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La riconversione di impianti di biogas a biometano

Previsto un ruolo importante per le riconversioni di impianti di biogas esistenti. A cura di Mario A. Rosato

Mario A. Rosato di Mario A. Rosato

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Carro bombolaio per il trasporto del biometano dall'impianto di biogas al distributore di carburanti per autotrazione
Fonte foto: © Stefano Franciosi - Federmetano

Lo scorso 8 giugno 2017 si è tenuto a Padova, presso la Federazione regionale Bcc Veneto, un seminario sull'argomento che genera più aspettative fra gli imprenditori del comparto agroenergetico: è consentito convertire un impianto di biogas esistente per produrre biometano?

Il ministero dello Sviluppo ci ha ripensato sui meccanismi di incentivazione previsti nel primo decreto biometano, prevedendo nella bozza di nuovo decreto un ruolo importante per le riconversioni di impianti di biogas esistenti. In armonia con gli orientamenti normativi europei, il nuovo decreto, atteso per questa estate, pone vincoli importanti quali l'utilizzo prevalente di sottoprodotti e la limitazione all'impiego di colture dedicate. Inoltre, a differenza dalla produzione elettrica, le opzioni per la collocazione del biometano prodotto possono essere molteplici, sia dal punto di vista della consegna fisica, sia da quello della effettiva commercializzazione.

Proponiamo dunque ai nostri lettori un riassunto dei principali argomenti trattati nel seminario, dai punti di vista delle riconversioni tecnologiche degli impianti, dei cambiamenti del profilo dell'alimentazione, così come le destinazioni d'uso del biometano.
 

Come e quando sarebbe conveniente la riconversione di un impianto di biogas a metano?

Ha aperto i lavori Piero Mattirolo, presidente di Agroenergia, con una panoramica sull'evoluzione del decreto biometano.
Nella sua prima versione, il decreto prevedeva tre meccanismi di incentivazione diversi: la cogenerazione remota (inattuabile!), l'immissione nei gasdotti (incentivi troppo bassi anche in considerazione della detrazione delle quantità incentivabili degli autoconsumi, compresi quelli derivanti dalla compressione per raggiungere le reti) e tramite erogazione dei Cic (Certificati d'immissione nel consumo), un meccanismo nato per regolare gli obblighi di miscelazione di biocarburanti nel mercato petrolifero, che, applicato nel mondo dei produttori di biometano presentavano pesanti aspetti burocratici e forte indeterminatezza dal punto di vista della remunerazione economica. Non era sempre chiaro a chi spettassero i Cic, né che mercato potessero avere.

Il nuovo decreto semplifica notevolmente la situazione, in quanto si focalizza sull'aspetto più interessante del biometano: la sostituzione di benzina e gasolio per autotrazione. Inoltre, fissa la possibilità di ritiro da parte del Gse (Gestore dei servizi energetici) ad un prezzo predeterminato, eliminando dunque l'incertezza per gli investitori.
L'articolo 6 della bozza di decreto introduce per il "biometano avanzato", cioè prodotto da rifiuti e scarti o sottoprodotti, il quale beneficia del "double counting" ovvero raddoppia il valore del Cic, la possibilità di vendere al Gse il biometano prodotto, a un prezzo comprensivo del valore dei Cic corrispondenti, calcolato su un valore predeterminato, o, alternativamente, di cedere sempre al Gse e a prezzo predeterminato, i Cic maturati con la vendita del biometano sul mercato libero.

L'obiettivo del legislatore è incentivare la produzione del biometano più sostenibile, riducendo anche la conflittualità dell'utilizzo di coltivazioni energetiche con quelle alimentari. Il "Cic non avanzato", cioè per il biometano ottenuto a partire da coltivazioni dedicate, è un concetto puramente teorico: sarà possibile, ma nell'opinione del relatore, l'utilizzo di tali biomasse non sarà redditizio. Nel caso del "Cic avanzato", il prezzo del biometano risulta dalla somma del prezzo di mercato (circa 0,20 euro/Sm3), più un Cic pari a 375 euro ogni 600 Sm3, meno il 5% di oneri di intermediazione che si trattiene il Gse.

Con il futuro decreto, gli impianti esistenti che venissero convertiti a biometano possono continuare a produrre energia elettrica, ma solo il 70% della stessa manterrà gli incentivi attuali. Il 30% del biogas si potrà convertire a biometano e godrà dei Cic.
Inoltre, sarà consentito il potenziamento dell'impianto senza alcun limite. L'aspetto importante è la conversione della dieta: impianti che oggi vanno con il 100% di colture dedicate dovranno in qualche modo ridurre queste al 70% e produrre biometano esclusivamente da sottoprodotti per godere della tariffa più favorevole.

Mauro Conti, direttore della Bit, società delle banche Credito cooperativo specializzata nel finanziamento degli impianti di biogas, ha parlato dei benefici del biogas e del biometano per l'ambiente e le imprese agricole e come la banca valuta la validità degli investimenti, non solo dal punto di vista finanziario ma anche dai punti di vista tecnico e gestionale del progetto.
 
Video con le presentazioni di Piero Mattirolo (Agroenergia) e Mauro Conti
 

Il biometano nell'ottica dell'economia circolare

Federico Correale Santacroce, responsabile di Bioenergie e cambiamento climatico presso Veneto agricoltura, ha fornito una panoramica su come si inserisce il biometano nell'economia circolare, mutuando il concetto di "biogas fatto bene" coniato dal Cib (Consorzio italiano del biogas). Il biometano rispetta i requisiti di "biocarburante avanzato" definiti dalla vigente normativa comunitaria.

La digestione anaerobica degli effluenti di allevamento porta con sé molti benefici addizionali, ad esempio:
  • riduzione delle emissioni di metano fino al 90% rispetto a quelle della gestione tradizionale del letame, e nel ciclo completo, addirittura negative;
  • abbattimento degli odori;
  • diminuzione dei rischi igienici sanitari;
  • mantiene inalterata la disponibilità di nutrienti, i digestati sono di gran lunga più sostenibili dei fertilizzanti minerali;
  • l'upgrading da biogas grezzo a biometano consente di superare il vuoto dell'efficienza energetica legato al mancato recupero del calore, quasi una costante negli impianti di produzione elettrica attualmente in esercizio.
 
Video con la presentazione di Federico Correale (Veneto agricoltura)
 

Tornano i conti del biometano?

Andrea Chiabrando del Consorzio Monviso agroenergia, ha esposto un'analisi dettagliata dei costi di produzione, investimenti e ricavi potenziali, in entrambe le ipotesi: costruzione di un nuovo impianto e riconversione di un impianto esistente.

Secondo tali analisi, il biometano è un'opportunità se si rispettano alcune condizioni:
  • Alimentazione con matrici allegato IX RED e quindi con diritto a percepire il double counting.
  • Basso costo delle matrici in ingresso: sottoprodotti, reflui zootecnici, ecc. (No mais !!)
  • Buona logistica per connessione alla rete oppure ottima posizione per distributore.
  • Dimensione adeguata (> 500 kWe equivalenti.. = 125 Smc/h)
  • Accettare di entrare in un business impegnativo ed a volte complesso.
 
Video Andrea Chiabrando (Consorzio Monviso agroenergia)
  

La bancabilità degli impianti di biometano

Corrado Moalli ha spiegato come la Bit Spa analizza i progetti di biogas e biometano, ed emette il giudizio tecnico sul quale si basa poi la banca per l'erogazione dei mutui corrispondenti.
 
Video presentazione Corrado Moalli (Bit, gruppo Bcc)


La distribuzione del biometano

Stefano Franciosi, responsabile comparto carri bombolai di Federmetano, ha spiegato la convenienza per gli impianti di biometano di fornire il prodotto direttamente alle stazioni di distribuzione stradale.

Circa venti aziende associate a Federmetano mettono a disposizione 150 carri bombolai distribuiti su tutto il territorio nazionale, con capacità per trasportare 1.000.000 Sm3/giorno. La rete distributiva attuale in Italia comprende 1185 stazioni, di cui 44 sono autostradali. Il parco circolante italiano a gas naturale è pari a 1.000.000 veicoli. Nonostante si registri un calo del 40% nelle immatricolazioni dei veicoli a metano rispetto al 2015, probabilmente perché le case automobilistiche offrono pochi modelli con impianto a metano di serie.

Una curiosità: le emissioni di gas serra globali di una vettura elettrica - considerando il contributo di fonti fossili alla rete nazionale - e quelle di una vettura a biometano, sono praticamente identiche.
 

Le aziende

Diverse aziende hanno infine presentato le rispettive tecnologie per impianti di biometano: Schmack, Ies Energy group, Bts Biogas, Ecospray technologies, e Three Es.

E' possibile scaricare, previa registrazione gratuita, le presentazioni in pdf e i dati di contatto di tutti i relatori a questo indirizzo.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: biogas biocarburanti

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