Le recenti piogge della prima metà di marzo hanno fornito i campi di una generosa riserva idrica. Talvolta anche troppo generosa, tanto da causare inizi di stress in alcune colture. Una volta risoltisi i ristagni, si spera a breve, il frumento potrà essere trattato sia con i diserbanti di post emergenza, sia con i fertilizzanti necessari alla sua ottimale ripresa vegetativa.

 

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Tre elementi che non devono mancare

Azoto, fosforo e potassio sono i tre elementi fondamentali per lo sviluppo del frumento. Molteplici sono i concimi che li contengono tutti e tre, anche se in rapporti diversi fra loro. In commercio esistono rapporti 24-5-16, 13-10-20, 9,7-42-9,7, 11-22-16, 6-5-5, o 20-10-10. 

 

In molti altri casi sono presenti solo due dei tre, colmando specifiche esigenze puntuali, come pure esistono formulati a base di uno solo: per esempio l'urea al 46% o altri concimi a base di nitrato o solfato ammonico.

 

Nella scelta di un concime "di ampio spettro", è poi bene individuare quelli che contengono anche meso e microelementi come zolfo e zinco, entrambi fondamentali per il metabolismo della coltura.

 

Quando avviene la concimazione

Due le stagioni: l'autunno e la primavera. Nel primo caso si apporterà una concimazione di fondo necessaria alla coltura a nutrirsi durante la fase di primo sviluppo e di accestimento. Nella seconda si dovrà dare la spinta alle piante per riprendere lo sviluppo nella successiva fase di levata, finestra di intervento che per alcune varietà si estende fino alla fase di botticella. In tal caso, sarà soprattutto quest'ultima somministrazione azotata a elevare le potenzialità produttive in termini di contenuti in proteine

 

Evitare gli eccessi

Il fosforo può essere, ed è meglio che sia, somministrato in forma localizzata al momento della semina. Ciò per consentire una rapida partenza della coltura mettendole a disposizione il macroelemento nelle immediate vicinanze dei semi.

 

Potassio e azoto saranno invece indispensabili successivamente, durante le fasi di accrescimento. In tal senso esistono fertilizzanti granulari che contengono entrambi in rapporti bilanciati fra loro. Uno sviluppo eccessivo e troppo veloce dello stelo, causato soprattutto da eccessi azotati, porta infatti a squilibri come un eccessivo sviluppo dello stelo, causa di possibili allettamenti dovuti a una ridotta capacità di sostenere la spiga quando questa avrà raggiunto un peso prossimo a quello finale. 

 

I campioni delle concimazioni di copertura

Solitamente in copertura si utilizza soprattutto nitrato d'ammonio, ma sono impiegati spesso anche concimi azotati a lenta cessione. Il primo è il più veloce nell'apportare supporto nutrizionale alle piante, mentre i secondi assicurano un sostegno più duraturo con un solo passaggio, sfuggendo anche meglio a eventuali dilavamenti dovuti a piogge occorse immediatamente dopo la concimazione. Il nitrato ammonico può invece richiedere due passaggi. Quindi un doppio intervento che non sempre può sovrapporsi ai trattamenti fitosanitari contro le patologie fungine. Ogni azienda agricola valuti quindi cosa scegliere in funzione della gestione complessiva della coltura.

 

Frumento duro e varietà di grano tenero di forza, in cui deve essere elevato il contenuto in proteine, traggono infine vantaggio da una prima applicazione in levata, apportando poi l'ultimo 25% dell'azoto alla fase di botticella. Ciò favorisce l'accumulo di proteine nella spiga a tutto vantaggio delle qualità richieste dalle filiere

 


Disclaimer

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