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Attualità
'Proteste e proposte', la crisi dell'agricoltura

Discussione avviata martedì 22 settembre 2009 - 18:29 • viste: 1597 • risposte: 4

'Proteste e proposte', la crisi dell'agricoltura

Scritto martedì 22 settembre 2009 - 16:29

'Proteste e proposte per il riscatto dell'agricoltura' è un articolo disponiile su Agronotizie da martedì sera (22 settembre).
Sono riportate alcune delle proposte e delle richieste che arrivano dai campi, certamente utili, ma non si sa quanto risolutive di una situazione difficile e complessa. In tutte queste richieste e nelle proteste "urlate" o solo "sussurrate" si percepisce la difficoltà del mondo agricolo di farsi ascoltare dal "Palazzo", tanto che si rinnovano le richieste, inascoltate, per indire una Conferenza nazionale dell'agricoltura. Forse utile a ricompattare i ranghi di un'agricoltura sempre troppo divisa, ma non basta certo una conferenza per risolvere i gravi problemi oggi sul tappeto. Servono idee e proposte che possano essere presto trasformate in fatti concreti. Dagli stessi agricoltori potrebbero arrivare consigli utili proprio in questa direzione. E chi ha suggerimenti può utilizzare questo spazio di Agri-forum, che può essere un megafono per far conoscere il proprio pensiero e farlo arrivare, perché no, alle orecchie di chi decide.
Esprimi la tua opinione...!

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RE: la crisi dell'agricoltura

Scritto domenica 18 ottobre 2009 - 14:08

CristianoSpadoni wrote:

'[url=http://agronotizie.imagelinenetwork.com/attualita/proteste-e-proposte-per-il-riscatto-dell-agricoltura-08133.cfm]Proteste e proposte per il riscatto dell'agricoltura[/ul]' è un articolo disponibile su Agronotizie da martedì sera (22 settembre).
Sono riportate alcune delle proposte e delle richieste che arrivano dai campi, certamente utili, ma non si sa quanto risolutive di una situazione difficile e complessa. In tutte queste richieste e nelle proteste "urlate" o solo "sussurrate" si percepisce la difficoltà del mondo agricolo di farsi ascoltare dal "Palazzo", tanto che si rinnovano le richieste, inascoltate, per indire una Conferenza nazionale dell'agricoltura. Forse utile a ricompattare i ranghi di un'agricoltura sempre troppo divisa, ma non basta certo una conferenza per risolvere i gravi problemi oggi sul tappeto. Servono idee e proposte che possano essere presto trasformate in fatti concreti. Dagli stessi agricoltori potrebbero arrivare consigli utili proprio in questa direzione. E chi ha suggerimenti può utilizzare questo spazio di Agri-forum, che può essere un megafono per far conoscere il proprio pensiero e farlo arrivare, perché no, alle orecchie di chi decide.
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Caro Cristiano,
nelle settimane passate si è assistito ad azioni di protesta con versamenti di latte nei campi o aratura di campi coltivati.
Non ritengo che siano delle azioni molto utili a far sentire la voce dei produttori.
Un'iniziativa interessante è stata realizzata in questi giorni in Emilia Romagna: frutta e verdura vengono regalate ai consumatori!
Se per qualche fine settimana di fila i produttori si presentano difronte ai grandi ipermercati delle principali città italiane regalando frutta e verdura (e qualche consumatore si chiederà come mai....) forse daremo un pò fastidio anche alla grande distribuzione e qualche voce in più si solleverà.....arrabbiato:
Ciao

rispondi

RE: la crisi dell'agricoltura

Scritto mercoledì 21 ottobre 2009 - 19:38

gonzales wrote:

CristianoSpadoni wrote:
'Proteste e proposte per il riscatto dll'agricoltura' è un articolo disponibile su Agronotizie da martedì sera (22 settembre).
Sono riportate alcune delle proposte e delle richieste che arrivano dai campi, certamente utili, ma non si sa quanto risolutive di una situazione difficile e complessa. In tutte queste richieste e nelle proteste "urlate" o solo "sussurrate" si percepisce la difficoltà del mondo agricolo di farsi ascoltare dal "Palazzo", tanto che si rinnovano le richieste, inascoltate, per indire una Conferenza nazionale dell'agricoltura. Forse utile a ricompattare i ranghi di un'agricoltura sempre troppo divisa, ma non basta certo una conferenza per risolvere i gravi problemi oggi sul tappeto. Servono idee e proposte che possano essere presto trasformate in fatti concreti. Dagli stessi agricoltori potrebbero arrivare consigli utili proprio in questa direzione. E chi ha suggerimenti può utilizzare questo spazio di Agri-forum, che può essere un megafono per far conoscere il proprio pensiero e farlo arrivare, perché no, alle orecchie di chi decide.
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Caro Cristiano,
nelle settimane passate si è assistito ad azioni di protesta con versamenti di latte nei campi o aratura di campi coltivati.
Non ritengo che siano delle azioni molto utili a far sentire la voce dei produttori.
Un'iniziativa interessante è stata realizzata in questi giorni in Emilia Romagna: frutta e verdura vengono regalate ai consumatori!
Se per qualche fine settimana di fila i produttori si presentano difronte ai grandi ipermercati delle principali città italiane regalando frutta e verdura (e qualche consumatore si chiederà come mai....) forse daremo un pò fastidio anche alla grande distribuzione e qualche voce in più si solleverà.....arrabbiato:
Ciao

ATTENZIONE-ATTENZIONE!! Ecco alcune idee concrete per uscire dalla crisi, anzi meglio, dal cappio delle multinazionali e delle Banche:
1. ELIMINAZIONE di tutte le norme burocratiche e sanitarie derivanti dalla trasformazione aziendale delle proprie produzioni: con i sistemi attuali si è voluto equiparare l'agricoltore che vuole vendere il pane, il vino, l'olio, le verdure, il latte, la carne etc etc., all'industria di trasformazione perchè tale metodo è necessario per tutelare la salute pubblica, infatti i risultati sono stati: mucca pazza, pasta e chissà cos'altro radioattivi, latte proveniente da chissà dove spacciato per italiano, ecc. Chi ha legiferato in tal senso non ha mai tenuto in conto neanche la possibilità che, solo gli inesistenti passaggi di mano (e quando dico mano intendo puro contatto fisico di innumerevoli manovalanze, condizioni di trasporto ed altro) rispetto ai cicli industriali già da soli riducono drasticamente eventuali contagi ed inquinamenti. Si è scelta invece la strada che il produttore che intenda distribuire il proprio latte ai vicini di casa o di paese debba prendere un sostanzioso mutuo vincolando pure le proprie mutande, per poter adeguare il suo prodotto a quello dei simpatici Parmalat e simili tralasciando un tassello importante, il latte industriale può essere assimilato all'acqua fresca. Non si capisce perchè non sia anche in questo caso il LIBERO MERCATO a far sì che il consumatore possa scegliere di chi fidarsi!! Oggi macellare un vitellone al mattatoio posto a volte anche decine di km dalle fattorie costa intorno ai 300 euro, per un ciclo di lavorazione che non dura più di un'ora, ma l'allevatore se è fortunato i 300 euro li tira fuori custodendo l'animale tutti i giorni compreso Natale e Capodanno per almeno 20 mesi. Ci dicono continuamente che non siamo competitivi (con i paesi produttori dove ci sono gli schiavi del XXI secolo): hanno ragione, ma ci hanno rotto le balle con tutti i cani che ci addossano continuamente per far sì che non si arrivi al consumatore finale, quello che veramente in maniera semplice potrebbe scegliere se acquistare il latte "all'Hard discount" o dal secchio del lattaio che abita al massimo a qualche Km e me lo consegna giornalmente in una tanica magari in inox. Ma quanti bambini sono morti o gravemente ammalati quando vigeva quel sistema, così sano e gratificante per tutti? Il motto della multinazionale è il seguente: il consumatore è cosa nostra, con la televisione ce lo rigiriamo come vogliamo.
L'argomento è lungo ed andrebbe veramente affrontato in una tavola rotonda dove da una parte ci sia il consumatore e dall'altra il produttore e siano essi stessi a decidere le regole di scambio, non la multinazionale di turno con la compiacenza della politica che adotta continuamente miriadi di assurdità con la scusa di garantire sempre il povero, ignaro consumatore. Inoltre concludo con flash di politica fiscale: non si capisce perchè fra le migliaia di aziende agricole ci debbano essere regimi fiscali diversi creando quindi anche disparità di trattamenti economici per stessi prodotti immessi sul mercato, hanno inventato le aliquote iva di compensazione, chissà cos'hanno compensato in tutti questi anni, inoltre due-tre regimi contabili diversi... Una volta si diceva che i beni di prima necessità dovevano avere dei regimi agevolati, perchè allora non si abbassano od eliminano completamente le aliquote IVA sulle vendite come sugli acquisti, anche di beni strumentali? E far sì che l'imprenditore non debba avere nulla a che fare con gli uffici finanziari, non dovendo più chiedere rimborsi IVA nè tantomeno versarne? Anche perchè già le imposte sono calcolate a forfait sui catastali. In Italia le cose semplici sono fuorilegge!!! Ma presto si accorgeranno che i pochi irriducibili rimasti se ne sbatteranno di portare al secchio le loro gocce giornaliere di plasma ormai sbiancato perchè in via di esaurimento!!! Saluti a tutti.

rispondi

RE: la crisi dell'agricoltura

Scritto sabato 24 ottobre 2009 - 10:13

agritech wrote:

gonzales wrote:
CristianoSpadoni wrote:
'Proteste e proposteper il riscatto dell'agricoltura' è un articolo disponibile su Agronotizie da martedì sera (22 settembre).
Sono riportate alcune delle proposte e delle richieste che arrivano dai campi, certamente utili, ma non si sa quanto risolutive di una situazione difficile e complessa. In tutte queste richieste e nelle proteste "urlate" o solo "sussurrate" si percepisce la difficoltà del mondo agricolo di farsi ascoltare dal "Palazzo", tanto che si rinnovano le richieste, inascoltate, per indire una Conferenza nazionale dell'agricoltura. Forse utile a ricompattare i ranghi di un'agricoltura sempre troppo divisa, ma non basta certo una conferenza per risolvere i gravi problemi oggi sul tappeto. Servono idee e proposte che possano essere presto trasformate in fatti concreti. Dagli stessi agricoltori potrebbero arrivare consigli utili proprio in questa direzione. E chi ha suggerimenti può utilizzare questo spazio di Agri-forum, che può essere un megafono per far conoscere il proprio pensiero e farlo arrivare, perché no, alle orecchie di chi decide.
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Caro Cristiano,
nelle settimane passate si è assistito ad azioni di protesta con versamenti di latte nei campi o aratura di campi coltivati.
Non ritengo che siano delle azioni molto utili a far sentire la voce dei produttori.
Un'iniziativa interessante è stata realizzata in questi giorni in Emilia Romagna: frutta e verdura vengono regalate ai consumatori!
Se per qualche fine settimana di fila i produttori si presentano difronte ai grandi ipermercati delle principali città italiane regalando frutta e verdura (e qualche consumatore si chiederà come mai....) forse daremo un pò fastidio anche alla grande distribuzione e qualche voce in più si solleverà.....arrabbiato:
Ciao

ATTENZIONE-ATTENZIONE!! Ecco alcune idee concrete per uscire dalla crisi, anzi meglio, dal cappio delle multinazionali e delle Banche:
1. ELIMINAZIONE di tutte le norme burocratiche e sanitarie derivanti dalla trasformazione aziendale delle proprie produzioni: con i sistemi attuali si è voluto equiparare l'agricoltore che vuole vendere il pane, il vino, l'olio, le verdure, il latte, la carne etc etc., all'industria di trasformazione perchè tale metodo è necessario per tutelare la salute pubblica, infatti i risultati sono stati: mucca pazza, pasta e chissà cos'altro radioattivi, latte proveniente da chissà dove spacciato per italiano, ecc. Chi ha legiferato in tal senso non ha mai tenuto in conto neanche la possibilità che, solo gli inesistenti passaggi di mano (e quando dico mano intendo puro contatto fisico di innumerevoli manovalanze, condizioni di trasporto ed altro) rispetto ai cicli industriali già da soli riducono drasticamente eventuali contagi ed inquinamenti. Si è scelta invece la strada che il produttore che intenda distribuire il proprio latte ai vicini di casa o di paese debba prendere un sostanzioso mutuo vincolando pure le proprie mutande, per poter adeguare il suo prodotto a quello dei simpatici Parmalat e simili tralasciando un tassello importante, il latte industriale può essere assimilato all'acqua fresca. Non si capisce perchè non sia anche in questo caso il LIBERO MERCATO a far sì che il consumatore possa scegliere di chi fidarsi!! Oggi macellare un vitellone al mattatoio posto a volte anche decine di km dalle fattorie costa intorno ai 300 euro, per un ciclo di lavorazione che non dura più di un'ora, ma l'allevatore se è fortunato i 300 euro li tira fuori custodendo l'animale tutti i giorni compreso Natale e Capodanno per almeno 20 mesi. Ci dicono continuamente che non siamo competitivi (con i paesi produttori dove ci sono gli schiavi del XXI secolo): hanno ragione, ma ci hanno rotto le balle con tutti i cani che ci addossano continuamente per far sì che non si arrivi al consumatore finale, quello che veramente in maniera semplice potrebbe scegliere se acquistare il latte "all'Hard discount" o dal secchio del lattaio che abita al massimo a qualche Km e me lo consegna giornalmente in una tanica magari in inox. Ma quanti bambini sono morti o gravemente ammalati quando vigeva quel sistema, così sano e gratificante per tutti? Il motto della multinazionale è il seguente: il consumatore è cosa nostra, con la televisione ce lo rigiriamo come vogliamo.
L'argomento è lungo ed andrebbe veramente affrontato in una tavola rotonda dove da una parte ci sia il consumatore e dall'altra il produttore e siano essi stessi a decidere le regole di scambio, non la multinazionale di turno con la compiacenza della politica che adotta continuamente miriadi di assurdità con la scusa di garantire sempre il povero, ignaro consumatore. Inoltre concludo con flash di politica fiscale: non si capisce perchè fra le migliaia di aziende agricole ci debbano essere regimi fiscali diversi creando quindi anche disparità di trattamenti economici per stessi prodotti immessi sul mercato, hanno inventato le aliquote iva di compensazione, chissà cos'hanno compensato in tutti questi anni, inoltre due-tre regimi contabili diversi... Una volta si diceva che i beni di prima necessità dovevano avere dei regimi agevolati, perchè allora non si abbassano od eliminano completamente le aliquote IVA sulle vendite come sugli acquisti, anche di beni strumentali? E far sì che l'imprenditore non debba avere nulla a che fare con gli uffici finanziari, non dovendo più chiedere rimborsi IVA nè tantomeno versarne? Anche perchè già le imposte sono calcolate a forfait sui catastali. In Italia le cose semplici sono fuorilegge!!! Ma presto si accorgeranno che i pochi irriducibili rimasti se ne sbatteranno di portare al secchio le loro gocce giornaliere di plasma ormai sbiancato perchè in via di esaurimento!!! Saluti a tutti.


Posso concordare con te per alcuni passaggi, ma... I problemi di mucca pazza, ecc. non sono dovuti alla "cattiva legge", ma solo alla poca onestà ed eticità delle persone.
Dobbiamo smetterla di "scaricare" sempre la colpa su qualcuno. E' troppo facile.
Per quanto riguarda la vendita diretta, è vero che il consumatore deve decidere direttamente ma la soluzione non è certo quella della vendita diretta.
Tu vedresti bene un "esodo" di centinaia di migliaia di persone che partono da Milano o Padova o Roma verso la fattoria più vicina? Penso che non sia realizzabile.
Dei supermercati abbiamo bisogno, ma occorre INFORMARE CORRETTAMENTE IL CONSUMATORE. Se il consumatore è più informato saprà cosa chiedere al supermercato o alla multinazionale e... Non si farà più fregare!
Cool

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RE: la crisi dell'agricoltura

Scritto domenica 25 ottobre 2009 - 11:17

gonzales wrote:

agritech wrote:
gonzales wrote:
CristianoSpadoni wrote:
'Poteste e proposte per il riscatto dell'agricoltura' è un articolo disponibile su Agronotizie da martedì sera (22 settembre).
Sono riportate alcune delle proposte e delle richieste che arrivano dai campi, certamente utili, ma non si sa quanto risolutive di una situazione difficile e complessa. In tutte queste richieste e nelle proteste "urlate" o solo "sussurrate" si percepisce la difficoltà del mondo agricolo di farsi ascoltare dal "Palazzo", tanto che si rinnovano le richieste, inascoltate, per indire una Conferenza nazionale dell'agricoltura. Forse utile a ricompattare i ranghi di un'agricoltura sempre troppo divisa, ma non basta certo una conferenza per risolvere i gravi problemi oggi sul tappeto. Servono idee e proposte che possano essere presto trasformate in fatti concreti. Dagli stessi agricoltori potrebbero arrivare consigli utili proprio in questa direzione. E chi ha suggerimenti può utilizzare questo spazio di Agri-forum, che può essere un megafono per far conoscere il proprio pensiero e farlo arrivare, perché no, alle orecchie di chi decide.
Esprimi la tua opinione...!

Caro Cristiano,
nelle settimane passate si è assistito ad azioni di protesta con versamenti di latte nei campi o aratura di campi coltivati.
Non ritengo che siano delle azioni molto utili a far sentire la voce dei produttori.
Un'iniziativa interessante è stata realizzata in questi giorni in Emilia Romagna: frutta e verdura vengono regalate ai consumatori!
Se per qualche fine settimana di fila i produttori si presentano difronte ai grandi ipermercati delle principali città italiane regalando frutta e verdura (e qualche consumatore si chiederà come mai....) forse daremo un pò fastidio anche alla grande distribuzione e qualche voce in più si solleverà.....arrabbiato:
Ciao

ATTENZIONE-ATTENZIONE!! Ecco alcune idee concrete per uscire dalla crisi, anzi meglio, dal cappio delle multinazionali e delle Banche:
1. ELIMINAZIONE di tutte le norme burocratiche e sanitarie derivanti dalla trasformazione aziendale delle proprie produzioni: con i sistemi attuali si è voluto equiparare l'agricoltore che vuole vendere il pane, il vino, l'olio, le verdure, il latte, la carne etc etc., all'industria di trasformazione perchè tale metodo è necessario per tutelare la salute pubblica, infatti i risultati sono stati: mucca pazza, pasta e chissà cos'altro radioattivi, latte proveniente da chissà dove spacciato per italiano, ecc. Chi ha legiferato in tal senso non ha mai tenuto in conto neanche la possibilità che, solo gli inesistenti passaggi di mano (e quando dico mano intendo puro contatto fisico di innumerevoli manovalanze, condizioni di trasporto ed altro) rispetto ai cicli industriali già da soli riducono drasticamente eventuali contagi ed inquinamenti. Si è scelta invece la strada che il produttore che intenda distribuire il proprio latte ai vicini di casa o di paese debba prendere un sostanzioso mutuo vincolando pure le proprie mutande, per poter adeguare il suo prodotto a quello dei simpatici Parmalat e simili tralasciando un tassello importante, il latte industriale può essere assimilato all'acqua fresca. Non si capisce perchè non sia anche in questo caso il LIBERO MERCATO a far sì che il consumatore possa scegliere di chi fidarsi!! Oggi macellare un vitellone al mattatoio posto a volte anche decine di km dalle fattorie costa intorno ai 300 euro, per un ciclo di lavorazione che non dura più di un'ora, ma l'allevatore se è fortunato i 300 euro li tira fuori custodendo l'animale tutti i giorni compreso Natale e Capodanno per almeno 20 mesi. Ci dicono continuamente che non siamo competitivi (con i paesi produttori dove ci sono gli schiavi del XXI secolo): hanno ragione, ma ci hanno rotto le balle con tutti i cani che ci addossano continuamente per far sì che non si arrivi al consumatore finale, quello che veramente in maniera semplice potrebbe scegliere se acquistare il latte "all'Hard discount" o dal secchio del lattaio che abita al massimo a qualche Km e me lo consegna giornalmente in una tanica magari in inox. Ma quanti bambini sono morti o gravemente ammalati quando vigeva quel sistema, così sano e gratificante per tutti? Il motto della multinazionale è il seguente: il consumatore è cosa nostra, con la televisione ce lo rigiriamo come vogliamo.
L'argomento è lungo ed andrebbe veramente affrontato in una tavola rotonda dove da una parte ci sia il consumatore e dall'altra il produttore e siano essi stessi a decidere le regole di scambio, non la multinazionale di turno con la compiacenza della politica che adotta continuamente miriadi di assurdità con la scusa di garantire sempre il povero, ignaro consumatore. Inoltre concludo con flash di politica fiscale: non si capisce perchè fra le migliaia di aziende agricole ci debbano essere regimi fiscali diversi creando quindi anche disparità di trattamenti economici per stessi prodotti immessi sul mercato, hanno inventato le aliquote iva di compensazione, chissà cos'hanno compensato in tutti questi anni, inoltre due-tre regimi contabili diversi... Una volta si diceva che i beni di prima necessità dovevano avere dei regimi agevolati, perchè allora non si abbassano od eliminano completamente le aliquote IVA sulle vendite come sugli acquisti, anche di beni strumentali? E far sì che l'imprenditore non debba avere nulla a che fare con gli uffici finanziari, non dovendo più chiedere rimborsi IVA nè tantomeno versarne? Anche perchè già le imposte sono calcolate a forfait sui catastali. In Italia le cose semplici sono fuorilegge!!! Ma presto si accorgeranno che i pochi irriducibili rimasti se ne sbatteranno di portare al secchio le loro gocce giornaliere di plasma ormai sbiancato perchè in via di esaurimento!!! Saluti a tutti.

Posso concordare con te per alcuni passaggi, ma... I problemi di mucca pazza, ecc. non sono dovuti alla "cattiva legge", ma solo alla poca onestà ed eticità delle persone.
Dobbiamo smetterla di "scaricare" sempre la colpa su qualcuno. E' troppo facile.
Per quanto riguarda la vendita diretta, è vero che il consumatore deve decidere direttamente ma la soluzione non è certo quella della vendita diretta.
Tu vedresti bene un "esodo" di centinaia di migliaia di persone che partono da Milano o Padova o Roma verso la fattoria più vicina? Penso che non sia realizzabile.
Dei supermercati abbiamo bisogno, ma occorre INFORMARE CORRETTAMENTE IL CONSUMATORE. Se il consumatore è più informato saprà cosa chiedere al supermercato o alla multinazionale e... Non si farà più fregare!
Cool


Regalare i propri prodotti davanti ai supermercati sarebbe poco efficace per due motivi: resisteremmo poco e poi il consumatore guarda solo al proprio risparmio. Io ho un negozio dove vendo i miei prodotti che sono: vino, olio e ortaggi e quando vendo i prodotti sotto costo non importa niente a nessuno del povero contadino anzi si crea un precedente e non riesci più a vendere la merce al giusto prezzo.

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