Ricordate questo libro? Negli anni '80 era presente sulle scrivanie di tutti i tecnici che, direttamente o indirettamente, avevano a che fare con il diserbo delle piante agrarie. L'autore? Gabriele Rapparini, da tutti considerato il "tecnico del diserbo".

La sua carriera in campo inizia negli anni '60 quando si occupa dapprima di difesa delle colture (la sua prima pubblicazione alle Giornate fitopatologiche del 1962 ha a che fare con la cercospora della barbabietola) per poi dedicarsi, dagli anni '70 esclusivamente del diserbo.
Ha lavorato prima presso l'Osservatorio delle malattie delle piante della Regione Emilia Romagna, poi presso il Centro di fitofarmacia dell'Università di Bologna per stabilizzarsi come "tecnico" all'Università di Bologna.

Il suo ultimo lavoro è stato pubblicato nel 2012 quando venne colpito da una grave malattia che ne ha causato il ritiro dall'attività e dagli eventi pubblici.

Gabriele Rapparini è stato un personaggio unico per la sua dedizione e passione in campo: rappresentava un "unicum" nell'integrare la competenza agronomica e la conoscenza di ogni singola molecola utilizzabile per il diserbo.
Ha provato tutto, su tutte le colture, in tutte le possibili miscele e nelle più variabili condizioni di campo… in pratica un "collezionista di esperienze" in costante evoluzione in base al progredire del diserbo.

Uomo schivo e riflessivo, in campo è stato un vero e proprio "grande allevatore di uomini" che formava sulle diverse colture e che, costantemente, venivano contesi dalle diverse aziende che operavano nel settore. A suo modo ha incarnato lo stereotipo moderno dell'insegnante la cui professionalità è basata sulla tecnica, sulla conoscenza pratica e sull'esperienza.

Quando si parlava di diserbo… era geniale, intuitivo e quasi "familiare" di ogni molecola erbicida; ha formato decine e decine di "allievi" mai paghi di sapere e sempre pronti a volere fare un passo in più.

In sintesi…  grande, grande, grande conoscitore e formatore in campo dove insegnava un vero e proprio modo di lavorare. Grazie a questa capacità Gabriele Rapparini è morto fisicamente, ma ognuno dei suoi tecnici porta in sé un pezzo del suo sapere e della sua conoscenza.

Ci stringiamo in un abbraccio alla moglie Anna e ai figli Matteo e Francesca.

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Per sfogliare i 149 lavori pubblicati da Gabriele Rapparini alle Giornate fitopatologiche puoi scrivere "Rapparini" nel campo "autore" di questa pagina:
http://www.giornatefitopatologiche.it/it/ricerca/20

Grazie ad Agostino Brunelli e Mirco Casagrandi per la disponibilità, collaborazione e condivisione.
 
Gabriele Rapparini (al centro) ad uno degli ultimi incontri pubblici a cui ha partecipato il 23 gennaio 2009
Gabriele Rapparini (al centro) ad uno degli ultimi incontri pubblici a cui ha partecipato il 23 gennaio 2009