E’ stato decodificato il trascrittoma ovvero la parte espressa del genoma delle olive. Il lavoro, pubblicato sulla rivista BMC Genomics, si deve ad un consorzio italiano guidato da Enea (Centri di Trisaia e Casaccia) e Cnr (Istituto di genetica vegetale di Perugia).

L’olivo (Olea europaea), appartenente alla famiglia delle Oleaceae, è coltivato fin dall’antichità nell’area mediterranea dove ve se ne trovano circa 1200 varietà; quasi la metà di queste sono presenti in Italia dove contribuiscono alla produzione degli oli di oliva migliori del mondo. L’olivo è una pianta molto longeva che, in condizioni climatiche favorevoli può vivere per molti secoli. L’Italia è il secondo Paese produttore di olio d’oliva, dopo la Spagna e prima della Grecia
 
Oltre all’olio, nelle olive in maturazione si accumulano altre sostanze di grande interesse salutistico, come i biofenoli (in particolare l’oleuropeina), gli steroli e i precursori dei composti volatili. La ricerca si è concentrata sul sequenziamento di geni di due varietà, Coratina e Tendellone, che presentano rispettivamente alto e basso contenuto di polifenoli. Sono state individuate decine di migliaia di geni nuovi, molti dei quali controllano la formazione dei trigliceridi, dei polifenoli e delle sostanze aromatiche che sono alla base del “bouquet” dell’olio.
 
Questa ricerca, oltre a permettere una migliore comprensione delle proprietà organolettiche e medicinali dell’olio di oliva, potrà contribuire a promuovere e difendere le produzioni tipiche italiane e costituisce un passo importante verso la decodifica dell’intero genoma di questa pianta.