Accedi Registrati Non ricordi la password? ?  
30 anni di Image Line
Una Mano per i Bambini

Forum

Home   Supporto

Iscriviti alla community per partecipare al forum e vedere gli autori dei messaggi

Difesa da funghi e batteri: Dosaggio fitofarmaci
Discussione avviata lunedì 23 novembre 2009 - 20:07 • viste: 39805 • risposte: 11

dosaggio fitofarmaci

Scritto lunedì 23 novembre 2009 - 20:07

Salve a tutti,
qualcuno sa dirmi se utilizzando un'atomizzatore a spalla (a basso volume di acqua) le dosi dei fitofarmaci vanno raddoppiati?

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto martedì 24 novembre 2009 - 15:26

luigino-rossi wrote:

Salve a tutti,
qualcuno sa dirmi se utilizzando un'atomizzatore a spalla (a basso volume di acqua) le dosi dei fitofarmaci vanno raddoppiati?

Scioccatobuonpomeriggio,
le dosi dei fitofarmaci espresse in etichetta dalle case produttrici sono espresse a ettolitro o a ettaro. Nel caso di dose a ettaro, mantieniti all'etichetta, per quanto riguarda le dosi a ettolitro, le ditte intendono volumi d'acqua di 10 hl per ettaro, es: 200 grammi/hl sono 2 kg per ettaro... Per i diserbi mantieni sempre la dose a ettaro.
mandi, duca73Agrofarmaco

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto martedì 24 novembre 2009 - 21:14

buonasera,
scusami duca73 mi sembra di capire che bisogna decuplicare il prodotto da utilizzare: non è un pò troppo?
Inoltre, nei casi dove in etichetta è riportato il dosaggio ml/hl, viene applicata la stessa regola?

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto mercoledì 25 novembre 2009 - 08:53

luigino-rossi wrote:

buonasera
scusami duca73 mi sembra di capire che bisogna decuplicare il prodotto da utilizzare, non è un pò troppo?
Inoltre, nei casi dove in etichetta è riportato il dosaggioml/hl, viene applicata la stessa regola?

Buongiorno,Confuso
allora, con i fungicidi devi mantenere sempre la dose ettaro, quindi se un antiperonosporico o antioidico vanno 200 gr/hl in 10 ettolitri/Ha di acqua, se tu ne fai 400 di ettolitri/Ha la dose sarà 500 gr/hl. Vale la stessa regola per le dosi espresse in ml/hl, mandi.

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto domenica 26 febbraio 2012 - 14:58

Si giusto ma se devo fare un'atomizzatore a spalla?
Grazie ...Molto felice

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto lunedì 27 febbraio 2012 - 15:19

luigino-rossi wrote:

Salve a tutti,
qualcuno sa dirmi se utilizzando un'atomizzatore a spalla (a basso volume di acqua) le dosi dei fitofarmaci vanno raddoppiati?

E' il solito dilemma che spesso incarta anche chi deve utilizzare macchine più capienti; con l'atomizzatore a spalle e le dosi per ettaro capisco la difficoltà soprattutto se le superfici sono piccole e quindi ben lungi dai parametri di riferimento.
La macchina in questione di solito porta un registro volumetrico, sostanzialmente un rubinetto la quale maggiore o minore apertura determina il volume di liquido distribuito a parità di velocità di avanzamento e numero di giri del motore. Va da se quindi che meno apriremo più nebulizzeremo e maggiore sarà la concentrazione per hl o per la capacità del serbatoio dell'attrezzo a nostra disposizione.
Riassumendo, di solito si viaggia a 3 concentrazioni alla minima apertura, vale a dire che in 10 litri, ad esempio, dobbiamo introdurre il prodotto normalmente utilizzato, al cosidetto volume normale, in 30 litri.
Significa anche che se con quest'ultimo parametro si distribuivano convenzionalmente 1000 lt/ettaro, col nostro atomizzatore ne basteranno 333..., cioè un terzo del fabbisogno. A questo punto si spiega meglio il principio per il quale le dosi sono ormai espresse tutte per unità di superficie, poi si dovranno valutare caratteristiche delle macchine e ci si dovrà ovviamente relazionare al sesto di impianto.
Il vantaggio sarà, meno acqua, minori soste per i rifornimenti, meno sforzo per portare il tutto e anche meno dispersione nell' ambiente. Per contro, data la finezza delle particelle, che la ventola centrifuga provoca, avremo maggiori rischi di deriva. Resto a disposizione per chiarimenti ulteriori.

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto venerdì 20 aprile 2012 - 20:38

luigino-rossi wrote:

Salve a tutti,
qualcuno sa dirmi se utilizzando un'atomizzatore a spalla (a basso volume di acqua) le dosi dei fitofarmaci vanno raddoppiati?

Comunque la questione è poco chiara.
Se, a parità di "polverizzazione" (diametro medio delle goccioline d'acqua) devo trattare un ettaro di pescheto allevato a vaso non userò lo stesso volume d'acqua che userei per trattare un ettaro di pescheto allevato a fusetto.

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto venerdì 20 aprile 2012 - 23:43

angicons wrote:

luigino-rossi wrote:
Salve a tutti,
qualcuno sa dirmi se utilizzando un'atomizzatore a spalla (a basso volume di acqua) le dosi dei fitofarmaci vanno raddoppiati?

E' il solito dilemma che spesso incarta anche chi deve utilizzare macchine più capienti; con l'atomizzatore a spalle e le dosi per ettaro capisco la difficoltà soprattutto se le superfici sono piccole e quindi ben lungi dai parametri di riferimento.
La macchina in questione di solito porta un registro volumetrico, sostanzialmente un rubinetto la quale maggiore o minore apertura determina il volume di liquido distribuito a parità di velocità di avanzamento e numero di giri del motore. Va da se quindi che meno apriremo più nebulizzeremo e maggiore sarà la concentrazione per hl o per la capacità del serbatoio dell'attrezzo a nostra disposizione.
Riassumendo, di solito si viaggia a 3 concentrazioni alla minima apertura, vale a dire che in 10 litri, ad esempio, dobbiamo introdurre il prodotto normalmente utilizzato, al cosidetto volume normale, in 30 litri.
Significa anche che se con quest'ultimo parametro si distribuivano convenzionalmente 1000 lt/ettaro, col nostro atomizzatore ne basteranno 333..., cioè un terzo del fabbisogno. A questo punto si spiega meglio il principio per il quale le dosi sono ormai espresse tutte per unità di superficie, poi si dovranno valutare caratteristiche delle macchine e ci si dovrà ovviamente relazionare al sesto di impianto.
Il vantaggio sarà, meno acqua, minori soste per i rifornimenti, meno sforzo per portare il tutto e anche meno dispersione nell' ambiente. Per contro, data la finezza delle particelle, che la ventola centrifuga provoca, avremo maggiori rischi di deriva. Resto a disposizione per chiarimenti ulteriori.


Le faccio un esempio per farle capire cosa non mi è chiaro: immaginiamo due meleti, entrambi allevati ad esempio a fusetto, filari che distano 3 m l'uno dall' altro (la distanza sulla fila non è importante dato che in entrambi i casi ipotizzo che il filare sia continuo). Ora, il primo meleto presenta filari alti in media 2 m. Il secondo meleto presenta invece filari alti in media 3 m. Va da se che il secondo meleto presenta più vegetazione da coprire durante un trattamento.
Se sull' etichetta di un fitofarmaco è indicata la dose ad ettaro, significa che dovrò usare la stessa quantità di principio attivo per entrambi i meleti. Ma dato che il secondo meleto presenta una "superficie fogliare" totale maggiore da trattare, ne consegue che in questo caso per ogni unità di superficie fogliare verrà sparsa una quantità minore di principio attivo.

In altre parole ancora: ho questi due meleti, il secondo più alto del primo. Immaginiamo di doverli dipingere con un aerografo (praticamente il nostro atomizzatore contiene acqua e vernice). La vernice è il nostro fitofarmaco. Se devo usare la stessa quantità di vernice per entrambi i meleti, il secondo meleto verrà dipinto di un colore più annacquato.

È chiaro quindi che il secondo meleto presenterà una copertura meno efficace rispetto al primo meleto. Evidentemente sbaglio qualcosa in questo ragionamento.

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto lunedì 23 aprile 2012 - 11:37

marcolodi wrote:

angicons wrote:
luigino-rossi wrote:
Salve a tutti,
qualcuno sa dirmi se utilizzando un'atomizzatore a spalla (a basso volume di acqua) le dosi dei fitofarmaci vanno raddoppiati?

E' il solito dilemma che spesso incarta anche chi deve utilizzare macchine più capienti; con l'atomizzatore a spalle e le dosi per ettaro capisco la difficoltà soprattutto se le superfici sono piccole e quindi ben lungi dai parametri di riferimento.
La macchina in questione di solito porta un registro volumetrico, sostanzialmente un rubinetto la quale maggiore o minore apertura determina il volume di liquido distribuito a parità di velocità di avanzamento e numero di giri del motore. Va da se quindi che meno apriremo più nebulizzeremo e maggiore sarà la concentrazione per hl o per la capacità del serbatoio dell'attrezzo a nostra disposizione.
Riassumendo, di solito si viaggia a 3 concentrazioni alla minima apertura, vale a dire che in 10 litri, ad esempio, dobbiamo introdurre il prodotto normalmente utilizzato, al cosidetto volume normale, in 30 litri.
Significa anche che se con quest'ultimo parametro si distribuivano convenzionalmente 1000 lt/ettaro, col nostro atomizzatore ne basteranno 333..., cioè un terzo del fabbisogno. A questo punto si spiega meglio il principio per il quale le dosi sono ormai espresse tutte per unità di superficie, poi si dovranno valutare caratteristiche delle macchine e ci si dovrà ovviamente relazionare al sesto di impianto.
Il vantaggio sarà, meno acqua, minori soste per i rifornimenti, meno sforzo per portare il tutto e anche meno dispersione nell' ambiente. Per contro, data la finezza delle particelle, che la ventola centrifuga provoca, avremo maggiori rischi di deriva. Resto a disposizione per chiarimenti ulteriori.


Le faccio un esempio per farle capire cosa non mi è chiaro: immaginiamo due meleti, entrambi allevati ad esempio a fusetto, filari che distano 3 m l'uno dall' altro (la distanza sulla fila non è importante dato che in entrambi i casi ipotizzo che il filare sia continuo). Ora, il primo meleto presenta filari alti in media 2 m. Il secondo meleto presenta invece filari alti in media 3 m. Va da se che il secondo meleto presenta più vegetazione da coprire durante un trattamento.
Se sull' etichetta di un fitofarmaco è indicata la dose ad ettaro, significa che dovrò usare la stessa quantità di principio attivo per entrambi i meleti. Ma dato che il secondo meleto presenta una "superficie fogliare" totale maggiore da trattare, ne consegue che in questo caso per ogni unità di superficie fogliare verrà sparsa una quantità minore di principio attivo.

In altre parole ancora: ho questi due meleti, il secondo più alto del primo. Immaginiamo di doverli dipingere con un aerografo (praticamente il nostro atomizzatore contiene acqua e vernice). La vernice è il nostro fitofarmaco. Se devo usare la stessa quantità di vernice per entrambi i meleti, il secondo meleto verrà dipinto di un colore più annacquato.

È chiaro quindi che il secondo meleto presenterà una copertura meno efficace rispetto al primo meleto. Evidentemente sbaglio qualcosa in questo ragionamento.

Il suo ragionamento non fa una grinza; vale ad esempio per la vite, che conosco bene, tra un'impianto a guyot e una pergola doppia trentina o veronese: risulta evidente che le superfici captanti saranno diverse così come lo sono nelle diverse fasi fenologiche e normalmente per questo in etichetta sono riportate dosi minime e massime per ettolitro o ettaro. Chiaro che fissato questo riferimento non sarà difficile capire che per un guyot di vite o un giovane spindel di melo ci si riferirà alle dosi più basse e viceversa per una spalliera alta, una pergola, una doppia cortina in cui è evidente la maggiore superfice fogliare per ettaro. Lo stesso vale anche per le differenti fasi fenologiche; per capirci, nei primi trattamenti non si viaggia a 14 quintali per ettaro, a volume normale .
Alcuni interventi stessi richiedono più bagnatura di altri, a parità di prodotto.
Ma questo non c'entra nulla con le concentrazioni, che si riferiscono, come dicevamo, a quanta acqua usiamo per spargere il nostro prodotto commerciale entro una superficie
nota. Non è, ribadisco, l'applicazione di una tinta al muro o sulla macchina, le quali sono diverse a seconda della loro diluizione, qui si parla di p.a. per ettaro, minimo e massimo , poi ognuno adotterà il metodo a lui più congeniale.
Grazie e a presto.

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto martedì 22 gennaio 2013 - 08:24

marcolodi wrote:

Riassumendo, di solito si viaggia a 3 concentrazioni alla minima apertura, vale a dire che in 10 litri, ad esempio, dobbiamo introdurre il prodotto normalmente utilizzato, al cosidetto volume normale, in 30 litri.

Buongiorno.
Sono nuovo del forum e sono felice di averlo scoperto perché vi sono discussioni veramente interessanti.
Stando a quanto sopra scritto, se non vado errando nella mia interpretazione, per un prodotto che di norma utlizzerei ad una concentrazione di 50 ml/hl, utilizzando un atomizzatore a spalla dovrei alzare il dosaggio a 15 ml x 10 l anziché a 5 ml... Giusto?

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto martedì 11 settembre 2018 - 22:37

girardelli wrote:

luigino-rossi wrote:
Salve a tutti,
qualcuno sa dirmi se utilizzando un'atomizzatore a spalla (a basso volume di acqua) le dosi dei fitofarmaci vanno raddoppiati?

E' il solito dilemma che spesso incarta anche chi deve utilizzare macchine più capienti; con l'atomizzatore a spalle e le dosi per ettaro capisco la difficoltà soprattutto se le superfici sono piccole e quindi ben lungi dai parametri di riferimento.
La macchina in questione di solito porta un registro volumetrico, sostanzialmente un rubinetto la quale maggiore o minore apertura determina il volume di liquido distribuito a parità di velocità di avanzamento e numero di giri del motore. Va da se quindi che meno apriremo più nebulizzeremo e maggiore sarà la concentrazione per hl o per la capacità del serbatoio dell'attrezzo a nostra disposizione.
Riassumendo, di solito si viaggia a 3 concentrazioni alla minima apertura, vale a dire che in 10 litri, ad esempio, dobbiamo introdurre il prodotto normalmente utilizzato, al cosidetto volume normale, in 30 litri.
Significa anche che se con quest'ultimo parametro si distribuivano convenzionalmente 1000 lt/ettaro, col nostro atomizzatore ne basteranno 333..., cioè un terzo del fabbisogno. A questo punto si spiega meglio il principio per il quale le dosi sono ormai espresse tutte per unità di superficie, poi si dovranno valutare caratteristiche delle macchine e ci si dovrà ovviamente relazionare al sesto di impianto.
Il vantaggio sarà, meno acqua, minori soste per i rifornimenti, meno sforzo per portare il tutto e anche meno dispersione nell' ambiente. Per contro, data la finezza delle particelle, che la ventola centrifuga provoca, avremo maggiori rischi di deriva. Resto a disposizione per chiarimenti ulteriori.


Ciao a tutti sono nuovo nel forum,
Anch'io dovrei irrorare con atomizzatore a spalla 300 olivi in un ettaro di terreno. Se divido la quantità di prodotto fitosanitario per ettaro indicata in etichetta per le 300 piante trovo la quantità per pianta. Se aggiungo il risultato nell'acqua che prevedo di utilizzare per irrorare bene le 300 piante faccio bene o sbaglio?
Grazie

rispondi

RE: dosaggio fitofarmaci

Scritto mercoledì 12 settembre 2018 - 19:48

cianoandmaxb wrote:

girardelli wrote:
luigino-rossi wrote:
Salve a tutti,
qualcuno sa dirmi se utilizzando un'atomizzatore a spalla (a basso volume di acqua) le dosi dei fitofarmaci vanno raddoppiati?

E' il solito dilemma che spesso incarta anche chi deve utilizzare macchine più capienti; con l'atomizzatore a spalle e le dosi per ettaro capisco la difficoltà soprattutto se le superfici sono piccole e quindi ben lungi dai parametri di riferimento.
La macchina in questione di solito porta un registro volumetrico, sostanzialmente un rubinetto la quale maggiore o minore apertura determina il volume di liquido distribuito a parità di velocità di avanzamento e numero di giri del motore. Va da se quindi che meno apriremo più nebulizzeremo e maggiore sarà la concentrazione per hl o per la capacità del serbatoio dell'attrezzo a nostra disposizione.
Riassumendo, di solito si viaggia a 3 concentrazioni alla minima apertura, vale a dire che in 10 litri, ad esempio, dobbiamo introdurre il prodotto normalmente utilizzato, al cosidetto volume normale, in 30 litri.
Significa anche che se con quest'ultimo parametro si distribuivano convenzionalmente 1000 lt/ettaro, col nostro atomizzatore ne basteranno 333..., cioè un terzo del fabbisogno. A questo punto si spiega meglio il principio per il quale le dosi sono ormai espresse tutte per unità di superficie, poi si dovranno valutare caratteristiche delle macchine e ci si dovrà ovviamente relazionare al sesto di impianto.
Il vantaggio sarà, meno acqua, minori soste per i rifornimenti, meno sforzo per portare il tutto e anche meno dispersione nell' ambiente. Per contro, data la finezza delle particelle, che la ventola centrifuga provoca, avremo maggiori rischi di deriva. Resto a disposizione per chiarimenti ulteriori.


Ciao a tutti sono nuovo nel forum,
Anch'io dovrei irrorare con atomizzatore a spalla 300olivi in un ettaro di terreno. Se divido la quantità di prodotto fitosanitario per ettaro indicato in etichetta per le 300 piante trovo la quantità per pianta. Se aggiungo il risultato nell'acqua che prevedo di utilizzare per irrorare bene le 300 piante faccio bene o sbaglio?
Grazie

Prendi carta, penna, calcolatrice e cordella, e fai il conto.
https://www.syngenta.it/node/106

Dal link:
https://www.syngenta.it/gestione-responsabile-dei-prodotti
scarichi il documento di "Agricoltura responsabile" e da pag. 33 a pag. 39 ti spiega come calcolare il volume di soluzione. Considera che, come ha detto qualcun altro sopra, se non è specificato in etichetta i volumi normali di riferimento per vigneti è 1000 l/ha di soluzione, per meleti e altri frutteti è 1500.
Esempio: prodotto da distribuire su vigneto a volume normale = 15 g/hl significa che sono 15x10 = 150 g/ha.
Che tu li distribuisca con 1000 litri/ha o con 100 l/ha di soluzione, sempre 150 grammi/ha devi dare.

rispondi

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner