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Agnello di Sardegna: "Marchiare Igp tutta la produzione isolana"

Il presidente del Contas, Battista Cualbu, ribadisce l'obiettivo e intanto si avvicina una scadenza importante: entro il 30 novembre vanno notificati all'ente di tutela i marchi auricolari per agnelli non utilizzati

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il mercato più importante è quello dei periodi di natale e pasqua
Fonte foto: © JoannaTkaczuk - Fotolia

Sono 755mila i capi ovini certificati e macellati con il marchio Igp Agnello di Sardegna nel 2016.
Un dato in forte aumento rispetto agli anni precedenti (+16% solo nell'ultimo anno) e che negli obiettivi del Consorzio di tutela Agnello di Sardegna Igp deve puntare a sovrapporsi - nelle prossime annate – a quello espresso dalla totalità dei capi prodotti nell'Isola.

"L'obiettivo è quello della certificazione della totalità dei capi – spiega Battista Cualbu, presidente del Consorzio che raccoglie fino ad ora ben 4mila pastori associati – Questo consentirà di distinguere i nostri agnelli da quelli provenienti da oltre Tirreno e di conseguenza avere maggiore forze sul mercato".

Con l'inizio della nuova annata sono necessari degli adempimenti, alcuni dei quali riguardano direttamente gli allevatori. Uno di questi è la comunicazione del numero dei marchi auricolari in giacenza, quelli che non sono stati utilizzati, da farsi entro il 30 ottobre 2017.

Il Consorzio di tutela cresce di anno in anno come soci e come numero di agnelli macellati Igp. In dieci anni gli aderenti al sodalizio sono passati da 251 ad oltre 4mila, mentre i capi certificati, cioè gli agnelli venduti marchiati Igp, sono passati da 69mila ai 755mila del 2016.

Tale performance è legata alla marchiatura, che consente la riconoscibilità dell'origine dell'agnello di Sardegna sui mercati nazionali ed esteri. L'andamento del mercato dell’Agnello di Sardegna ha due punte di vendite all’anno, legate alle feste religiose.

Per natale si macellano la maggior quantità di agnelli di Sardegna Igp, il 50% circa della produzione totale sarda, e se ne vendono tantissimi all'estero. A pasqua, invece, se ne lavora il 25%, ma la quasi totalità è consumata in Italia, a farla da padrone proprio la zona di origine.

"Entro il 30 ottobre, e comunque prima di ordinare nuovi marchi - ricorda il neo direttore del Contas, Alessandro Mazzette - gli allevatori devono comunicare il numero di marchi auricolari residui, inviando una e-mail all'indirizzo info@agnellodisardegnaigp.it, dove si dovrà indicare ragione sociale dell'azienda, nome e cognome, codice aziendale e numero di marchi avanzati dagli anni precedenti".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: carne mercati ovini IGP

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