Il valore aggiunto dell'agricoltura in Italia è di 38,4 miliardi di euro. L'Istat in una stima preliminare offre così un bilancio dei conti dell'economia dell'agricoltura nel nostro Paese per il 2022.

 

L'Italia è al secondo posto nell'Ue a 27 dopo la Francia, che mette a segno 43,5 miliardi; ma è prima della Germania a 30,9 miliardi e della Spagna a 28,5 miliardi.

 

Il valore aggiunto dell'agricoltura per l'Unione Europea va a 221,2 miliardi. Arriva a +13,7% la variazione dell'indicatore di reddito agricolo per l'Italia. Si tratta di un valore in linea con la media dell'Ue a 27, a +13,1%.

 

L'agricoltura - spiega l'analisi dell'Istat - è stata penalizzata da "inflazione e siccità". L'aumento dei prezzi dei prodotti venduti è di oltre il 19%, quello dei prodotti impiegati di oltre il 23%.

 

Nel 2022 la produzione si riduce dello 0,7% in volume. Scendono anche il valore aggiunto ai prezzi base (-1% in volume) e le unità di lavoro (-1,4%).

 

Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica, dopo aver superato "gli effetti della crisi pandemica, c'è il pieno recupero delle attività secondarie e dei servizi ma la ripresa è frenata dal sostenuto rialzo dei prezzi degli input e dalla siccità". Poi viene messo in evidenza il "notevole incremento" dei prezzi dei prodotti venduti (+19,1%) e ancora più rilevante quello dei prezzi dei prodotti impiegati (+23,6%).

 

In calo la produzione di olio a -17% e di cereali a -10,4%; mentre l'annata è favorevole per la frutta (+6,8%) e il florovivaismo (+1,1%). Stabile il settore zootecnico.

 

I prezzi dei prodotti delle coltivazioni sono cresciuti in media del 17,8%, con punte del 40,3% per i foraggi, del 39,9% per i cereali, del 21,2% per gli ortaggi freschi, del 14,7% per gli agrumi, del 13,5% per le piante industriali, del 10,1% per il vino e del 6,6% per la frutta fresca. Quanto al rialzo dei costi degli agricoltori nel 2022 i fertilizzanti sono cresciuti del 63,4%, i prodotti energetici del 49,7%, gli alimenti per animali del 25,1%.

 

"L'incremento dei costi - rileva la Coldiretti - si è ampliato e consolidato nel corso del 2022 in buona parte per le conseguenze del conflitto in atto in Ucraina che ha prodotto una forte instabilità dei mercati internazionali delle materie prime agricole e dei prodotti energetici. Il risultato è che in controtendenza rispetto all'andamento generale sono calate le imprese in agricoltura nel 2022 con un saldo negativo di -3.363 realtà proprio per effetto del mix micidiale dell'aumento dei costi e dell'effetto dei cambiamenti climatici che ha decimato i raccolti. Le imprese agricole - continua la Coldiretti - sono state infatti costrette ad assorbire gran parte dell'aumento dei costi. La pandemia prima e la guerra poi hanno dimostrato che la globalizzazione spinta ha fallito; servono rimedi immediati e un rilancio degli strumenti europei e nazionali che assicurino la sovranità alimentare, riducano la dipendenza dall'estero e garantiscano un giusto prezzo degli alimenti per produttori e consumatori".

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Secondo il presidente della Coldiretti Ettore Prandini è necessario "raddoppiare da 5 miliardi a 10 miliardi le risorse destinate all'agroalimentare nel Pnrr spostando fondi da altri comparti per evitare di perdere i finanziamenti dell'Europa".