L'industria di trasformazione è al lavoro per la prossima campagna del pomodoro. Il Coordinamento del Comitato Territoriale Bacino Centro Sud Italia di Anicav, l'Associazione Nazionale degli Industriali Conserve Vegetali, a seguito di una serie di incontri svolti nelle ultime settimane ha individuato un obiettivo di trasformazione: per l'intero bacino produttivo Centro Sud è di circa 26 milioni di quintali. Lo rende noto l'Anicav con una nota stampa. E secondo quanto appreso da AgroNotizie®, l'obiettivo di trasformazione citato equivale al quantitativo di prodotto fresco che gli industriali per il Bacino Sud intendono incamerare per la successiva fase di trasformazione.

 

"Riteniamo che la campagna di trasformazione al Centro Sud debba essere concentrata in otto-nove settimane - dichiara Marco Serafini, presidente di Anicav -. Questo permetterà all'intera filiera di ottimizzare i costi, di ridurre i consumi, in particolare quelli idrici, oltre ad assicurare una migliore qualità del prodotto al consumatore finale. C'è bisogno di una programmazione agricola che consideri l'esigenza dell'industria di una maggiore concentrazione delle consegne e di avere una quantità di pomodoro lungo che non superi il 40% delle produzioni".

 

"Il nostro auspicio - continua Serafini - è che venga avviata, in tempi brevi, un'interlocuzione con la parte agricola che possa portare al raggiungimento di un'intesa per la gestione della prossima campagna di trasformazione partendo dal Contratto Quadro d'Area già ampiamente condiviso dalle parti nel corso degli anni".

 

Fin qui le proposte Anicav. Ma ecco come risponde a queste richieste Gennaro Velardo, presidente di Italia Ortofrutta e coordinatore delle Op impegnate nel bacino del Sud, sentito da AgroNotizie®: "Sul quantitativo indicato da Anicav, come pure sull'aliquota di pomodoro lungo richiesta, ritengo non ci sia nulla da dire. Noi siamo pronti, del resto è consuetudine che tocchi agli industriali, sulla base delle loro valutazioni, formulare una proposta in tal senso".

 

A fronte di una campagna 2023 protrattasi fino a novembre per le bizze del clima freddo e umido in fase ormai estiva, Velardo suggerisce: "Comprendo le esigenze di ottimizzazione delle risorse e risparmio sui costi manifestata da Anicav, ma non siamo in grado di garantire il concentramento della produzione in otto-nove settimane, poiché, come l'ultima campagna ha dimostrato ampiamente, i tempi di effettiva maturazione e raccolta del prodotto sono correlati a fattori indipendenti dalla nostra volontà. Ci sono poi aree storiche di produzione difficili da portare ad anticipare".

 

Ma per Velardo l'importante è avviare l'interlocuzione: "Occorre sederci al tavolo quanto prima - dice ad AgroNotizie®. E rivela: "Abbiamo già fissato un prossimo appuntamento in sede di Organismo Interprofessionale, ma prima c'è tutto un mondo fuori da consultare e non solo tra le fila della parte agricola".

 

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