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Seeds&Chips, il discorso di Obama in nove parole

Scienza, cambiamenti climatici, salute ed efficienza energetica, ma anche fallimento. L'ex presidente Usa ha tenuto il suo discorso sul futuro del cibo davanti alla platea del summit internazionale sull'innovazione nel settore agroalimentare

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Barack Obama sul palco di Seeds&Chips insieme da Sam Kass, chef della Casa Bianca
Fonte foto: © Agronotizie

L'accoglienza è stata quella riservata alle rock star. Barack Obama è salito sul palco di Seeds&Chips accompagnato da uno scroscio di applausi e urla di giubilo. I presenti in sala tutti in piedi con lo smartphone in mano per immortalare l'ex presidente Usa. Ma l'intera città di Milano era in fermento per l'arrivo del primo presidente afroamericano della storia statunitense.
L'occasione per il secondo discorso di Obama da quando ha lasciato Washington è stato Seeds&Chips, il summit internazionale sul futuro dell'agricoltura e del cibo. Un evento, di cui AgroNotizie è partner, che ha portato a Milano non solo decine di aziende innovative, ma anche quei professori, ricercatori e politici che stanno cambiando il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo.

Ma che cosa ha detto Barack Obama dal palco? Ecco le otto (più una) parole chiave per capire l'agricoltura e il cibo secondo Obama.
 

Cambiamenti climatici

Se oggi smettessimo di bruciare petrolio e carbone non potremmo evitare che la temperatura degli oceani si innalzi di 3-4 gradi, con conseguenze enormi per l'agricoltura. Ma se non faremo nulla sarà anche peggio.
"Il riscaldamento globale non è una invenzione, il 99% degli scienziati è d'accordo e discute solo di quanto aumenterà la temperatura dell'atmosfera", ha dichiarato Obama. Il punto non è rassegnarsi, ma fare di tutto per contenere il riscaldamento.
 

Innovazione

Per poter sfamare nove miliardi di persone in un mondo che cambia, l'innovazione è l'unica arma che ha a disposizione l'umanità. "Ci servono piante che resistono alla siccità e ai parassiti, che producono di più con meno. Ci servono strumenti per coltivare meglio la terra e per usare in maniera oculata risorse sempre più scarse, come l'acqua".
 

Fame

Se non saremo in grado di fermare i cambiamenti climatici e di adattarci al mondo che sta cambiando presto dovremo fare i conti con un aumento dei prezzi del cibo e con gli sconvolgimenti geopolitici che questo comporta. "Il mutamento delle stagioni monsoniche in Asia o la siccità in Africa porteranno centinaia di milioni di persone a lasciare i loro paesi", ha pronosticato Obama.
"Assisteremo a fenomeni migratori di portata epocale e a instabilità politica".
 

Riduzione degli sprechi

Un terzo di ciò che viene prodotto non viene mangiato o perché marcisce prima di arrivare in tavola o perché lo fa in frigorifero. Negli Usa lo spreco alimentare arriva al 40%. Percentuali che non sono più accettabili, secondo Obama, specie quando nel mondo ci sono 800 milioni di persone malnutrite e un pianeta sovrasfruttato.
 

Let's move

Si chiama così il programma di educazione alimentare lanciato dalla first lady, Michelle Obama, insieme a Sam Kass, lo chef della Casa Bianca, grande amico di Obama e presente anche lui a Seeds&Chips.
"Negli Usa l'obesità e le malattie ad essa correlate sono una vera piaga. Mangiare meglio è il primo passo per stare meglio. Dobbiamo investire nell'educazione alimentare pensando alla nostra salute e a quella dei nostri figli".
 

Efficienza

Quando si pensa ai gas ad effetto serra si pensa alle industrie, alle automobili, alla produzione di energia elettrica. Eppure l'agricoltura è una delle fonti principali di emissioni inquinanti.
"L'innovazione è la soluzione. Ci servono tecnologie più efficienti, che consumino meno energia. Ma anche un maggiore ricorso alle fonti rinnovabili".
 

Consumatori

La rivoluzione parte da loro, secondo Obama. Sono i consumatori che con le loro scelte al supermercato possono lanciare un segnale all'agroindustria. Ma i consumatori hanno bisogno delle giuste informazioni.
 

Ogm

"Quando devo prendere decisioni su temi come i cambiamenti climatici mi affido agli scienziati", ha spiegato dal palco Obama.
"E anche con gli Organismi geneticamente modificati faccio lo stesso. E' un tema molto controverso, che non va affrontato con posizioni ideologiche. Quello di cui sono sicuro è che non possiamo chiudere la porta all'innovazione, anche se è nostro compito vigilare".

A queste otto parole se ne può aggiungere una nona: fallimento.
Rivolgendosi alla platea di imprenditori, innovatori e ricercatori Obama ha voluto sottolineare come "da presidente degli Stati Uniti si prendono decisioni sbagliate ogni giorno. Errori che poi finiscono sui giornali, dove tutti possono vederli. Da presidente sei odiato da una buona parte della popolazione. Eppure ogni giorno ti svegli e sai che puoi fare qualcosa di buono, che puoi fare la differenza".

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