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Corpo 8, la pioggia che non c'è

Sei regioni chiedono lo stato di calamità. Ma il caldo fa bene al vino. Caporalato, scattano le manette. L'anno nero delle pesche. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 21 al 27 luglio

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

Siccità, stato di calamità per molte regioni e gravi danni per l'agricoltura. In compenso il caldo favorirà una vendemmia di qualità.

Per riso e grano arrivano le etichette con l'indicazione di origine. Basteranno ad arginare gli effetti delle importazioni? E Bruxelles che dirà? I dubbi restano.

Il Ceta e i due fronti, quello dei contrari e quello dei favorevoli, continuano a scontrarsi. A volte la ragione sta nel mezzo. Forse è così anche in questo caso.

La lotta al caporalato entra nel vivo e scattano le prime manette.

Sui mercati la disperazione dei produttori di pesche, con i prezzi ai minimi. E c'è preoccupazione anche per le patate.

Ma nessuno di questi problemi frena la voglia di innovazione, che anzi si arricchisce di nuove proposte per fronteggiare la siccità o per migliorare le produzioni.

Questa è solo una sintesi degli argomenti che i lettori hanno incontrato su quotidiani e periodici in edicola negli ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.
 

Aspettando la pioggia

E' un grido di allarme quello che si alza dai quotidiani pubblicati in questi giorni per l'avanzare della siccità, problema che unisce gran parte delle regioni italiane, da Nord a Sud.
Sono dieci, dal Veneto alla Calabria, le regioni più a rischio, scrive il quotidiano di Napoli “Il Mattino” del 24 luglio. Gli fa eco un giornale dal nome analogo, “Il Mattino di Padova”, che parla di danni per almeno 100 milioni di euro, in particolare nella bassa padovana e si invocano interventi per scongiurare un aggravarsi della situazione.

In difficoltà non solo le aree di pianura, ma anche gli alpeggi, dove per il caldo scarseggiano fieno e pascoli. Lo denuncia il 22 luglio “Brescia Oggi” e il 26 luglio si aggiunge la Sicilia all'elenco delle regioni che invocano lo stato di calamità, come si apprende da “La Sicilia”. Nell'elenco delle regioni che hanno chiesto lo stato di calamità, elencate da “Il Sole 24 Ore” del 27 luglio, manca proprio la Sicilia, mentre sono presenti Toscana, Lazio, Campania, Emilia Romagna, Calabria e Sardegna.

Favorevole al riconoscimento dell'emergenza per le regioni colpite dalla siccità è il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, che intervistato da “Repubblica” del 25 luglio invoca al contempo una miglior gestione degli invasi.
Sulla gestione delle risorse idriche interviene “Il Giornale” del 25 luglio, evidenziando gli sprechi e le falle nelle tubature, che aggravano la situazione.

Le perdite nelle reti di distribuzione sono ingenti, spiega “Il Sole 24 Ore” del 25 luglio, ma si registra al contempo la buona situazione delle riserve idriche delle regioni a Nord, che possono contare sulle riserve ancora disponibili. Notizia confermata dalla “Tribuna di Treviso” che il 26 luglio riporta le dichiarazioni del Consorzio di bonifica del Piave, che indica i bacini pieni al 95%.

Situazione ben diversa si registra in Sardegna dove è necessario il ricorso alle autobotti per dissetare gli animali, come scrive la “Nuova Sardegna” del 26 luglio.
 

Il vino ringrazia

Non tutto il caldo viene per nuocere, si direbbe leggendo “La Stampa” del 23 luglio che commentando la situazione della siccità, evidenzia i benefici che ne giungono alla prossima vendemmia, che si preannuncia di alta qualità.

C'è tuttavia chi per salvare i propri vigneti deve ricorrere a soluzioni drastiche e assai costose. Accade in prossimità di Levanto, uno dei paesi delle Cinque Terre, in Liguria, dove per irrigare i vigneti in difficoltà si è fatto ricorso agli elicotteri. Lo racconta “Il Secolo XIX” del 26 luglio.
 

La stagione delle etichette

I giornali non hanno trascurato altri argomenti, come la prossima etichettatura di riso e grano, l'approvazione del Ceta per il libero scambio con il Canada e i primi risultati della lotta al caporalato.

Iniziamo dalle etichette di riso e grano, che a breve dovranno riportare l'indicazione della provenienza, come si apprende da “Italia Oggi” del 21 luglio. Del perché di questa decisione (che dovrà sottostare al parere di Bruxelles) ne parla il ministro Martina intervistato il 21 luglio da “Repubblica”, ricordando la crisi che ha coinvolto riso e grano, in entrambi i casi legata alle importazioni.

A questo proposito “Il Sole 24 Ore” del 22 luglio propone come soluzione il ripristino dei dazi all'import e gli aiuti ai produttori. In tema di etichette “Italia Oggi” del 27 luglio ricorda che sui vini deve essere indicata la presenza di allergeni, come i prodotti a base di latte e uova.


Arriva il Ceta

Sul fronte del commercio internazionale si discute ancora del Ceta e “Il Manifesto” del 23 luglio si schiera con decisione dalla parte degli oppositori, definendo l'accordo come un compromesso che sacrifica la nostra agricoltura.
A favore del Ceta si schierano tuttavia in molti, una vera e propria coalizione, come la definisce “Il Foglio” del 25 luglio elencandone i componenti. In questo gruppo rientra Agrinsieme, che dalla “Gazzetta di Modena” del 24 luglio saluta con entusiasmo la conclusione dell'accordo.
 

Caporalato, lotta dura

La lotta al caporalato è a una svolta con l'avvio dell'operazione "freedom", che dalle campagne da Agrigento a Verona vede le forze dell'ordine impegnate a contrastare questa piaga.
Nessuna "caccia alle streghe", chiede la “Gazzetta del Mezzogiorno” del 24 luglio, ma intanto scattano le manette, come accaduto nel Lazio (Latina Oggi, 26 luglio) o in Sicilia (Giornale di Sicilia, 26 luglio).

Nelle campagne al confine fra Emilia Romagna e Veneto si moltiplicano i controlli e arrivano le prime sanzioni, che nel caso raccontato dal “Corriere del Veneto” del 27 luglio, vede coinvolta un'azienda agricola multata per 40mila euro.
 

Pesche, anno nero

Sui mercati l'attenzione è rivolta al raccolto di patate, che sconta quotazioni molto basse, come scrive “Italia Oggi” del 26 luglio.
Situazione più grave per le pesche, che “L'Arena” descrive come una delle annate più nere per questo settore.

Situazione opposta in Veneto per il radicchio che ha raddoppiato il fatturato dello scorso anno, come si apprende da “La Nuova Venezia”.


Parola d'ordine, innovare

L'emergenza siccità spinge la ricerca di soluzioni tese a valorizzare ogni risorsa e il quotidiano piacentino “Libertà” del 23 luglio descrive gli esiti di una sperimentazione sull'impiego dell'ala gocciolante posta sotto il terreno, una promettente nuova frontiera nel campo dell'irrigazione.

Da Piacenza a Lugo, in Romagna, con le proposte di un'azienda locale che inserendo telecamere dentro alle pesche consente di valutare senza errori il giusto grado di maturazione. I dettagli si possono leggere sul “ Corriere della Sera” del 24 luglio.

C'è poi una nuova piattaforma, battezzata "Interra farm", che dalla sinergia fra Crea e Syngenta si propone di trovare risposta all'esigenza di produrre di più con meno risorse, argomento del quale si occupa “Italia Oggi” del 26 luglio

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