La corretta preparazione della botte per effettuare i trattamenti fitosanitari è un'operazione molto delicata, non solo perché si deve prestare estrema attenzione a miscelare i correnti volumi di acqua e di agrofarmaco, ma anche perché questa è la fase maggiormente critica per la contaminazione dell'operatore e del suolo, in quanto sversamenti accidentali possono sempre essere possibili. Questo è ancora più vero quando a preparare l'atomizzatore è un agricoltore semiprofessionale, con tecnologie e conoscenze limitate.

 

Per facilitare la vita agli agricoltori e gestire in maniera corretta e sicura gli agrofarmaci, nella Val di Non, in Trentino, sono nati dei punti di prelievo self service in cui l'agricoltore, socio della cooperativa che gestisce le vasche, può accedere con l'utilizzo di un semplice badge per fare rifornimento di miscela fitosanitaria.

 

Una delle vasche di miscelazione della Val di Non

Una delle vasche di miscelazione della Val di Non

(Fonte foto: Gastone Dallago, responsabile del Centro di Saggio della Fondazione Edmund Mach)

 

La miscelazione degli agrofarmaci si fa smart

Per capire il meccanismo di funzionamento di questo sistema innovativo abbiamo incontrato Gastone Dallago, responsabile del Centro di Saggio della Fondazione Edmund Mach (Fem), ente che si occupa dell'assistenza tecnica agli agricoltori trentini per conto di diverse associazioni di produttori. È proprio la Fem a diramare i bollettini per dare indicazione agli agricoltori sulla necessità o meno di intervenire con i trattamenti fitosanitari.

 

"Le vasche di miscelazione sono una prassi rodata in Trentino, esistendo da circa settant'anni, ma è solo negli ultimi tempi che lo sviluppo tecnologico ha permesso di avere un sistema di distribuzione efficace e completamente automatico", ci racconta Dallago.

 

Prima di tutto l'agricoltore deve diventare socio di una delle cooperative che gestiscono le vasche di distribuzione. Registrandosi deve fornire tutti i suoi dati, compreso il patentino per l'utilizzo dei prodotti fitosanitari e il catastino delle parcelle che coltiva, con la relativa superficie. Viene poi consegnato un badge identificativo attraverso il quale l'agricoltore può interfacciarsi con il sistema.

 

"Quando i nostri tecnici o quelli della cooperativa suggeriscono di trattare, l'agricoltore può recarsi presso la vasca di distribuzione più vicina e utilizzando il badge viene accertata la sua identità", spiega Dallago.

 

Dall'interfaccia è possibile scegliere i prodotti da utilizzare

Dall'interfaccia è possibile scegliere i prodotti da utilizzare
(Fonte foto: Gastone Dallago, responsabile del Centro di Saggio della Fondazione Edmund Mach)

 

L'agricoltore può quindi selezionare per quali campi intende effettuare il trattamento e in questo modo il sistema determina la superficie da irrorare. Viene poi chiesto con quale, tra i prodotti disponibili, si vuole intervenire e a quale concentrazione si vuole effettuare la miscela. Dopodiché l'utente inserisce all'interno della botte il tubo di distribuzione e la miscela fluisce all'interno automaticamente, con una pesatura dell'agrofarmaco precisa al grammo. L'operatore può effettuare il trattamento ed eventualmente tornare alla vasca per effettuare un nuovo carico.

 

"Tutto il sistema è completamente automatizzato e solleva l'agricoltore dal fare i calcoli sui volumi di acqua e di agrofarmaco e sull'effettuare manualmente la miscelazione", sottolinea Gastone Dallago. "In ogni momento inoltre l'agricoltore può scaricare il resoconto digitale dei trattamenti effettuati, utili per la compilazione del registro dei trattamenti e si risparmia la fatica di andare presso le rivendite ad acquistare i prodotti nella corretta quantità".

 

Il sistema di miscelazione è dotato di un serbatoio dell'acqua e fino a sei contenitori per gli agrofarmaci, tra fungicidi ed insetticidi. La scelta dei prodotti da mettere a magazzino viene fatta dai tecnici della cooperativa ad inizio anno sulla base di disciplinari regionali e coordinandosi con il Servizio tecnico della Fem, nonché con le principali organizzazioni di produttori sul territorio. In questo modo, quando l'agricoltore riceve il bollettino, andando presso la vasca di distribuzione è sicuro di trovare gli agrofarmaci consigliati.

 

Una volta selezionata la miscela l'erogazione è automatica, senza che l'agricoltore debba toccare flaconi o il prodotto fitoiatrico

Una volta selezionata la miscela l'erogazione è automatica, senza che l'agricoltore debba toccare flaconi o il prodotto fitoiatrico

(Fonte foto: Gastone Dallago, responsabile del Centro di Saggio della Fondazione Edmund Mach)

 

"Gli agricoltori sono estremamente felici di questa innovazione, disponibile ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, perché evita loro di doversi recare presso le rivendite ed effettuare manualmente la miscela. È un elemento di sicurezza e di facilità estremamente positivo per la sostenibilità economica e ambientale del territorio", conclude Dallago.

 

Un ulteriore aspetto innovativo è che tutti i movimenti dei prodotti fitosanitari sono tracciati e contabilizzati, proprio come richiesto dall'Unione Europea. Ogni utente è infatti registrato e tutti i prelievi sono associati al nome dell'utilizzatore, che non può ritirare più miscela di quanta serva a trattare i propri propri campi. Questo assicura una trasparenza totale e un rispetto dei disciplinari di produzione che rappresenta una garanzia per il territorio e per il consumatore.