Il riso è, dopo canna da zucchero, mais e grano, il quarto prodotto più coltivato al mondo. Queste quattro colture rappresentano circa la metà della produzione globale di prodotti agricoli primari per l'alimentazione mondiale (Fonte: Fao.org 2023)

 

La coltivazione del riso in Italia si sviluppa principalmente in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia, seguendo, in linea di massima, il corso del fiume Po. La necessità di mantenere la coltura in sommersione per una lunga parte del suo ciclo vitale ne ha infatti condizionato lo sviluppo territoriale, caratterizzando le risaie italiane per essere tra quelle più a Nord di tutto il mondo.

 

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(Fonte: Laborte et al., 2017)

 

La gestione della coltivazione del riso è frutto di una complessità di fattori ed è difficile individuare quello che possiede un'influenza maggiore rispetto agli altri. Tra tutti, la tecnica di concimazione riveste sicuramente un ruolo particolarmente rilevante: le peculiari condizioni di coltivazione del riso e di gestione dell'acqua, rispetto agli altri cereali coltivati in asciutta, incidono sull'efficienza d'uso dei fertilizzanti da parte della coltura.

Come per gli altri cereali, la gestione dell'azoto è il fattore più critico: se, da un lato, è l'elemento che incide maggiormente sulla produttività della coltura, dall'altro è quello più soggetto a perdite nell'ambiente dovute ai fenomeni di lisciviazione, volatilizzazione e denitrificazione. Numerosi studi hanno dimostrato che l'efficienza media dell'azoto in risaia varia tra il 20 e il 50%. Per questa ragione gli agricoltori tendono a frazionare gli apporti azotati al fine di compensare le perdite e cercare di evitare un surplus di azoto nella pianta. L'eccesso di azoto è un fattore particolarmente negativo durante la fase vegetativa, perché determina un eccessivo vigore vegetativo del riso con una conseguente estensione del ciclo colturale che rende la pianta più suscettibile all'allettamento e più sensibile alle patologie fungine, come il brusone.

Bilanciare la concimazione azotata è la chiave per ottenere rese elevate, minimizzando gli eccessi dannosi sia per il riso sia per l'ambiente. A questo scopo diventa fondamentale l'utilizzo di fertilizzanti in grado di incrementare l'efficienza d'uso dei nutrienti, consentendo sia un risparmio di concime sia il raggiungimento di livelli produttivi soddisfacenti. 

 

I concimi organo-minerali Unimer soddisfano pienamente questa esigenza: la presenza degli acidi umici e fulvici, presenti nella sostanza organica utilizzata nella loro formulazione, assicura un elevato grado di protezione fisica e biochimica degli elementi nutritivi, consentendo una cessione differenziata e graduale degli elementi in grado di coprire i fabbisogni del riso lungo tutto il ciclo colturale. Si riduce in tal modo il rischio di eccessi e carenze nutrizionali, rendendo la concimazione più bilanciata e sostenibile per l'ambiente.
Le esperienze positive relative a produttività e qualità osservate da Unimer, e dai risicoltori che utilizzano i suoi fertilizzanti, son stati oggetto di uno studio al fine di quantificarne l'efficienza, in un ambiente particolare qual è la risaia, rispetto alla tecnica di concimazione minerale.

 

L'attività di sperimentazione, affidata a Agri2000, noto centro di saggio conosciuto a livello internazionale, è stata effettuata sulla varietà CL388 a Vercelli, nel centro dell'area risicola padana, ed ha registrato una produttività paragonabile a quella ottenibile con la concimazione minerale, pur con una riduzione significativa delle unità fertilizzanti apportate.

 

La prova ha previsto per Unimer l'impiego dei concimi organo-minerali Azteco NPK (Ca) 10-5-15 (14) in presemina, di Super Azotek N32 in accestimento e Flexifert NK 10-0-20 alla differenziazione della pannocchia; per la tesi minerale è stato distribuito in presemina il concime NPK 22-9-24, urea in accestimento e NK 23-0-30 alla differenziazione della spiga.

 

Di seguito le dosi a confronto:

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(Fonte: Unimer)

 

Azteco NPK (Ca) 10-5-15 (14) è un concime organo-minerale ideale per soddisfare le esigenze azotate iniziali del riso, apportando una buona quantità di potassio unitamente all'ossido di calcio.

 

Super Azotek N32 S(7) è un concime organo-minerale azotato con zolfo, che contiene tre forme di azoto con differenti tempi di rilascio: ureico, ureico con inibitore dell'ureasi e organico; grazie alla protezione della sostanza organica umificata consente una costante ed equilibrata disponibilità dell'elemento nutritivo per tutta la fase vegetativa della pianta. 

 

Flexifert NK (Ca) 10.0.20 (12) con zinco e manganese, grazie alle resine a scambio ionico, che lo rendono particolarmente efficiente, limita notevolmente le perdite di elementi nutritivi, assicurandone un rilascio costante senza surplus nutrizionali.

 

I risultati conseguiti mostrano che la tesi fertilizzata con Unimer, nonostante la riduzione delle unità nutrizionali del 26% per l'N, del 39% per il P2O5 e del 24% per il K2O, ha statisticamente ottenuto la stessa produzione di risone ad ettaro.

 

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(Fonte: Unimer)

 

La resa alla lavorazione del risone si è attestata a 59,35% per la tesi Unimer e 58,6% per la tesi minerale, mostrando una differenza statisticamente significativa (P<0,05).

 

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(Fonte: Unimer)

 
In conclusione, la sperimentazione ha dimostrato che la concimazione organo-minerale Unimer permette di ottenere gli stessi risultati produttivi dal punto di vista quantitativo e migliori dal punto di vista qualitativo rispetto alla concimazione minerale di riferimento, con un impatto considerevole sulla sostenibilità della coltura.