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Registri vitivinicoli, dematerializzazione a rilento

Il sistema sarà obbligatorio dal primo gennaio 2017, ma c'è ancora molto da fare per colmare le lacune. Parla Palma Esposito, responsabile area vitivinicola di Confagricoltura

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Procede a rilento la dematerializzazione dei registri vitivinicoli
Fonte foto: © alexandro900 - Fotolia

Dal primo gennaio 2017 scatta l'obbligo dei registri telematici nel settore vitivinicolo.

Tutte le aziende si devono adeguare, anche se la situazione, ad oggi, presenta ancora alcune difficoltà. I benefici sono indiscutibili in termini di semplificazione e snellimento, per questo è necessario cogliere questa importante opportunità. AgroNotizie ha intervistato Palma Esposito, responsabile settore vitivinicolo di Confagricoltura, sul tema della dematerializzazione dei registri, relativamente a benefici, criticità e ruolo delle associazioni agricole in questo cambiamento radicale del sistema.

L’obbligo del registro telematico scatterà dal prossimo primo gennaio. Ad oggi, qual è la situazione in avvicinamento al primo gennaio?
"Il periodo di avvicinamento al primo gennaio è fondamentale per partecipare alla fase di sperimentazione del registro telematico. E' utile alle aziende per familiarizzare con il nuovo strumento ed è utile all'amministrazione per testare il sistema. Il periodo della vendemmia e della vinificazione è il momento più critico dell'anno, dove le operazioni si moltiplicano e le criticità potrebbero emergere. A oggi sappiamo che c'è stato un aggiornamento del programma al 20 ottobre, ma non tutte le softwerhouse sono pronte per recepire la nuova versione.
Occorre quindi ancora affinare la procedura. Da parte delle aziende le difficoltà non mancano".


Come le aziende vitivinicole si stanno avvicinando a questo radicale cambiamento?
"Ad un primo impatto tutte le novità spaventano. Maggiore è la conoscenza e meno complicato appare il passaggio.
Tuttavia le aziende non hanno ancora a disposizione un programma completamente definito e non è facile a queste condizioni e a pochi giorni dall'entrata in vigore dell'obbligo gestire il cambiamento.
Sul territorio si moltiplicano gli incontri formativi, le aziende vogliono essere preparate ma il numero di quelle che stanno sperimentando è ancora basso". 


Quali sono i benefici che porterà la dematerializzazione dei registri vitivinicoli?
"Il nuovo sistema concentra in un solo registro tutti i registri che la cantina è obbligata a tenere, rappresentando di fatto una sorta di gestione aziendale per tutte le entrate e uscite. Nel lungo periodo, a regime, diminuiranno le visite ispettive in azienda perché l'amministrazione potrà verificare le informazioni direttamente dal web".

Che tipo di criticità si stanno verificando in questo processo?
"Sicuramente il fatto che il sistema non sia ancora ben definito, oltre al fatto che a oggi riscontriamo ancora una partecipazione non sufficiente alla sperimentazione delle aziende".

Come Confagricoltura, che ruolo vi state ritagliando come associazione in questo processo?   
"Il nostro ruolo è sicuramente di formativo, informativo e di sostegno alle aziende. Organizziamo corsi specifici per consentire alle aziende di avvicinarsi in maniera più consapevole al nuovo sistema. Rappresentiamo in sede nazionale presso le amministrazioni le criticità che le aziende riferiscono circa la sua implementazione".

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