Febbraio porta i prezzi del grano duro fino nazionale sulla piazza di Foggia ad una flessione, sia sul mercato all'origine che su quello all’ingrosso. Lo rivelano tanto le ultime rilevazioni pubblicate da Ismea quanto le quotazioni di ieri della Borsa merci del capoluogo pugliese.

All’origine, l'ultima rilevazione resa nota da Ismea, con 240 euro alla tonnellata di prezzo minimo e 245 di prezzo massimo, è riferita al 20 febbraio scorso e data per stabile sulla rilevazione precedente, presumibilmente quella del 13 febbraio scorso. Il che significa una diminuzione di prezzo di 5 euro rispetto ai massimi registrati il 23 e il 30 gennaio dallo stesso istituto. Parimenti, i prezzi del grano duro fino nazionale all'ingrosso in Puglia alla quarta settimana di febbraio sono calati di 3 euro alla tonnellata, così che, in questa fase, su Foggia, il mercato all'ingrosso ha un prezzo minore di 1 euro dell'ultimo reso noto da Ismea all'origine.

Ieri, 27 febbraio 2019, nell’ottava seduta della Borsa merci di Foggia, il cereale pastificabile nazionale all'ingrosso ha registrato un prezzo di 239 euro sui minimi e 244 sui valori massimi, mostrando per la prima volta segni di cedimento dopo che per quattro sedute consecutive – tra gennaio e febbraio - erano stati confermati i prezzi di 242,00 euro alla tonnellata sui minimi e di 247,00 euro sui massimi. Invece, i valori rilevati ieri restano comunque maggiori di 11 euro rispetto ai 228-233 messi a segno il 19 dicembre scorso. I prezzi di ieri si attestano a ben 25 euro in più di un anno fa, sia sui valori massimi che sui minimi, il 28 febbraio 2018. Il rialzo complessivo del grano duro all'ingrosso a Foggia tra il valore registrato il 7 novembre e quello registrato ieri è di 22 euro alla tonnellata.
Secondo l'Osservatorio prezzi della Camera di commercio di Foggia calano di 3 euro anche tutti i grani slavati, mentre si conferma stabile il prezzo del biologico.
 

Fattori che influenzano il mercato

Secondo l’ultima newsletter cereali di Borsa merci telematica italiana, tali lievi ribassi erano comunque previsti poiché attesi dagli operatori. Un rimbalzo tecnico in ogni caso, poiché a spingere all'insù i prezzi medi del grano duro fino nazionale in gennaio 2019 al di sopra del 3,60% di quanto registrato un anno fa, secondo l’indice Finc di Bmti, sono le condizioni di mercato. Al rallentamento delle importazioni, già segnalato la scorsa settimana, si affiancano le previsioni per la prossima annata: “Le stime sulle semine diffuse dall’Istat nelle scorse settimane indicano una riduzione delle superfici del 2,1% rispetto al 2018, sulla scia dei minori ettari che si prevedono nelle regioni del Nord e del Centro – ricorda Bmti, che aggiunge - Stabili le superfici attese al Sud (+0,1%)”.
 

Prezzi all'origine a Foggia

Ismea ha rilevato il 20 febbraio 2019 i prezzi del grano duro fino sulla piazza di Foggia alle condizioni di "franco magazzino-partenza" a 240 euro sui valori minimi e 245 euro sui massimi, prezzi stabili sull'ultima rilevazione, presumibilmente quella del 13 febbraio, non pubblicata, ed in diminuzione di 5 euro sulla rilevazione del 30 gennaio scorso, penultima resa nota. I prezzi restano così comunque più alti di 10 euro sulle rilevazioni del 12 dicembre e con un incremento di 30 euro su quelle del 7 novembre e su quelle ancora precedenti del 10, 17, 24 e 31 ottobre, che erano state pari a 210-215 euro/tonnellata.

I valori del 20 febbraio scorso si rivelano in ogni caso maggiori di 40 euro a tonnellata rispetto al 20 giugno 2018, quando i prezzi all'origine rilevati dall'istituto erano pari a 200,00 euro a tonnellata sui valori minimi e 205,00 sui massimi. Rispetto al 7 febbraio 2018, quando Ismea rilevava su Foggia il cereale pastificabile a 215-220 euro a tonnellata, prezzo presumibilmente mantenutosi tale fin verso il 20 del mese, i prezzi del 20 febbraio 2019 risultano maggiori di 25 euro.

Al momento, i prezzi all'origine del 30 gennaio 2019 - attestati a 245-250 euro/ton - restano i più alti della mietitura 2018 rilevati a Foggia, anche perché superiori di 20 euro ai valori rilevati dallo stesso Istituto il 19 settembre, quando il grano duro fino si attestò a 225-230 euro, prima dell'inizio della fase di calo da 15 euro intervenuta tra quella data e il successivo 10 ottobre.
 

Prezzi all'ingrosso a Foggia

Il grano duro biologico, fissato per la prima volta alla Borsa merci di Foggia il 4 luglio 2018 a 360-365 euro alla tonnellata, valore replicato per ben diciassette sedute consecutive, ha confermato ieri per la decima volta, nella ventinovesima rilevazione dell'Osservatorio prezzi, il valore di 375 euro sui minimi e 380 euro sui massimi, pari a quella del 20 febbraio scorso e si tiene a 15 euro sopra la quotazione del 14 novembre, ultima della fase di stabilità iniziata ai primi di luglio.

A Foggia il grano duro fino nazionale della mietitura 2018 ha messo a segno ieri la trentunesima quotazione di stagione rilevata alla Borsa merci della Camera di commercio dall'Osservatorio prezzi, in calo di 3 euro la tonnellata sulle quotazioni del 20 febbraio scorso: 239,00 euro a tonnellata sui valori minimi e 244,00 di prezzo massimo alle condizioni di "franco partenza luogo di stoccaggio" per il cereale in buone condizioni e con un contenuto proteico minimo del 12,5%.

Si tratta di valori superiori di 11 euro rispetto alle sedute del 19,12 e 5 dicembre 2018, e maggiori di 22 euro rispetto alle sedute del 7 novembre 2018 e del 31, 24, 17 e 10 ottobre scorsi, settimane nelle quali si era sempre replicata la medesima quotazione di 217-222. La quotazione di ieri risulta superiore a quella del 23 maggio scorso di 39 euro alla tonnellata. Il prezzo di ieri risulta maggiore a quello dello stesso periodo della passata campagna commerciale di 25 euro, poiché il 28 febbraio 2018 il grano duro fino a Foggia risultò quotato a 214-219 euro alla tonnellata.

Le quotazioni dei grani duri slavati ieri sono tutte parimenti diminuite di 3 euro alla tonnellata rispetto alle ultime quattro sedute, sia nei valori minimi che nei massimi. Il prodotto slavato da 77-78 chilogrammi ogni 100 litri di volume è sceso ieri a 227 euro sui minimi e 232 sui massimi. Stessa scena anche nella categoria dei grani duri slavati con peso litrico inferiore a quello del grano duro fino. Il grano duro tra 75 e 76 chilogrammi ogni 100 litri di volume è calato ieri a 217-222 euro. Il grano con meno di 75 chilogrammi per 100 litri di volume, tocca invece i 207 euro sui minimi e i 212 euro sui massimi.