Sostenibilità, ambiente e clima, ma anche lotta alla cavallette e finanziamenti per l'attività di allevamento in montagna. Una settimana ricca di novità al Nord Italia, dove si susseguono i primi nuovi bandi del Psr 2023-2027.

 

Emilia Romagna

 

Lotta alle cavallette, Piano della Regione per prevenire possibili infestazioni estive

Via ai sopralluoghi in campo con gli agricoltori e i tecnici di comuni e Asl Romagna per l'avvio della Strategia di Contenimento delle Cavallette. Il piano di battaglia della Regione prevede la mappatura delle zone a rischio, le informazioni preventive e l'applicazione tempestiva di un efficace prodotto biologico. In previsione di una nuova diffusione di cavallette, il Settore Fitosanitario della Regione Emilia Romagna ha tenuto alcuni incontri direttamente in campo con gli agricoltori interessati e ai tecnici operatori del settore. L'individuazione dei principali focolai da parte degli agricoltori è la base per un Piano di controllo coordinato dal Settore Fitosanitario e basato sull'applicazione tempestiva di un insetticida biologico (laser a base spinosad), che ha ottenuto recentemente un'autorizzazione eccezionale da parte del Ministero della Salute, affinché possa essere impiegato nei campi di erba medica contro la cavalletta.

 

"È il momento giusto per avviare le azioni più efficaci di contrasto - sottolinea l'assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna Alessio Mammi - per ridurre le popolazioni di cavallette e contenerne i danni non si può prescindere da un attento presidio del territorio, che può essere effettuato soltanto coinvolgendo tutti coloro che operano nelle zone, soprattutto collinari, in cui vengono registrate le infestazioni".

 

Il caldo torrido, il terreno argilloso e la siccità sono le condizioni principali che favoriscono l'infestazione. Per questo motivo, il Settore Fitosanitario ha predisposto materiale informativo rivolto a imprenditori agricoli ed enti locali per sensibilizzare la popolazione e gli operatori, oltre a organizzare ulteriori incontri tecnici sul territorio per aggiornare la mappa dei rischi.

 

Ambiente, via libera al Pair 2030

Approvato il Pair, Piano Aria Integrato Regionale, che punta a ridurre le emissioni di inquinanti, intervenendo simultaneamente su trasporti, combustione di biomasse e agricoltura. È l'obiettivo strategico del Pair 2030, che può contare su risorse pari a 154,6 milioni di euro, di cui 64 già nel primo triennio 2023-2025.

 

In ambito agricolo e zootecnico, sono previsti bandi di finanziamento per la copertura delle vasche, l'efficienza degli stoccaggi e le tecniche di spandimento per liquami e fertilizzanti, oltre all'obbligo di interramento degli effluenti zootecnici entro le 12 ore dallo spandimento e all'obbligo di copertura di vasche e lagoni di stoccaggio a partire dal 1° gennaio 2030. A partire dal 1° gennaio 2026 ci sarà l'obbligo di incorporare nel terreno i fertilizzanti a base di urea nel più breve tempo possibile e, comunque, entro le 24 ore successive allo spandimento.

 

Piemonte

 

Clima e biologico, nuovi bandi psr per 93 milioni di euro

Nell'ambito del nuovo Psr 2023-2027, l'Assessorato all'Agricoltura del Piemonte ha dato il via libera a una serie di bandi nuovi per interventi agroclimaticoambientali e per la produzione agricola biologica. Parte un bando unico agroclimaticoambientale da 82 milioni e 450mila euro che andrà a finanziare, in serie, le pratiche di produzione integrata (58,5 milioni di euro), l'adozione di tecniche di minima lavorazione dei suoli, al fine di migliorare la fertilità (4,9 milioni di euro), l'inerbimento delle colture arboree (3,2 milioni di euro), le colture di copertura delle superfici (6 milioni di euro), la gestione sostenibile dei pascoli permanenti (5 milioni di euro), l'allevamento di razze animali autoctone (1,5 milioni), la convivenza con i grandi carnivori (1,35 milioni) e le pratiche di agricoltura di precisione (2 milioni di euro).

 

Nel secondo importante bando appena promosso si sostiene la produzione biologica, con una dotazione finanziaria complessiva di 10,5 milioni di euro, di cui 4,5 milioni per gli agricoltori che si impegnano per cinque anni a convertire la produzione in bio e 6 milioni per il mantenimento del regime biologico. La scadenza per la partecipazione delle domande di tutti i bandi è il 15 maggio 2023.

 

Riduzioni di emissioni, 6,8 milioni di euro a 270 aziende agricole

L'Assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte ha pubblicato la graduatoria dei soggetti beneficiari ammissibili del finanziamento sul bando 2022 che cofinanzia le aziende agricole che intendono migliorare le proprie performance ambientali nella gestione delle matrici organiche, adottando tecniche di concimazione organica a basso impatto ambientale, tra cui quelle ammesse anche in caso di semaforo antismog acceso.

 

"È un importante aiuto alle aziende piemontesi - sottolinea una nota dell'Assessorato - che hanno scelto di investire in un'agricoltura sostenibile riducendo le perdite gassose prodotte dagli allevamenti, azione utile a diminuire l'impatto delle attività agrozootecniche sulla qualità dell'aria. Il finanziamento complessivo, per circa 270 aziende agricole, è pari a 6,8 milioni di euro".

 

Lombardia

 

Allevamento, 300mila euro per i pastori e i conduttori d'alpeggio

Finanziamento da 300mila euro per sostenere interventi di manutenzione di terreni abbandonati e incolti, dando un aiuto ai pastori e ai conduttori d'alpeggio, valorizzandone il ruolo nella fondamentale attività di presidio del territorio. Il bando finanzierà progetti triennali, sia per la manutenzione diretta del territorio, effettuati da pastori e conduttori d'alpeggio, sia per interventi effettuati da enti locali al fine da destinare i terreni abbandonati e incolti ad attività di pastorizia, alpeggio e transumanza.

 

"Il provvedimento intende favorire il presidio di parti del territorio - sottolinea l'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia Alessandro Beduschi - riconoscendo l'importante contributo delle attività di pastori e conduttori d'alpeggio, con l'obiettivo di prevenire il rischio di incendi, dissesto idrogeologico, oltre al contrasto alla perdita di biodiversità, creando allo stesso tempo i presupposti per il mantenimento e la ripresa delle attività quali il pastoralismo, l'alpeggio e la transumanza, che rappresentano il primo livello di controllo nelle aree montane".