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Bologna Fiere e Eima International, l'accordo c'è

La conferma il primo febbraio 2017: l'esposizione di agrimeccanica rimarrà a Bologna fino al 2030. Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma: "Oggi è un giorno di festa!"

Serena Giulia Pala di Serena Giulia Pala

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Da sinistra a destra, Antonio Bruzzone, Virginio Merola, Massimo Goldoni, Franco Boni e Stefano Bonaccini alla conferenza stampa tenutasi a Bologna
Fonte foto: Agronotizie

Il primo febbraio 2017, a Bologna, si respirava un'atmosfera di grande soddisfazione alla conferenza stampa di presentazione dell'accordo tra BolognaFiere e FederUnacoma, firmato ufficialmente dopo accese trattative.

Il patto stipulato prevede lo svolgimento a Bologna dell'Eima International per altre otto edizioni biennali, ovvero fino al 2030, a condizione che il polo espositivo della città sia ristrutturato entro il 2024, come richiesto da tempo.
Infatti la rassegna internazionale di macchine agricole, pur essendosi sempre svolta nel capoluogo emiliano romagnolo fin dalla prima edizione nel 1969, riscuote sempre più successo e richiede spazi e strutture che, fino ad oggi, BoFiere ha offerto con difficoltà.

"L'accordo in questione, essendo l'ultimo tassello mancante per il rinnovo dei contratti delle manifestazioni internazionali ospitate a Bologna, - ha dichiarato con compiacimento Franco Boni, presidente di BolognaFiere dal 26 marzo 2016 - assegna al nostro quartiere espositivo il ruolo di fiera dei grandi distretti industriali del made in Italy".
 
Franco Boni, presidente di BolognaFiere dal 2016

Soddisfatto pure Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma, ente organizzatore di Eima. "Il contratto appena firmato consacra Bologna capitale mondiale della meccanica agricola, - ha affermato - poiché tiene conto del potenziale futuro dell'Eima".
"In più l'Emilia Romagna, caratterizzata dalla forte presenza di case costruttrici di macchine e attrezzature agricole, - ha aggiunto - non può che trarre vantaggio dall'accordo, che avvicina ancor più l'agricoltura e l'industria in questa regione".

I passaggi del revamping di BoFiere
Secondo l'intesa raggiunta, BolognaFiere si impegna in diversi interventi di ristrutturazione del quartiere espositivo, distribuiti nell'arco dei prossimi otto anni, ed in due step di monitoraggio del progetto, in programma nel 2018 e nel 2022.
Gli obiettivi del piano sono il raggiungimento di una superficie espositiva netta pari a 140 mila metri quadrati e la creazione di padiglioni all'avanguardia in termini di comfort e funzionalità.

I passaggi fondamentali della riqualificazione sono stati esposti prima da Antonio Bruzzone, direttore generale di BoFiere da giugno 2015, e poi dall'architetto Di Gregorio, il cui studio è stato incaricato della stesura del progetto.
"Tra gli interventi previsti, - ha spiegato Bruzzone - sono in programma la ricostruzione dei padiglioni 29 e 30, il miglioramento dei padiglioni 15, 18 e 20, che risulteranno più fruibili, l'ampliamento di Piazza della Costituzione e la creazione di due ingressi, più adeguati ad accogliere i visitatori durante le manifestazioni internazionali".
 
Antonio Bruzzone, direttore generale di BoFiere dal 2015

L'architetto ha invece esposto le linee guida del progetto, chiarendo che "il quartiere espositivo, pur vivendo attualmente in maniera ridotta rispetto alle sue potenzialità, diverrà un elemento cittadino e urbano, non utilizzabile solo durante gli eventi fieristici, ma anche in altre occasioni" e promettendo che l'ampliamento sarà condotto in vista dell'aumento della funzionalità.
 
L'architetto Di Gregorio, responsabile del progetto di revamping della fiera bolognese

L'investimento complessivo per la ristrutturazione della fiera si colloca all'interno del Piano di sviluppo della società, approvato dall'assemblea dei soci lo scorso dicembre. "Tutto ciò ci consente di rafforzare, in collaborazione con il Comune e la Regione, la nostra competitività a livello internazionale, - ha comunicato Boni - offrendo alle manifestazioni da noi ospitate nuove opportunità di business".

Storia dell'accordo BoFiere-FederUnacoma
La spiegazione dell'iter, attraverso cui si è giunti all'accordo presentato settimana scorsa, è stata affidata a Franco Boni.
"Se siamo ancora qui, nonostante le difficoltà, è grazie alla valenza indistruttibile della fiducia e dell'amicizia - ha affermato il presidente della fiera bolognese - Questi valori ci hanno permesso di arrivare, seppur in ritardo di dieci anni rispetto ad altri siti espositivi, fino a questo patto".

Secondo l'ex presidente della fiera di Parma, "ora è necessario puntare sull'internazionalizzazione e sull'aggregazione, tenendo presente che BolognaFiere è ai primi posti tra le fiere italiane all'estero e che la battaglia non si combatte in Europa, ma nel mondo".
Lo sviluppo di un legame più forte tra fiera e città e la promozione più efficace dell'industria nazionale sono solo alcune delle speranze sul futuro espresse da Franco Boni, prima di lasciare la parola a Massimo Goldoni.
 
Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma dal 2012

Il presidente di FederUnacoma, dopo aver ricordato quanto le persone abbiano fatto la differenza e aver ringraziato tutti i soggetti che hanno reso possibile la firma dell'accordo, ha dichiarato con enfasi: "Oggi è un giorno di festa! Il lavoro svolto, in cui abbiamo creduto profondamente, è stato premiato".

"Negli ultimi dieci anni, si è assistito al cambiamento del modello di business e al conseguente cambio del modo di affrontare una fiera, - ha continuato Goldoni - che oggi è un happening a tutto campo per l'incontro dei player di un determinato settore".
"Durante l'organizzazione dell'Eima, pur non potendo discostarci dall'innovazione e dall'internazionalizzazione, siamo riusciti a rinnovarci radicandoci nella tradizione" ha aggiunto l'industriale modenese, decisamente soddisfatto dell'accordo - Tuttavia c'è ancora molto da fare... Coniugare l'innovazione e la tradizione ed interfacciarsi con il territorio sono tra gli asset fondamentali per la rassegna internazionale di agrimeccanica".
 
Un momento della conferenza di presentazione dell'accordo tra BoFiere e FederUnacoma

Eima International: un'esposizione, una promessa
Perchè tanta soddisfazione da Goldoni per l'accordo sulla ristrutturazione del polo di Bologna? Perchè il presidente e l'intera federazione auspicano che questo sia il passo decisivo per portare l'Eima ai primi posti nel mondo tra le rassegne di settore e tra le piattaforme privilegiate per gli operatori internazionali. 

Finora l'esposizione internazionale di macchine agricole, oltre ad aver riscosso un successo notevole, ha battuto tutti i record.
Lo dimostrano le ultime cinque edizioni biennali, che, pur dovendo affrontare tempi difficili a causa della crisi globale e della proliferazione di fiere in ogni angolo del pianeta, hanno registrato un incremento non solo di espositori e visitatori, ma anche di presenze estere, con imprese espositrici da quarantacinque paesi, operatori in visita da oltre 160 stati e 80 delegazioni ufficiali da settanta paesi.

In particolare, l'Eima è passata da 1.635 espositori nel 2008 a 1.915 lo scorso anno, registrando un aumento del 17 per cento, e da 140.700 visitatori nel 2008 a 285 mila nel 2016, rilevando addirittura un +103%. Anche l'incremento di presenze straniere, pari al 98 per cento, non deve stupire, dato che si è passati da 22.500 operatori nel 2008 a 44.500 lo scorso novembre.
 
Il numero di visitatori all'Eima International dall'edizione 2008 a quella 2016
(Fonte foto: © FederUnacoma)

I numeri riportati hanno imposto una riflessione seria sul futuro della rassegna, che man mano richiederà una superficie espositiva maggiore e padiglioni più moderni e funzionali. Da questa riflessione è nata la proposta del piano di revamping della fiera di Bologna, che d'ora in poi diverrà la location ideale per l'Eima, senza dover ricorrere a spazi provvisori e aree esterne.

Quale legame tra la fiera di Bologna ed il territorio?
In qualità di ente organizzatore del secondo quartiere espositivo italiano, la società capogruppo BolognaFiere organizza oltre 80 manifestazioni in Italia e all'estero, a cui partecipano annualmente più di 1,3 milioni di operatori e 14 mila espositori, di cui il trentacinque per cento stranieri (Fonte: Emeca, 2015).

Gli eventi business to business organizzati dalla società promuovono diversi settori, dall'agroindustria al biologico/naturale per citare quelli appartenenti al mondo agricolo.
A Bologna le varie imprese hanno la possibilità di sviluppare contatti commerciali e dedicarsi alla formazione e all'informazione professionale, oltre che usufruire di un gran numero di servizi e attività culturali non direttamente legati all'esperienza in fiera.
Ne risulta un'esperienza fieristica stimolante e unica nel suo genere.

Localizzato in una posizione centrale rispetto ai principali assi di collegamento e quindi facilmente raggiungibile, il quartiere espositivo di Bologna ha un altro grande pregio: la profonda integrazione nel territorio. Quest'aspetto fa della fiera bolognese uno strumento importante realmente al servizio delle imprese nazionali.

Al di là dei benefici riportati dalle aziende espositrici in fiera, l'attività di BoFiere influenza positivamente lo sviluppo del turismo e ha un indotto incisivo sul territorio. Basti pensare che, nel 2015, le manifestazioni ospitate nei pressi di Piazza della Costituzione hanno determinato una ricaduta totale sull'economia bolognese pari a 890 milioni di euro.
Il 42% di questa cifra è andato ad alberghi e ristoranti, il venticinque per cento ai servizi professionali, il 10% al comparto manifatturiero e circa l'otto per cento ai commerci.
 
L'indotto economico dell'attività di BolognaFiere sul territorio
(Fonte foto: © Nomisma)

In particolare, l'indotto economico diretto si attesta a 306 milioni di euro, di cui circa il 50 per cento riguarda vitto e alloggio per gli espositori, mentre l'indotto indiretto ammonta a 585 milioni di euro, di cui il 38 per cento va sempre ai settori alberghiero e della ristorazione (Fonte: Nomisma).

A Bonaccini e Merola il compito di concludere
Alla conferenza stampa dello scorso 1 febbraio, sono intervenuti anche Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna dal 2014, e Virginio Merola, sindaco di Bologna rieletto nel 2016.

Secondo Bonaccini, "L'accordo tra BolognaFiere ed Eima costituisce un punto fermo, sulla base del quale la città può continuare ad essere vetrina della meccanica agricola mondiale".
"Consapevole del fatto che le fiere sono un mezzo rilevante del sistema di promozione e internazionalizzazione del territorio e che questa regione è tra quelle leader in Italia in questo senso, - ha continuato il presidente - sono soddisfatto che l'accordo riconosca la centralità del nostro sistema fieristico, fondamentale per l'apertura al mondo del sistema produttivo dell'Emilia Romagna".

Infine il governatore ha espresso contentezza per aver appoggiato il piano di revamping di BoFiere, che consente l'ulteriore sviluppo dell'economia e del marketing territoriale.
 
Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna dal 2014

Soddisfatto per il "grande traguardo raggiunto, per nulla scontato" pure il sindaco Merola, che ha chiarito quanto tutti i soggetti interessati siano determinati a rispettare i tempi dell'accordo e a rafforzare il sistema fieristico in modo tale che risulti adeguato alle esigenze attuali.
"Quest'accordo getta le basi per maggiori iniziative di promozione internazionale - ha aggiunto il sindaco - e, una volta entrato nella fase di attuazione, consentirà di lanciare segnali di coinvolgimento alla città, in occasione delle prossime edizioni dell'Eima".
 
Virginio Merola, sindaco di Bologna eletto per la prima volta nel 2011

Il primo cittadino di Bologna ha concluso accennando alla discussione in corso con Ferrara e Modena, relativa ad un accordo per la rappresentanza in fiera dell'area metropolitana.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: eima fiere macchine agricole accordo aggregazione Eima International 2016

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