Ieri i carabinieri del Nas di Bari hanno sequestrato in un caseificio della murgia barese circa 3 tonnellate e mezzo di cagliata di provenienza estera (tedesca e irlandese), in parte rinvenuta con termine minimo di conservazione abbondantemente superato ed in parte in pessimo stato di conservazione e congelata in assenza di specifiche procedure.

I controlli, nati anche da un'analisi dei prezzi di vendita al dettaglio, ritenuti non compatibili con i costi della materia prima e della gestione del caseificio, hanno impedito l'immissione nella filiera commerciale nazionale di prodotti caseari potenzialmente pericolosi per la salute del consumatore, per un valore di circa 90mila euro.
 
Il titolare dell'attività, un cittadino barese 59enne, è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria per aver detenuto alimenti in cattivo stato di conservazione.
 
“L'intervento dei carabinieri del Nas conferma quanto sia preziosa la loro azione nell'interesse dei consumatori e dei produttori. Tanto più preziosa in quanto preventiva, poiché è stata impedita l'immissione in commercio di prodotto potenzialmente nocivo per il consumatore e che avrebbe rappresentato una distorsione del mercato e danni per l'economia, l'operato e l'immagine di tante aziende dove veri allevatori svolgono la propria attività mantenendo alto il buon nome del made in Italy sicuro e di qualità".
Lo ha affermato il presidente della Copagri, Franco Verrascina
 
“In questo come in tutti i casi dove venissero acclarate le responsabilità di soggetti senza scrupoli che nulla hanno a che fare con la produzione agroalimentare – ha aggiunto Verrascina - è necessario inibire lo svolgimento di qualsiasi attività nella catena che va dalla produzione alla commercializzazione di prodotti alimentari. Il caso in questione, poi, ripropone la necessità dell'obbligatorietà dell'origine in etichetta, tanto in Italia quanto nel resto d'Europa”.
 
“Un plauso ai carabinieri del Nas di Bari per l’operazione che ha portato al sequestro di 3 tonnellate e mezzo di cagliata estera, in pessimo stato di conservazione e priva delle specifiche di legge. I controlli sono essenziali a tutela del consumatore e delle aziende per bene, ma evidentemente non bastano a scoraggiare chi è tentato dalla via facile e comoda, benché illecita”.
È il commento del senatore Dario Stefàno, già assessore all'Agricoltura della giunta Vendola e coordinatore di Noi a Sinistra per la Puglia, alla notizia del sequestro.

“Un altro duro colpo al made in Puglia - sottolinea Stefàno – sempre più nel mirino di chi sfrutta le pieghe di una normativa che necessita di essere cambiata. L’indicazione d’origine, la tracciabilità, la trasparenza devono essere gli elementi, obbligatori, che possono restituire certezza al consumatore e dignità - e reddito - a quelle aziende del settore, da sempre attente a garantire la grande qualità dei prodotti di Puglia”.