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Corpo 8, non c'è latte senza latte

Bruxelles ha deciso. Il latte è quello animale, non altri. Tengono i consumi di carne, ma in pasticceria trionfa la farina di grillo. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 9 al 15 giugno

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

E' guerra per i prezzi bassi del grano e partono le proteste nei porti contro le importazioni e c'è guerra contro la siccità, anche questa con qualche polemica verso i consorzi idrici.

Per tutelare il riso si continua a spingere per il via libera alle etichette con l'origine. Ma Bruxelles al momento è presa dal regolamento sul biologico, in fase di stallo. Però decide sul latte. Così si chiama solo quello di origine animale. Quello di soia dovrà cambiare nome.

Intanto sui mercati si registra il trionfo della carne, che sembra averla vinta nelle preferenze dei consumatori, a dispetto della crescita di vegetariani e vegani.

Sempre alta l'attenzione sui mercati esteri, con un occhio alla Cina e al suo sterminato numero di consumatori e l'altro rivolto alle politiche protezionistiche minacciate dall'amministrazione statunitense.

Questi sono solo alcuni degli argomenti che i lettori hanno incontrato su quotidiani e periodici negli ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.
 

Il grano e le proteste

Iniziamo dalla guerra del grano che ha occupato le pagine di molti quotidiani in edicola in questi ultimi giorni, a iniziare dal “Corriere della Sera” del 9 giugno, che anticipa i contenuti della protesta che vedrà i trattori marciare verso il porto di Bari per denunciare il ruolo delle importazioni nella flessione dei prezzi.
Nello stesso giorno l'argomento è ripreso dalla “Gazzetta del Mezzogiorno”, che oltre a raccontare la cronaca della protesta, dà la parola agli industriali della pasta, che si trovano di fronte a problemi di approvvigionamento. Si continua il giorno seguente con “Avvenire” che lamenta le troppe speculazioni che coinvolgono il grano e che pesano sulle tasche degli agricoltori.

Le difficoltà di mercato vissute dal grano si riflettono sulle scelte degli agricoltori, sempre meno disposti a investire su questa coltura, come spiega “Il Sole 24 Ore” del 10 maggio. Il calo delle superfici a grano comporta tuttavia una maggior dipendenza dall'estero che si accompagna ad una caduta dei prezzi, ai minimi dal 2010, come denuncia il 13 giugno ancora “Il Sole 24 Ore”.
Un circolo vizioso al quale riesce difficile trovare una soluzione. A questo proposito la “Gazzetta del Mezzogiorno” del 10 giugno lancia la proposta di istituire anche per i prodotti a base di grano l'indicazione in etichetta dell'origine della materia prima.
 

Di etichetta in etichetta

Per il riso, scrive “La Stampa” dell'11 giugno, la proposta di introdurre l'origine in etichetta è già in fase avanzata, ma bisogna fare i conti con la lentezza della politica, sia a Roma sia a Bruxelles. I dettagli sullo schema di decreto legislativo su questa materia sono sintetizzati da “Italia Oggi” del 10 giugno.

Bisognerà in ogni caso attendere il via libera di Bruxelles che in questi giorni è al lavoro sulle nuove regole per l'agricoltura biologica.
Raggiungere un accordo su questa materia, si legge sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” dell'11 giugno, sembra al momento un'impresa irta di ostacoli e l'attesa mette in forse le prospettive di un settore, quello del biologico, che nella Ue vale 20 miliardi di euro.
 

Il latte non latte

Nel frattempo dalla Corte di Giustizia della Ue arriva un'importante sentenza sulle denominazioni dei prodotti alimentari. Il latte, spiega “La Stampa” insieme ad “Avvenire” e a molti altri quotidiani del 15 giugno, può essere solo quello di origine animale.
Quello di soia, dunque, non può essere chiamato latte.

E degli hamburger di soia e delle bistecche vegetali che ne sarà? Aspettiamo la prossima sentenza. Intanto “Il Resto del Carlino” del 15 giugno anticipa che già è in partenza un'interrogazione firmata da Paolo De Castro per chiedere chiarezza anche per i prodotti che si richiamano alla carne.
 

Pomodoro, accordo al risparmio

E' accordo fatto per il pomodoro da industria del Centro-Sud, per il quale si confermano gli stessi prezzi del 2016, come si apprende dalla “Gazzetta del Mezzogiorno” dell'11 giugno. Accordo che tuttavia solleva le critiche dei produttori, che dalle pagine del “Quotidiano di Bari” definiscono "un'elemosina" le quotazioni fissate dall'intesa, che oscillano da 87 a 97 centesimi al chilo.
 

La carne "tiene"

Riprende fiato invece il mercato della carne e i dati sui consumi, analizzati il 9 giugno da “Il Tempo”, confermano che nella dieta degli italiani, a dispetto delle mode e dei falsi allarmi, la carne continua ad essere presente in modo significativo.

Per la carne si aprono poi interessanti prospettive sul fronte dell'export. A breve giungeranno in Italia ispettori cinesi per valutare la possibilità di aprire le loro frontiere alla nostra suinicoltura.
L'annuncio arriva da “Il Sole 24 Ore” del 14 giugno, mentre “Avvenire” nello stesso giorno commenta l'accordo raggiunto con la Cina per tutelare le nostre produzioni tipiche.
Accordo che però lascia "scoperte" le eccellenze del nostro prosecco, che non manca di protestare dalle pagine de “La Verità”.
 

Il latte e i salumi

Notizie positive anche dal mondo del latte, che viaggia però a due velocità come spiega “Il Sole 24 Ore” del 14 giugno. Da una parte i consumi interni che ristagnano o in alcuni casi arretrano, e dall'altro l'export, in particolare di formaggi, che continua a macinare record.

Export sotto i riflettori anche per i salumi, che grazie all'aumento delle esportazioni riescono a compensare la modesta riduzione dei consumi sul mercato interno. Anche questa una notizia che si apprende da “Il Sole 24 Ore”.
Attenzione però alle politiche protezionistiche che l'amministrazione statunitense potrebbe adottare in futuro. Nel mirino, secondo “Italia Oggi” del 14 giugno, ci sono anche i prodotti Dop italiani.
 

Campi assetati

Più che le vicende del mercato , in questi giorni l'attenzione degli agricoltori è puntata alle previsioni meteo, che non danno però grandi speranze di interrompere il periodo di siccità che sta creando problemi a molte colture. E c'è qualche dissenso sulle politiche dei Consorzi di bonifica, come accade nel piacentino, dove gli agricoltori chiedono dalle pagine de “La Libertà” dell'11 giugno, una deroga al regime di minimo deflusso del Trebbia per avere più acqua a disposizione dei campi.

La siccità colpisce anche in Veneto e “Il Mattino di Padova” del 13 giugno descrive le contromisure del Consorzio del Brenta e dell'Etra per far fronte all'emergenza idrica.

Non va meglio al Centro e il “Corriere di Arezzo”, come pure “La Nazione” del 14 giugno lanciano l'allarme per la siccità che sta compromettendo i raccolti di molte aree della Toscana.

Dal “Corriere di Viterbo” del 15 giugno si lamentano i danni che la siccità ha creato ai pascoli del Lazio.

Il Giornale di Sicilia” si occupa invece del problema opposto, non meno devastante, quello delle grandinate che hanno colpito alcune aree del Palermitano.


Dolce al "grillo"

Non mancano, come sempre, le notizie "curiose" e ancora una volta i giornali si soffermano sulla possibilità di mettere nel piatto cibi insoliti, come insetti e alghe.
Questa volta la notizia assume contorni più realistici con le anticipazioni che “La Stampa” del 9 giugno ci offre in merito all'entrata in vigore il prossimo anno di un regolamento comunitario che dà il via libera ai "novel food", fra i quali, appunto, gli insetti.

Non a caso dalle pagine de “Il Giorno” del 12 giugno si apprende che ad una competizione fra pasticcieri il primo premio se lo è aggiudicato un dolce a base di farina di grillo. Ma per il momento è vietato mangiarlo...

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: rassegna stampa carne latte prezzi pomodoro grano etichettatura paolo de castro

Rubrica: Rassegna stampa

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