Nuova/vecchia frontiera: gli elicitori

Sono numerosi i prodotti fitosanitari utilizzati in Europa: l'abamectina, lo spinosad, le gibberelline sono solo alcuni esempi di principi attivi che hanno raggiunto non solo il successo commerciale ma soprattutto l'autorizzazione Europea.

L'oligosaccaride in questione, dall'impiego innovativo, rappresenta quella tipologia di prodotti che la direttiva 91/414 aveva trascurato, avendo dettato linee guida solo per le sostanze chimiche (e quindi per i prodotti tradizionali) e per quelle microbiologiche. In mancanza di precise direttive di riferimento, anche se la Francia aveva diffuso un documento mai divenuto provvedimento comunitario, i requisiti per l'autorizzazione europea per le sostanze estratte da matrici vegetali si dovevano per forza rifare a quelle per le sostanze chimiche, spaventando molti produttori per gli ingenti investimenti richiesti, giustificabili solo in presenza di una copertura brevettuale e con prospettive commerciali spesso incerte. Il risultato è che queste tipologie di sostanze sono infatti spesso commercializzate in maniera illegale con descrizioni più o meno fantasiose.

Il prodotto in questione è invece un composto appartenente ad una categoria di molecole già presenti in natura (è estratto dalle mele) e dalla comprovata sicurezza per l'uomo e l'ambiente, dove il produttore ha presentato un dossier “abbordabile”, con molta bibliografia ma con un “pacchetto” completo di studi di chimico fisica, metodiche analitiche (indispensabili per la caratterizzazione e l'identificazione della sostanza), tossicità acuta, oltre ad uno studio di tossicità a breve termine (28 giorni) e ovviamente il “pacchetto” delle prove di efficacia, indispensabili non solo ai fini autorizzativi, ma anche come strumento di marketing, in quanto la registrazione è condizione necessaria ma non sufficiente per il successo commerciale di qualsiasi agrofarmaco. Vista l'origine naturale del prodotto, la valutazione del dossier ad opera dello stato relatore Francia, avallata dagli altri stati membri e dall'EFSA ha anche ritenuto non necessario fissare un valore di ADI (Dose Giornaliera Ammissibile), AOEL (Livello Accettabile di Esposizione degli Operatori), nè tantomeno di ArfD (Dose Acuta di Riferimento), rendendo di fatto non necessaria l'effettuazione di prove residui sulle derrate alimentari e di valutazioni approfondite del rischio per operatori, astanti e lavoratori che si trovano ad accedere alle zone trattate.

La prossima sfida: la peronospora

Le potenzialità di questi elicitori di origine naturale sono sulla carta notevoli: vedremo se tra i prodotti in grado di stimolare le difese naturali della vite contro ad esempio la peronospora potremo annoverare anche un altro oligosaccaride, dal profilo tossicologico e ambientale favorevole e soprattutto dal dossier “abbordabile”.

Per saperne di più

Sito dell'Agenzia Francese per la Sicurezza Alimentare (che ha valutato il prodotto): http://www.afssa.fr/index.htm

Conclusione dell'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) dell'heptamaloxyloglucan: http://www.efsa.europa.eu/en/scdocs/scdoc/334r.htm