Durante il G7 dell'Agricoltura, che ha portato a Bergamo i big del mondo per parlare di come affrontare la sfida di produrre cibo per tutti, si è svolto Agrogeneration. Un evento organizzato da Future food institute e Crea con la collaborazione di realtà come AgroInnovation EDU, Vazapp, Rete nazionale istituti agrari e con partner del calibro di Pwc. Agrogeneration ha messo in contatto mondo della ricerca, startup e i ragazzi delle scuole che si sono cimentati nell'individuare soluzioni sostenibili a problemi come il food waste.

"Agrogeneration è un progetto iniziato ormai più di un anno fa a Catania. E' un viaggio che abbiamo fatto lungo tutta l'Italia con l'idea di connettere mondi diversi: il mondo dei ragazzi, che oggi si trovano ancora a scuola, ma che già hanno grande talento e grandi idee", spiega ad AgroNotizie Sara Roversi, fondatrice del Future food institute.
"Ma anche il mondo delle aziende, delle startup e quello della ricerca. Tutti a confronto e a contatto. Durante Agrogeneration ci sono stati molti convegni in cui abbiamo invitato esperti di vari settori per discutere delle sfide dell'agricoltura e del settore alimentare".
 

Nel centro Crea di Treviglio sono state illustrate le innovazioni che il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria ha messo a punto per migliorare il settore primario. Mentre nella location bergamasca di Agrogeneration, presso l'Università della città, si sono tenuti una serie di convegni. Come quello sulle Filiere intelligenti, moderato da un giornalista di AgroNotizie, media partner dell'evento. Un momento di incontro tra i principali attori della filiera agroalimentare, da chi la terra la coltiva fino a chi trasforma le materie prime nei prodotti del made in Italy, passando poi per il sistema fieristico e chi il cibo lo promuove nel mondo.

Ma durante la tre giorni bergamasca di Agrogeneration si è parlato anche di zootecnia e filiera del mais, di agricoltura di precisione e miglioramento genetico delle colture, di Dop e Igp. Si è discusso di acqua, una risorsa sempre più scarsa che diventerà ancora più cruciale per l'agricoltura.
Tra i vari relatori molti ospiti internazionali, come Rebecca Chesney del californiano Institute for the future, che ha provato a immaginare come sarà il settore agro-food del futuro. O Stephen Ritz, un insegnante di New York che ha spiegato come ha riqualificato un'area disagiata del Bronx partendo proprio dall'insegnare i principi dell'agricoltura ai ragazzi.
Durante i tre giorni gli ospiti sono stati molti, in rappresentanza non solo del mondo scientifico, ma anche delle aziende e della società civile.

Giovedì sera, 12 ottobre 2017, nel chiostro dell'Università si è tenuta la Contadinner. "Si tratta di un format in cui mettiamo i giovani agricoltori intorno ad un tavolo per mangiare e scambiarci esperienze e punti di vista. L'obiettivo è supportare i tanti ragazzi, oggi sono più di 2mila solo in Puglia, che vogliono fare agricoltura ma che la vogliono fare in maniera diversa rispetto ai genitori", spiega ad AgroNotizie Giuseppe Savino, fondatore di Vazapp, il primo hub rurale nato in Puglia, che ha come obiettivo quello di essere un luogo di condivisione, formazione e creazione di relazioni del mondo agricolo.
"Nelle Contadinner invitiamo anche i genitori e proviamo a mediare tra le aspirazioni dei figli e l'approccio all'agricoltura dei padri che sfortunatamente in molti casi è poco innovativo. Padri che spesso, non avendo avuto una buona esperienza con l'agricoltura, spingono i figli a lasciare il territorio".
 
Un momento della Contadinner
Un momento della Contadinner
(Fonte foto: Vazapp)

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