrato una crescita eccellente, che ha portato a una solida performance nell'intero anno, nonostante le condizioni meteorologiche particolarmente avverse che hanno caratterizzato il secondo trimestre. Nell'area Asia-Pacifico è proseguita la fase di recupero a seguito della riduzione degli effetti avversi di El Niño. L'America del Nord e l'America Latina hanno registrato una crescita moderata, escluse le royalty sui tratti del mais".

Come si vede, anche il business dei grandi gruppi industriali globali risente ormai in modo diretto delle criticità climatiche che stanno impattando vaste aree della terra, specialmente se tali colossi sono coinvolti con un business legato all'ambiente come appunto quello agricolo.
 
"In merito alla redditività - ha poi approfondito Fyrward - abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di mantenere il margine Ebitda allo stesso livello del 2015. Escludendo le turbolenze per un valore di 200mila dollari relative alle royalty sui tratti del mais, il margine Ebitda è aumentato di 130 punti. Questo risultato riflette il successo dell'implementazione del programma AOL che, ancora una volta, ha consentito risparmi superiori all'obiettivo stabilito e della nostra capacità di contenere l'aumento dei prezzi".

Le basi della resilienza di Syngenta alle difficoltà di mercato sono rappresentate in buona parte sulla sua propensione all'innovazione, la quale ha svolto un ruolo importante anche nel 2016 portando al lancio di svariati nuovi prodotti.

Un punto che Fyrward ha enucleato con grande soddisfazione: "Negli Stati Uniti, il nostro nuovo erbicida per il mais Acuron ha fornito agli agricoltori una soluzione efficace contro le infestanti, raggiungendo volumi di vendite pari a 200 milioni di dollari.
Abbiamo registrato anche un'ulteriore espansione geografica dei fungicidi a base di Solatenol e la registrazione della sostanza attiva Adepidyn in Argentina.
Per quanto riguarda le sementi, le prestazioni senza precedenti di Viptera hanno prodotto un aumento della quota di mercato del mais in Brasile. Tutti questi dati dimostrano l'importanza dei nostri investimenti in R&d, che sono stati riconosciuti da ChemChina e che continueranno anche sotto la loro proprietà"
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