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Psr Campania, c'è l'ok di Bruxelles alle modifiche

L'8 febbraio 2017 il consigliere delegato all'Agricoltura Francesco Alfieri ha convocato al tavolo verde le organizzazioni professionali agricole e il mondo della cooperazione agroalimentare

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Francesco Alfieri: 'Con il tavolo verde intendiamo rendere ancora più proficuo il dialogo con le organizzazioni più rappresentative della nostra agricoltura'
Fonte foto: © Mykola Mazuryk - Fotolia

"La revisione del Programma di sviluppo rurale della Campania 2014-2020 che si è chiusa con esito positivo a Bruxelles". Così oggi, 9 febbraio 2017, in un comunicato stampa di Palazzo Santa Luca il consigliere delegato all'Agricoltura del presidente De Luca Francesco Alfieri.

La notizia, che pure era attesa per la fine del mese in corso, è stata data da Alfieri in una nota dove fa sapere che la Regione Campania ha convocato ieri, 8 febbraio 2017, il tavolo verde e ha istituzionalizzato l'ufficio per la trattazione dei problemi del comparto agroalimentare in relazione alla revisione del Primo pilastro della Politica agricola comunitaria, coinvolgendo le organizzazione agricole e la cooperazione agroalimentare.

"Con il tavolo verde - dichiara Alfieri - intendiamo rendere ancora più proficuo il dialogo con le organizzazioni più rappresentative della nostra agricoltura. Ci attende un lavoro serrato e rigoroso ed auspico che le associazioni, mettendo da parte l'antagonismo, adottino un approccio di maggiore apertura verso gli altri attori della filiera agricola, compresi i centri di ricerca e di innovazione, e collaborativo con la regione".

Il tavolo, grazie all'ufficio dedicato al primo pilastro della Pac, si propone come strumento di confronto e di raccordo dal basso tra gli attori del comparto e il ministero per le Politiche agricole e mira a fare della Regione Campania parte attiva nei processi decisionali.

E' stata questa la reazione della regione all'invito del Mipaaf per l'avvio di una riflessione approfondita sul futuro del primo pilastro Pac oltre il 2020.
Il primo incontro, tenutosi ieri, è stato però interlocutorio: "Non solo le organizzazioni agricole non conoscono ancora gli effetti del primo pilastro Pac in Campania della programmazione 2014-2012, ma ignoriamo ancora in che misura possa mutarne il segno la revisione di medio termine" afferma ad AgroNotizie Paolo Di Palma, direttore di Confagricoltura Campania.

In attesa di dati sui quali sviluppare una riflessione tecnica più accurata, l'Alleanza delle cooperative della Campania - settore agroalimentare, rappresentata dal presidente di Fedagri confcooperative Campania Alfonso Di Massa dice la sua.

"Come cooperazione confidiamo nella presenza della Regione Campania ai tavoli della politica nazionale e comunitaria affinché si attuino decisioni attente a processi aggregativi e non discriminanti nei confronti delle piccole e medie imprese - afferma Di Massa, che sottolinea - concordiamo con la necessità di ritrovare come Regione Campania la voglia di guidare i processi, accettando la sfida di vedere riconosciute le nostre peculiarità territoriali.
L'innovazione, la cultura, l'internazionalizzazione costituiscono senz'altro i grandi temi su cui si gioca il futuro delle cooperative e di tutte le imprese agricole ed agroalimentari. Siamo certi che, guidati dalle istituzioni, riusciremo ad esprimere una voce unica e coesa sulle riforme da apportare alla Pac".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: pac organizzazioni agricole politica agricola

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