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Biologico, l'ortofrutta è una grande opportunità

All'interno di Macfrut 2017 il Ccpb ha organizzato un convegno sul posizionamento dei prodotti ortofrutticoli nel settore biologico. Numeri in forte crescita, il trend è ormai consolidato. Guarda il video

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Il tavolo dei relatori del convegno organizzato dal Ccpb a Macfrut 2017
Fonte foto: © Lorenzo Pelliconi - AgroNotizie

L'edizione 2017 del Macfrut si è caratterizzata per un focus particolare sul biologico, con la sezione Macfrut bio dedicata alla produzione naturale di frutta e verdura. Partner della sezione il Ccpb, ente di certificazione e controllo dei prodotti biologici, che nella giornata dell'11 maggio ha organizzato il convegno dal titolo "L'ortofrutta chiave di successo del biologico".

Il biologico sta continuando a crescere sempre di più. Nel 2016 infatti le vendite di ortofrutta fresca bio nella Gdo hanno registrato un giro d'affari di 147 milioni di euro, con +28% rispetto al 2015, con il 55% delle famiglie che ha acquistato frutta e verdura fresca biologica in almeno un'occasione nel corso dell'ultimo anno.

"I dati sul biologico nel 2016 sono talmente incredibili che bisognerebbe riguardarli prima di pubblicarli - ha esordito al convegno Francesco Giardina, coordinatore del Sinab, sistema informativo sul settore biologico - sta infatti continuando una grande esplosione del biologico, tanto che ormai il 12% delle superficie totale in Italia è coltivata a biologico. Ci sono addirittura aree del paese, come la Sicilia, dove la quota sul totale degli ettari è il 30%. Il settore ortofrutta, in termini di superfici, sta crescendo un po' meno rispetto alla media, con un +1,8% per la frutta e un +15% per gli ortaggi".

"C'è un vecchio disegno di legge in Parlamento, che nonostante abbia ormai dieci anni, darebbe sicuramente strumenti importanti per l'aggregazione nel settore - ha continuato Giardina - la politica sta lavorando a questo perché mai come in questo momento l'attenzione al biologico è altissima".

Fabrizio Piva, presidente dell'Eocc (Associazione europea degli organismi di certificazione biologica) ha poi continuato a parlare dello stato attuale del settore dal punto di vista burocratico.
"Naturalmente ci sono regole di fondo da rispettare, in tutta Europa ci sono regole uguali per la certificazione biologica, ma sono diverse le applicazioni quando poi si scende nelle leggi nazionali. Siamo un paese esportatore, e per questo c'è un sistema di controlli più complesso. Laddove in Europa ci sono circa 2700-2800 controlli all'anno, in Italia ce ne sono 9800. Un sistema che rende il nostro biologico sicuramente ancora più sicuro degli altri".


"Per il biologico siamo una lobby buona in Europa - ha poi sottolineato Edoardo Cuoco, in rappresentanza dell'ufficio Ifoam a Bruxelles - associamo produttori, distributori e operatori della filiera biologica. L'obiettivo del settore è trasformare in meglio il settore agroalimentare europeo, come vettore di fertilizzazione delle produzioni, come quella importante della frutta e verdura. Entro il 2030 vogliamo portare il biologico su tutte le tavole degli italiani".

"Seguiamo da oltre dieci anni il settore biologico - ha poi spiegato Silvia Zucconi, capo market intelligence & consumer insight di Nomima - ed è questo il vero trend da un po' di anni a questa parte. Questo importante segmento di offerta non è più associato a sole specifiche referenze, ma si sta intensificando un po' su tutti i prodotti. Il consumatore vede nel prodotto biologico una risposta alla preservazione dell'ambiente, al momento i consumi alimentari bio sono solo il 3% sul totale, ma le prospettive sono di forte crescita".

"Il biologico è un prodotto razionale e nello stesso modo anche emozionale - ha poi ricordato Roberto Della Casa, direttore di Agroter - le aziende di produzione biologica devono però necessariamente comunicare il valore del prodotto e l'equilibrio dell'ecosistema bio".

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