Alla Cop26 la Fao ha presentato i primi risultati, di una nuova indagine di telerilevamento (Grss), che mostrano come gli impatti sulla deforestazione di agricoltura e allevamento siano superiori a quanto finora supposto. Non si pensava che l'espansione agricola causasse quasi il 90% della deforestazione globale.

Durante l'incontro "Azioni di potenziamento per invertire la tendenza alla deforestazione", organizzato dalla Collaborative Partnership on Forest alla Cop26 di Glasgow, ancora in corso, la Fao ha reso noti i risultati della sua prima "Global Remote Sensing Survey" (Grss) condotta utilizzando dati e strumenti satellitari sviluppati in collaborazione con la Nasa e Google e in stretta collaborazione con oltre ottocento esperti nazionali di quasi 130 Paesi.

Tali risultati dimostrano che più della metà della perdita di foreste in tutto il mondo è dovuta alla conversione delle foreste in terreni coltivati, mentre il pascolo del bestiame è responsabile di quasi il 40% della deforestazione, che comunque sta rallentando, anche se le foreste pluviali tropicali continuano ad essere sotto pressione.

Aumentare la produttività agroalimentare per soddisfare le nuove esigenze della popolazione dei venti Paesi in via di sviluppo e arrestare al contempo la deforestazione sembra difficile da attuare, considerati i dati in Sud America e in Asia.

Quindi, purtroppo, l'agricoltura resta la prima causa di deforestazione, ad eccezione dell'Europa, dove il maggiore impatto deriva dall'espansione urbana e dalle infrastrutture. Il passaggio in terre coltivate domina la perdita di foreste in Africa e in Asia, con oltre il 75% della superficie forestale persa, mentre in Sud America quasi tre quarti della deforestazione sono dovuti ai pascoli per il bestiame.

La Fao sostiene più di sessanta Paesi nell'attuazione di strategie per ridurre le emissioni dovute alla deforestazione e al degrado forestale attraverso il Programma Un-Redd per aiutare i Paesi in via di sviluppo a eliminare le emissioni di gas serra causate dalla deforestazione. Partecipa inoltre al Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Unpd) e al Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (Unep).

Sembra che si sia anche creata, durante il recente vertice della Nazioni Unite, un'unione tra Paesi produttori e consumatori, aziende e organizzazioni internazionali per fermare la deforestazione e gli impatti ambientali dannosi della conversione dei terreni per la produzione di prodotti agricoli. La Collaborative Partnership on Forests , guidata dalla Fao, che riunisce 15 organizzazioni internazionali, sta sviluppando un'iniziativa congiunta per invertire la marea di deforestazione e accelerare le azioni per aumentare il loro impatto.


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