Quest'anno è partita la seconda edizione del corso di alta formazione Biosolution Academy proposto dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, con l'obiettivo di formare esperti nello sviluppo di alternative ai prodotti chimici di sintesi per la difesa delle piante dagli organismi dannosi (biosolution).

 

All'Academy si studieranno i mezzi tecnici di biocontrollo, prodotti di origine biologica naturale che presentano un basso impatto sulla salute umana e sull'ambiente, rappresentati da 4 categorie principali: macrorganismi, microrganismi, sostanze naturali, semiochimici. Verranno affrontati sia dal punto di vista biologico, fisico e chimico che da quello del marketing, del posizionamento tecnico e del profilo regolatorio, in un contesto di agricoltura integrata e biologica.

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Il corso Biosolution Academy vede la collaborazione di Ibma Italia e Agrofarma, quest'ultima con un contribuito che permette iscrizioni agevolate a sostegno dei giovani partecipanti. Per questo, per conoscere meglio le dinamiche del master e le sue potenzialità, abbiamo intervistato Riccardo Vanelli, presidente di Agrofarma - Federchimica.

 

Agrofarma investe nella formazione

Tra il 2015 e il 2021 Agrofarma ha investito 1,75 miliardi di euro nella ricerca e sviluppo di agrofarmaci utilizzabili anche in agricoltura biologica. L'innovazione è la chiave per raggiungere una sempre maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale: da qui nasce l'importante della formazione.

 


Dottor Vanelli, che valore ha per Agrofarma l'Academy?

"Come associazione diamo da sempre un altissimo valore alla formazione, sia all'interno delle nostre imprese, sia all'esterno. In questo senso l'Academy rappresenta sicuramente un esempio di come il mondo universitario sia fondamentale per accrescere le competenze del settore, soprattutto in ambiti che stanno diventando via via sempre più importanti.


Il mondo delle soluzioni per l'agricoltura biologica rientra sicuramente in questo contesto, lo dimostrano non solo i trend di crescita in termini di superficie coltivata e operatori, ma anche l'impegno volontario che abbiamo assunto come industria a livello europeo e che porterà le nostre Imprese ad investire 4 miliardi entro il 2030 per lo sviluppo di prodotti utilizzabili in bio".

 

Il vostro contributo attraverso le borse di studio è di grande sostegno per i giovani che vogliono seguire il corso. Perché avete deciso di contribuire in questo modo?
"Abbiamo ritenuto che questa fosse la modalità migliore per sostenere i giovani studenti che sono interessati ad approfondire e conoscere più da vicino queste tematiche attraverso la partecipazione al master. Crediamo che la continua professionalizzazione del settore abbia già dimostrato di poter dare importanti risultati in un comparto complesso come quello agricolo e la nostra associazione ha deciso di offrire questa ulteriore modalità per proseguire nel percorso di crescita di coloro che operano nella difesa delle colture. Inoltre, l'industria è alla ricerca di nuovi talenti e riteniamo che questa possa anche essere un'ottima opportunità sotto questo punto di vista".


All'interno di una associazione che vede storicamente una compagine principalmente orientata all'ambito chimico tradizionale, quale è l'orizzonte che condividete con Biosolution Academy?

"Come già detto, per le imprese del settore è estremamente importante sostenere percorsi in grado di fornire un know how specifico riguardanti una tipologia di prodotti che sta conoscendo trend di crescita costanti, ma anche che siano in grado di trasmettere quello che, dal nostro punto di vista, è il giusto approccio.


L'obiettivo del corso, infatti, non è quello di mettere in contrapposizione le soluzioni di origine biologica con quelle di sintesi, ma di aumentare la consapevolezza che i prodotti di origine biologica hanno bisogno di studi e competenze ad hoc per poter essere pienamente sfruttati al meglio".


Dal punto di vista delle aziende produttrici di mezzi tecnici, secondo voi come sta cambiando il settore e che previsioni avete?
"Il contesto in cui oggi le nostre imprese si trovano ad operare è un contesto in continua e rapida evoluzione: da un lato, infatti, abbiamo la necessità di aumentare la produzione per poter garantire gli approvvigionamenti alimentari, ma dall'altro dobbiamo confrontarci con normative sempre più stringenti e con un'opinione pubblica che non vede di buon occhio il ricorso alla chimica in agricoltura.


Dal nostro punto di vista, l'innovazione in questo contesto è l'elemento fondamentale. Come Agrofarma sosteniamo da sempre un modello di agricoltura che incentivi un utilizzo integrato di tutti i mezzi a disposizione degli agricoltori, che promuova un impiego mirato ed efficiente degli agrofarmaci, siano essi di sintesi o di origine biologica, anche facendo ricorso agli strumenti digitali e di precisione, al fine di essere sempre più sostenibili e tempestivi negli interventi contro le emergenze fitosanitarie sempre più frequenti e drammatiche nella loro intensità".

 


Biosolution Academy è il corso per la formazione di esperti di alto livello nello sviluppo di alternative ai prodotti chimici di sintesi per la difesa delle piante dagli organismi dannosi (biosolution). È organizzato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore e si rivolge a dipendenti di aziende che producono e commercializzano biosolution, agronomi, consulenti e studenti.


Obiettivo di Biosolution Academy è quello di formare una nuova figura professionale, che guarda alle biosolution con una conoscenza profonda e trasversale. L'Academy sarà organizzata tramite una didattica innovativa ed esperienziale, con la collaborazione delle aziende del settore, delle migliori competenze dalla ricerca universitaria e dal mondo professionale.

Per informazioni ed iscrizioni visita la pagina del corso.

 

Image Line® è media partner del corso.

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