Agricoltura, si cambia

C'è un nuovo Governo e un nuovo ministro dell'Agricoltura, anzi dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare.

Merita di iniziare da qui, dal 22 ottobre e non dai primi giorni della settimana, come consuetudine, questa rassegna stampa sui temi dell'agroalimentare.

Perché a questo nuovo ministro, Francesco Lollobrigida, e al nuovo nome del dicastero agricolo sono stati dedicato alcuni articoli che meritano di essere citati.

 

C'è chi ha usato poche righe, come Il Fatto, che più che sul merito ha preferito puntare l'attenzione sulle parentele (il ministro è infatti il cognato della Premier Meloni).

Altri, Il Domani è fra questi, si è soffermato sul nuovo nome del ministero, ponendo l'accento sulle ultime due parole, "sovranità alimentare" e sui legami che a detta di questo quotidiano legano il neo ministro con la Coldiretti.

Anche Il Foglio si sofferma sulla "sovranità alimentare", attribuendogli una vocazione autarchica che farebbe da contraltare al "made in Italy", nome che compare nella nuova versione del ministero dello Sviluppo economico, ora ribattezzato in Ministero delle Imprese e, appunto, del made in Italy, con la guida di Adolfo Urso.

Sovranità alimentare sembrano parole poco gradite anche a Repubblica che affida alla penna di Stefano Bartezzaghi il compito di scrivere che queste due parole sembrano "messe lì soprattutto per far risuonare la parola identitaria dei sovranisti". 

 

Sempre su Repubblica, Federica Cravero fa sapere cosa ne pensa della sovranità alimentare Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.

È lui che ricorda come si tratti di un "concetto fondamentale per ogni comunità nazionale, regionale o locale. Un concetto su cui scommettono tutti i movimenti agricoli del mondo". Fossi stato presente all'intervista mi sarei lanciato in un fragoroso applauso all'indirizzo di Carlo Petrini.

 

Articoli che invece ricordassero al nuovo ministro quali e quanti problemi deve affrontare e con urgenza, dal prezzo delle materie prime alle politiche europee sugli agrofarmaci, non ne ho trovati sui giornali.

Una conferma della scarsa attenzione che i media riservano all'agricoltura.

 

Rimedia in parte il Corriere della Sera del 23 ottobre con un'intervista al neoministro Lollobrigida.

Virginia Piccolino, che firma l'articolo, però sembra sua volta più interessata al nuovo nome del ministero, temendo celi velleità autarchiche.

Timori fugati dallo stesso ministro che ricorda l'apprezzamento di Slow Food, e riconducendo il tema alla difesa delle nostre eccellenze alimentari.

E rimane un po' di spazio per una dura critica ai tentativi di riprodurre carne e latte in laboratorio.

L'intervista si conclude con l'impegno del neo ministro di "garantire un'alimentazione sana, nutritiva e culturalmente appropriata".

Risultati, aggiungo, che già l'agricoltura ha conseguito. Certo, migliorare si può sempre e non resta che augurare al neoministro buon lavoro.


Emissioni e agrofarmaci

Chiusa questa parentesi sul nuovo Governo, riprendiamo il "filo" della nostra rassegna stampa iniziando dalla nuova direttiva sulle emissioni e dal nuovo regolamento comunitario sull'impiego degli agrofarmaci, che è motivo di forti preoccupazioni per gli agricoltori italiani.

Lo scrive il Corriere della Sera del 17 ottobre nelle pagine dedicate all'economia, commentando il forte dibattito che su questi due argomenti si sta sollevando.

A questo proposito si citano i commenti dell'eurodeputato Paolo de Castro che a proposito della direttiva sulle emissioni ha fortemente criticato l'ipotesi che il settore bovino sia paragonato alle centrali che producono elettricità o all'industria pesante.

 

Inoltre il regolamento che obbliga gli agricoltori a ridurre del 50% l'uso degli agrofarmaci entro il 2030 mette a rischio la capacità produttiva delle aziende agricole, senza offrire valide alternative.

Altro tema sul quale l'Italia ha espresso forti critiche rispetto alle ipotesi di lavoro che si stanno portando avanti a Bruxelles, è quello della etichettatura degli alimenti.

L'introduzione delle etichette a semaforo (Nutriscore), sostenuta da Francia e Germania, è fortemente osteggiata dal nostro Paese.


Etichette e Nutriscore

Si parla di etichette anche su La Verità del 18 ottobre, dove Carlo Cambi commenta le scelte europee che sostenendo l'introduzione delle etichette a semaforo (Nutriscore) sembra voler dire no a olio e formaggi e sì agli insetti, al finto latte, alle proteine vegetali.

Scelte che sembrano mirate a penalizzare l'agroalimentare italiano, dove con appena lo 0,4% di superficie agricola si riesce a produrre un valore aggiunto di oltre 300 miliardi di cui il 20% realizzato con le esportazioni.

 

È necessario contrastare la scelta del Nutriscore, dicono in coro il presidente di Coldiretti Ettore Prandini e il consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, che rifiutano di essere considerati come una lobby del cibo, mentre il loro impegno è tutto dedicato agli interessi dei consumatori italiani e dei produttori delle filiere di qualità.

A Bruxelles, si legge ancora nell'articolo, sembrano invece convinti che vada combattuta la libertà di scelta dei consumatori. 


Materie prime, ancora tensioni

Il conflitto fra Russia e Ucraina ha già sollevato forti tensioni sui mercati dei cereali e non solo.

Ora, dopo la distruzione di alcuni serbatoi del terminal per olio di semi di girasole, si riaccendono le preoccupazioni per una nuova fiammata dei prezzi.

Lo scrive Federico Bosco su Il Foglio del 19 ottobre ricordando che l'attacco ha colpito Mykolaïv, uno dei porti più grandi dell'Ucraina.

La conseguenza è una carenza di offerta che spinge verso l'alto i prezzi mondiali.

Chi ne risente di più sono i paesi dell'Africa e del Medio Oriente, dove la crisi è resa ancora più grave dalla siccità e dal caldo estremo di questa ultima stagione estiva.

 

Sullo sfondo resta la scadenza dell'accordo per l'esportazione dei cereali ucraini, fissata per novembre e che dovrà essere rinnovata.

Una decisione che dipende dall'allentamento delle sanzioni, come richiesto dalla Russia.

Le turbolenze sui mercati delle principali commodity sembrano dunque destinate a durare se non ci saranno spiragli per una rapida risoluzione del conflitto.


Attenti al lupo

Non è un tema nuovo quello del contrasto ai danni che i lupi possono arrecare agli allevamenti.

Il tema è al centro di un documento dei giovani agricoltori altoatesini e del quale riferisce il Corriere dell'Alto Adige del 20 ottobre.

L'opinione pubblica, scrive Massimiliano Puglisi Ghizzi, è divisa tra chi preferisce proteggere questi carnivori e chi invece deve fare i conti quotidianamente con le greggi decimate dagli attacchi improvvisi.

 

Il numero di animali aggrediti, capre, pecore ma anche bovini, è in costante crescita e non accenna a diminuire, mettendo a rischio l'agricoltura di montagna e la transumanza.

Molti allevatori hanno già smesso di utilizzare alcune malghe e lasciano sempre più spesso il gregge a fondovalle.

I giovani agricoltori del Trentino chiedono che il problema sia affrontato uniformando le norme, troppo difformi nelle diverse aree interessate a questo problema.


Latte, nuove acquisizioni

Grandi manovre nel mondo delle industrie del latte, con la reggiana Newlat Food, che si espande in Francia.

Terzo gruppo nel settore, dopo Parmalat e Granarolo, nel primo semestre di quest'anno ha ottenuto buoni risultati a dispetto del difficile contesto di mercato.

Come scrive Marco Principini su Il Resto del Carlino del 21 ottobre, questa azienda vanta una robusta dote di marchi nel latte, burro e formaggi con Giglio, Polenghi, Ala e anche nella pasta con Delverde, Pezzullo e Birkel.

 

Ora ha raggiunto un accordi con Alsa France per l'acquisizione di Em Foods, azienda che opera nella produzione di miscele da forno e dessert.

L'investimento totale è di 20 milioni di euro e aprirà opportunità sul mercato francese.

Al di là delle strategie industriali che ne sono alla base, questa acquisizione può essere interpretata come un segnale positivo per il settore lattiero caseario in questa congiuntura particolarmente complessa.

 

 

Al momento della pubblicazione, in data 24 ottobre 2022, il sito del Ministero riportava ancora il nome precedente "Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali".


"Di cosa parlano i giornali quando scrivono di agricoltura?"
Ogni lunedì uno sguardo agli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare e dell'agricoltura, letti e commentati nell'Edicola di AgroNotizie.

Nel rispetto del Diritto d'Autore, a partire dal 23 novembre 2020 non è più presente il link all'articolo recensito.

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